venerdì 4 settembre 2026

La morte dell'autrice



Titolo: La morte dell'autrice 
Titolo originale: Death of the author
Autrice: Nedi Okorafor
Editore: Mondadori/ Oscar Vault


Trama

Zelu è sempre stata la pecora nera della famiglia: mentre le sue sorelle hanno scelto carriere di successo, lei si è dedicata anima e corpo alla scrittura e, da quando un incidente l’ha costretta sulla sedia a rotelle, deve pure vivere coi genitori iperprotettivi e giudicanti. Senza lavoro, senza prospettive e con un manoscritto rifiutato per l’ennesima volta, Zelu decide di rischiare il tutto per tutto: scrivere il libro che ha nel cuore, non quello che pensa potrebbe vendere. Il risultato è molto diverso dai suoi precedenti: è un’epopea ambientata in un futuro dove androidi e intelligenza artificiale si fanno la guerra tra le rovine della civiltà umana. Quando Zelu condivide il suo strano scritto, non sa ancora che sta per intraprendere un viaggio straordinario. Da Chicago a Lagos fino ai confini dello spazio, il romanzo di Zelu cambierà non solo il destino dell’umanità, ma anche dei robot che verranno dopo. Sorprendente, ironico e profondo, La morte dell’autrice racconta la parabola di una donna emarginata che rischia tutto per farsi ascoltare, in una girandola di amore e perdita, successo e fallimento, e di universi che si mescolano e si confondono. Perché a volte la scrittura ha davvero il potere di cambiare il mondo.


Recensione


Era davvero da molto tempo che non mi capitava di leggere un "libro nel libro" e questa è stata una lettura davvero particolare, capace di coinvolgermi su temi personali e di farmi riflettere su molti altri.
Niente in questa storia è come sembra, un mix tra narrativa e fantascienza che ha saputo catapultarmi nella vita di Zelu. Zelu è una protagonista complessa e sfaccettata, con un carattere intricato fatto di alti e bassi, possiede però una determinazione invidiabile: nulla può fermarla e porta sempre a termine ciò che si mette in testa. È una donna di colore che vive negli Stati Uniti, profondamente legata alle sue origini nigeriane e alle sue tradizioni, specialmente per quanto riguarda il cibo, la famiglia e la visione del mondo. Ciononostante lei riesce anche a uscire da questo tradizionalismo e ha integrarlo con la modernità poiché guarda sempre avanti per migliorarsi e integrare le proprie radici in un contesto nuovo.
È una scrittrice che stenta a trovare il successo sperato, finché un giorno decide di mettere da parte ogni preconcetto per scrivere di getto, direttamente dal cuore. Nasce così una complessa storia di fantascienza che parla della fine del mondo e di come gli androidi abbiano preso il sopravvento in modo del tutto pacifico. Il romanzo fa riflettere sull'importanza di preservare le narrazioni e le tradizioni, fondamenta della nostra cultura. La protagonista ci mostra come, persino in un futuro popolato da robot, il valore più grande risieda nel legame collettivo che si crea quando si condivide la stessa storia e le stesse emozioni.
L'inserimento nella narrazione di interi capitoli del suo romanzo crea una vera e propria struttura a matrioska, dove l'autrice sceglie la fantascienza per trasmettere messaggi profondi. Le vicende dell'androide Hume e quella di Zelu viaggiano su due linee parallele che sembrano non incontrarsi mai, ma che rivelano quanto la protagonista avesse da lasciare al mondo. La narrazione è inoltre intervallata dalle interviste ai suoi familiari in cui ciascuno di loro descrive un aspetto diverso di Zelu, mostrando come la vedono e chi sia per loro. Non tutti i ritratti sono lusinghieri, ma tra le pieghe dei rapporti fraterni si percepisce un'intensa ammirazione, spesso celata da pregiudizi e condanne. Ho apprezzato molto questa scelta, perché ci mostra le diverse sfaccettature della percezione che diverse persone possono avere dello stesso individuo e come l'individuo stesso può mostrare parti diverse di sé.
Zelu usa la sedia a rotelle a causa di un incidente d'infanzia, ma il tema della disabilità è trattato senza alcun tipo di abilismo, il problema, casomai, risiede solo negli occhi di chi la guarda, in particolare della sua famiglia. Lei è l'unica in casa ad abbracciare le novità e il futuro, come dimostra il suo approccio con la tecnologia che Zelu vede come un mezzo che prima le garantisce indipendenza negli spostamenti e poi le permette di superare la sedia a rotelle stessa. La sua scelta di sottoporsi a un'operazione che la riporterà in piedi non nasce da un rifiuto di sé, ma dal desiderio di cogliere una possibilità di miglioramento, tuttavia la famiglia non riesce ad accettarlo.
Questo dinamica familiare è la parte che mi ha coinvolta di più. Si tratta di un ambiente per molti versi tossico, spesso la colpevolizzano per l'incidente che l'ha resa paraplegica e persino in Nigeria viene trattata come un paria per lo stesso motivo, come se la sua condizione fosse una punizione divina. La ostacolano quando decide di operarsi per tornare a camminare, criticando ogni sua scelta dalla scelta dei compagni alla voglia di indipendenza, dai sogni alle ambizioni. Non le offrono mai sostegno e giudicano ogni sua azione sbagliata o insufficiente. Qualsiasi altra persona ne sarebbe uscita spezzata, ma non lei, che continua persino a cercare un contatto con loro. Zelu è un personaggio estremamente realistico e a tutto tondo capirla non è sempre semplice, ma è proprio questo a renderla così autentica.
Il finale è la coronazione perfetta del suo viaggio, Zelu realizza il sogno che coltivava fin da bambina e lo fa per sé stessa, a discapito della sua nuova vita e degli affetti. Mette sempre la propria realizzazione al primo posto, un atteggiamento che ha scatenato la mia totale ammirazione.
Decisamente non è una lettura per tuttə, il romanzo in sé non dà insegnamenti, ma ha saputo farmi riflettere su alcune cose di me stessa e sebbene non mi sia sempre piaciuta Zelu nelle sue scelte, per alcuni aspetti l'ho compresa e ammirata molto.

