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domenica 22 giugno 2025

Il viaggio dei dannati




Titolo:il viaggio dei dannati
Titolo originale: Voyager of the damned
Autrice: Frances White
Editore: Mondadori (Oscar Vault)


Trama

Da mille anni il regno di Concordia ha mantenuto la pace tra le sue province. Per celebrare la ricorrenza, l’imperatore organizza un viaggio di dodici giorni con la sua nave fino alla sacra montagna della Dea. A bordo ci sono gli eredi delle dodici province, ognuno dotato di uno speciale e segreto dono magico chiamato Benedizione. Tutti, tranne Ganymedes Piscero, un buffoncello senza arte né parte, un totale fallimento. Quando una dei dodici, la più amata, viene uccisa, gli altri sono tutti sospettati. Bloccato in mezzo al mare, circondato da persone potenti e senza nessuna Benedizione che lo protegga, Ganymedes ha ben poche possibilità di sopravvivere. Ma mentre i cadaveri si accumulano, proprio lui si trova a dover diventare l’eroe che non è nato per essere. Riuscirà a smascherare l’assassino, prima che la nave tocchi le sponde di Concordia? O l’impero come l’ha sempre conosciuto è destinato a crollare?


Recensione

Il viaggio dei dannati si presenta come un esordio promettente, anche se ancora acerbo sotto alcuni aspetti. La scrittura, infatti, denota i segni di un primo tentativo, con qualche svista che si percepisce chiaramente, come ad esempio l’anacronismo tra l’assenza di elettricità e la presenza di hot dog, che stona un po’ con il contesto fantasy. Tuttavia, il worldbuilding e il sistema magico risultano interessanti e originali (anche se 12 "province" di un magico impero con potere centrale mi hanno fatto pensare molto a Hunger games), ma, purtroppo, restano poco approfonditi. Sarebbe stato interessante esplorare più dettagli senza però appesantire la narrazione con troppi spiegoni come succede nella prima parte, dove uno dei personaggi racconta la storia della nascita del loro impero, storia che loro stessi dovrebbero già conoscere. Tuttavia i personaggi sono uno dei punti forti del romanzo, in particolare, il protagonista, Dee, si distingue per la sua irriverenza, che lo rende molto affabile e spesso suscita sorrisi, ho apprezzato molto il suo lato nascosto che mostra pian piano, è un ragazzo insicuro, pieno di paure e di piccoli traumi che lo hanno portato a dubitare di sé stesso e del suo valore. Cavalletta, con il suo carattere un po’ fuori di testa, divertente ma anche dolce, si conquista un posto speciale nel mio cuore, perché rappresenta la "spalla" perfetta aggiungendo quel tocco di leggerezza venata di tristezza che non guasta. Wyatt invece è stato più difficile da inquadrare, è un personaggio che completa il trio dei "detective" ed è la controparte seria di Dee, evolve molto durante la storia e alla fine è arrivato a piacermi. Qualche difetto si nota, anche nella costruzione dei personaggi, come ad esempio l’uso eccessivo di tokenismo e la tendenza a categorizzare eccessivamente le caratteristiche fisiche dei regni, assegnando loro colori di capelli specifici e stereotipi che risultano un po’ forzati in base alla regione si provenienza.

L’aspetto mystery è la cosa che mi interessava di più e da un lato White è riuscita a inserirlo bene nella storia e in un contesto fantasy, con il focus sulla risoluzione di un enigma che mantiene alta l’attenzione. Ma dall'altro per chi legge thriller o gialli, il colpevole sarà evidente quasi dall'inizio, anche se a un certo punto la narrazione prende un risvolto inaspettato che sorprende e dà una svolta alla vicenda. La presenza di una parte romance, che non sovrasta la storia principale, arricchisce il romanzo e si inserisce bene nel contesto, offrendo qualche colpo di scena in più. Non vorrei svelare troppo, però l'interesse amoroso di Dee cambia molto in fretta, anche se poi mi sono ricreduta in parte nel finale, ma davvero non posso dire altro per i troppi spoiler 😅
Per quanto riguarda il target, non lo definirei un romanzo per adulti: rientra più nello young adult, anche se i protagonisti non sono dell'età giusta per definizione. Ci sono argomenti espliciti e scene cruente, però in generale il comportamento dei personaggi non si adatta del tutto alla definizione di adult. La lettura, inoltre, è abbastanza leggera e non troppo impegnativa, perfetta per un’estate di svago. 