Ringrazio Mondadori/Oscar Vault per la collaborazione e la copia omaggio, decisamente un bel viaggio ❤️

Voto ⭐⭐⭐⭐,5/5

venerdì 28 agosto 2026

The Shadow wand- La bacchetta dell'onbra



Titolo: The Shadow wand- La bacchetta dell'ombra
Titolo originale: The Shadow wand
Autrice: Laurie Foresta
Editore: Fanucci


Trama

Il mondo di Erthia è sull’orlo del baratro. Mentre l’ideologia della stirpe gardneriana si diffonde come un veleno, Elloren Gardner è in fuga, braccata dalle stesse persone che un tempo considerava alleate. Il suo crimine? Somigliare troppo alla nonna, la leggendaria Strega Nera, pur non possedendo, apparentemente, un briciolo di magia. Ma il potere che Elloren nasconde è più antico e pericoloso di quanto chiunque possa immaginare, e ora che ha trovato la Bacchetta Bianca, nulla sarà più come prima. Mentre le forze dell’Ombra guidate da Marcus Vogel stringono la morsa sul Regno Orientale, Elloren e il suo eterogeneo gruppo di ribelli — compreso Lukas Grey, l’uomo che dovrebbe odiare ma da cui non può stare lontana — devono compiere una scelta impossibile: soccombere a un destino di odio o scatenare una magia che potrebbe salvare Erthia... oppure ridurla in cenere. In un viaggio che la porterà oltre i confini del mondo da lei conosciuto, Elloren scoprirà che la verità è l’arma più affilata di tutte.

 Recensione 


In questo periodo di blocco del lettore continuo, un solo libro ha saputo trascinarmi fuori dal baratro: sto parlando proprio di The Shadow Wand, una lettura che rimandavo da fin troppo tempo.
In questo terzo volume non succedono tantissime cose, ma quelle che accadono sono decisamente una bella botta, e parlarne senza fare spoiler è davvero difficile. Innanzitutto muore un personaggio fondamentale ed Elloren si vede crollare il mondo addosso. L'unica cosa che mi ha fatto storcere un po' il naso è che il suo dolore dura decisamente troppo poco perché la perdita si percepisce, ma il lutto viene elaborato troppo in fretta e qualche momento in più dedicato a questo aspetto sarebbe stato ideale.
A prescindere da ciò, il resto della lettura è stato un susseguirsi di eventi che rendono questo libro un perfetto volume di transizione verso gli avvenimenti finali. La parte più d'azione si bilancia con una forte componente romance, inevitabile vista la natura di alcune dinamiche. La lettura mi è piaciuta moltissimo perché, nonostante la mole, il testo risulta estremamente scorrevole, la narrazione procede spedita e ci regala un colpo di scena finale davvero d'impatto.
Ritroviamo anche il punto di vista di altri personaggi che abbiamo imparato ad amare nei primi volumi, qui è tutto ancora molto accennato, ma sono sicura che nei seguiti avranno più spazio, trattandosi di persone che si sono unite alla Resistenza e che giocheranno un ruolo chiave in futuro. E anche se tutto sembra volgere al peggio (come al solito!), la Resistenza ha ora una nuova speranza. Non tutti però sono d'accordo perché i poteri senza freni di Elloren escono percepiti come una minaccia e per questo rimanere in vita non sarà affatto semplice. Sono davvero curiosa di scoprire come evolverà la situazione, soprattutto perché si sta delineando meglio la figura dell'antagonista. Vogel è il fanatico religioso per eccellenza, che predica bene e razzola male, malissimo. Nel clima di terrore che ha creato, dove tutti devono muoversi secondo principio "purissimi", lui è il primo ad agire nell'ombra e anzi a sfruttarne ampiamente i poteri oscuri.
Per questo la componente socio-politica è quella che preferisco di questa saga. In questo volume, in particolare, ho ritrovato lo specchio di molti avvenimenti attuali, dalle relazioni tossiche e i matrimoni con uomini violenti che agiscono in nome di un'inventata "purezza di spirito", fino alla sottomissione e annientamento di popoli diversi in nome di antiche religioni. Insomma, il fantasy si dimostra ancora una volta un grande veicolo per trasmettere messaggi importanti e soprattutto per mostrarci un'attualità che stiamo già vivendo e non posso che apprezzare una saga capace di mostrare con tanta forza quanto tutto questo sia sbagliato.

Ringrazio tantissimo Fanucci per la collaborazione e la copia omaggio, non vedo l'ora di leggere il quarto volume!! 😍

Voto⭐⭐⭐⭐/5

lunedì 24 agosto 2026

Immortal dark



Titolo: Immortal dark
Titolo originale: Immortal dark
Autrice: Tigest Girma
Editore: Mondadori Oscar Vault


Trama

Hai fatto di me il tuo incubo dalla prima volta in cui hai sentito il mio nome. Kidan Adane è cresciuta lontana dalla società segreta in cui è nata, composta da stirpi umane che traggono potere diventando compagni – e nutrimento – dei vampiri. Ma, quando la sorella scompare, Kidan torna, convinta che June sia stata rapita da un vampiro legato alla sua Casa, il crudele e affascinante Susenyos Sagad. Kidan si infiltra allora alla Uxlay University, dove gli eredi delle Case umane imparano a gestire la propria fortuna e scelgono un compagno immortale. Anche se Susenyos fa di tutto per allontanarla, lei deve conquistarsi la sua fiducia… e ucciderlo. E non importa se la cattiveria di Susenyos è un’eco che risuona nel profondo di Kidan, risvegliandone gli istinti più violenti, tentandola ad arrendersi al male… Quando una studentessa viene uccisa in circostanze che ricordano la scomparsa di June, Kidan si inoltra ancora più a fondo nel mondo dei vampiri, scoprendo una minaccia secolare, di cui June potrebbe essere il perno. E allora capisce che l’unico modo per salvare June è distruggere le fondamenta stesse della Uxlay University, rinnegando la parte più spaventosa di sé… oppure abbracciando un amore oscuro – e il sangue che esso richiede. Un dark academia senza eroi, irresistibile come i suoi spietati e seducenti vampiri, degni dei romanzi di Anne Rice.

Recensione


Quando ho letto che in questo libro ci sarebbero stati i vampiri mi sono fiondata nella lettura perché diciamocelo, sono una super fan delle creature della notte maledette che devono bere sangue altrui per sopravvivere!
Purtroppo il mio entusiasmo non è stato del tutto ripagato e non sono uscita totalmente soddisfatta dalla lettura, ma andiamo con ordine.

La prima cosa che mi ha fatto storcere il naso è stata proprio la protagonista. Ho trovato Kidan parecchio odiosa e antipatica, e la difficoltà a immedesimarmi in lei ha pesato negativamente sul mio giudizio. Capisco la sua urgenza di ritrovare la sorella, ma il suo "lato oscuro" tanto millantato, emerge davvero poco e spesso per le ragioni sbagliate. In realtà Kidan non è la badass che vuole farci credere perché teme molte cose, soprattutto di sé stessa, ed è costantemente sopraffatta dal rimorso. Ha compiuto un atto orribile, ma invece di viverlo come un passo necessario per i suoi scopi, finisce per pentirsi amaramente delle sue scelte.
Un'altra nota dolente riguarda il worldbuilding, durante la lettura ho avuto costantemente la sensazione che mi mancasse un pezzo, quasi stessi leggendo il secondo volume di una serie, il mondo in cui muovono i passi Susenyos e Kidan non viene approfondito a dovere. Se da un lato è apprezzabile scoprire le informazioni gradualmente per evitare pesanti "spiegoni", dall'altro un minimo di contesto in più sarebbe stato utile considerato che la stessa Kidan è all'oscuro di molti meccanismi di questo universo magico. L'ambientazione mi ha incuriosito, ma avrei decisamente preferito più chiarezza sul sistema magico e sulla struttura di questo mondo.
Terza e ultima nota negativa: non ho percepito l'impronta della cultura africana che l'autrice intendeva trasmettere. Molti elementi risultano solo accennati o inseriti in modo superficiale nella narrazione per poi essere dimenticati, salvo ricomparire vagamente nel finale. Era uno dei punti di forza che più mi attirava, ma è rimasto del tutto inespresso.

Passiamo ora agli aspetti positivi!
La lettura in sé ha un buon livello di complessità. Ho apprezzato la sua impronta adult perché era da tempo che non trovavo un romance/fantasy sui vampiri che non scadesse nelle dinamiche troppo young adult. I dialoghi sono strutturati e la forte sfumatura di mistero mi ha catturata, lasciandomi con un finale che invoglia davvero a proseguire con il seguito.
Ho promosso anche Susenyos. Per una volta, il protagonista maschile non cade (troppo) nello stereotipo del "macho alfa". La tensione tra i due c'è ed è palpabile, ma la storia non si trasforma nel solito spicy fine a se stesso. Vista la natura del loro rapporto, immagino che l'evoluzione arriverà nel secondo volume, ma per ora il tono si è mantenuto entro limiti che posso apprezzare.
In conclusione, è stata una lettura costellata di alti e bassi, non ho apprezzato del tutto l'ambientazione dark academia perché avrebbe potuto dare molto di più, ma la trama mystery e i dettagli intriganti del finale mi spingeranno sicuramente a dare una chance al secondo volume.

Ringrazio moltissimo Oscar Vault per la collaborazione e la copia omaggio ❤️

Voto: ⭐⭐⭐/5

giovedì 23 luglio 2026

L'ordine del caos




Titolo: L'ordine del caos
Autore: Tomaso Nigris
Editore: Incipit23


Trama

A Milano, l'ispettrice Irene Valenti indaga su una serie di omicidi che presentano tutti la stessa inquietante caratteristica: le vittime, uomini all'apparenza irreprensibili, vengono ritrovate in scene costruite con una precisione quasi rituale. Nulla è lasciato al caso, come se ogni delitto dovesse trasmettere un messaggio oscuro. Accanto a lei lavora Marco Rizzi, ispettore brillante e ironico, che con le sue continue citazioni letterarie spezza la tensione e crea con Irene un contrasto vivace e coinvolgente. Il loro rapporto, fatto di attrito, ritmo e complicità inattesa, accompagna un'indagine dai risvolti inquietanti. Mentre il caso porta alla luce accuse dimenticate, segreti, ambiguità e verità taciute, Irene capisce che l'assassino non sceglie le sue vittime a caso: segue una logica precisa, quasi una forma di giudizio. In una Milano fredda e inquieta, dove l'ordine sembra solo una fragile illusione, Irene dovrà affrontare non soltanto un killer metodico e spietato, ma anche le ombre più profonde del proprio passato. Un giallo teso e atmosferico, in cui il confine tra giustizia e ossessione si fa sempre più sottile.


Recensione

Questo è stato davvero un ottimo giallo, perfetto per l'estate, il ritmo è sempre incalzante grazie ai capitoli brevi che si chiudono sempre con un cliffhanger, senza contare poi
 i dialoghi fatti di botta e risposta rendono tutto dinamico, ma allo stesso tempo coinvolgente e divertente grazie alle battute di Marco. Irene e marco sono una coppia formidabile sul lavoro, concentrati e intelligenti e l'atmosfera è alleggerita dalla frizzantezza di lui. Irene è la parte logica, determinata e precisissima, una macchina da combattimento che porta a termine l'indagine a qualunque costo, finché non succede qualcosa che la fa dubitare di sé stessa. A compensare questo suo momento di "debolezza" entra in gioco proprio Marco, il suo collega, per questo sono complementari e perfetti insieme. Sebbene il contorno alle indagini sia appena accennato, si percepisce che ci sarà un crescendo di qualcosa e che conosceremo meglio i personaggi a lungo andare.
L'indagine è intrigante e sa tenere incollatə alle pagine, soprattutto grazie al colpo di scena, inoltre è il primo capitolo di una serie quindi vedremo molte nuove vicende con questi personaggi.
L'ordine del caos è stata proprio una lettura che mi ha aiutato a staccare da altro e a ritornare sui libri, in un periodo di quasi blocco del lettore ha saputo coinvolgermi con il suo ritmo e la sua storia. È un libro che mi sento di consigliare per l'estate perché veloce e incisivo, perfetto se si cerca un'indagine che non annoia!

Ringrazio moltissimo la casa editrice Incipit23 per la collaborazione e per la proposta di titoli sempre interessanti!

Voto ⭐⭐⭐⭐,5/5