In conclusione, con un po’ di lavoro sulla tecnica e una maggiore cura nella scrittura, si potrebbe migliorare, ma come esordio non è di certo da buttare. La storia, nel suo complesso, è buona e intrattiene senza pretese, ideale per chi cerca una lettura leggera e piacevole per distrarsi, ho apprezzato in particolare il protagonista che mi ha spesso fatto ridere e in cui mi sono rivista per alcune cose. Comunque, nonostante la scia di omicidi e gli argomenti comunque potenti e attuali, il tono non risulta mai troppo formale o pesante. Qualche incongruenza c'è, ma nel complesso il romanzo riesce a regalare qualche ora di divertimento e fuga dalla realtà.

mercoledì 14 maggio 2025

Scarti di potere

 


Titolo: Scarti di potere
Autore: Marcello Sgarbi
Editore: Incipit23

Trama

Nel cuore dell’estate, tra i miasmi di una discarica cittadina, viene ritrovato il cadavere di Gianluca Valontani, ex editore dell’omonima casa editrice. Un delitto brutale, un messaggio lasciato sul corpo e tante domande senza risposta.
Mentre la città soffoca tra il caldo e l’inquinamento, l’indagine del Commissario Faini svela il lato oscuro del progresso: una società che divora e scarta, non solo oggetti ma anche persone. Corruzione, speculazione edilizia e traffici illeciti emergono come rifiuti tossici, contaminando tutto ciò che toccano. Tra gli affari poco puliti dell’avvocato Antonio Cortesi, l’enigmatica freddezza di Amalia Del Feo e i segreti nascosti dagli operai della discarica, ogni pista porta a un intreccio più pericoloso del previsto.
In un mondo in cui il degrado ambientale riflette il marciume morale, Faini dovrà addentrarsi in un’indagine torbida, dove le menzogne si stratificano come detriti e la verità è sepolta sotto anni di complicità e silenzi. Ma quando la morte torna a colpire, diventa chiaro che qualcuno è disposto a tutto pur di insabbiare il passato.

Recensione

Per questa lettura in super anteprima ringrazio moltissimo la casa editrice e l'autore per la copia digitale e la fiducia ❤️

Questo è stato un libro che ho letto assaporando ogni momento e ho apprezzato molto la lettura davvero scorrevole perché, oltre a una bella indagine serrata, mescola anche una potente denuncia sociale, in particolare a quella che è una triste realtà fortemente italiana. Sgarbi mostra come la nostra società sia spesso mossa da un'inarrestabile sete di corruzione e di arricchimento a scapito degli altri. Attraverso le azioni dei personaggi e le dinamiche investigative, il romanzo mette in luce come il desiderio di profitto immediato e l'avidità siano radicati nella cultura e nelle strutture sociali del nostro paese, spingendo persone comuni e figure di potere a comportamenti illeciti ed egoistici. Per questo la figura del commissario Faini emerge come un personaggio realistico e credibile, tridimensionale, che incarna la lotta morale e l'integrità in un contesto corrotto, offrendo uno spaccato di come la giustizia possa essere perseguita anche in ambienti difficili e complessi. Nonostante non sia uno stinco di santo e abbia i suoi problemi personali, Faini è un personaggio che conquista, umano, un po' detective maledetto e un po' persona acculturata e appassionata di arte.
Lo stile narrativo, dal taglio molto cinematografico, rende il romanzo adatto anche a una trasposizione televisiva a mio parere, soprattutto grazie alla sua capacità di creare scene visive e di forte impatto. L'indagine, poi, comincia subito, le vicende entrano nel vivo già dalle prime pagine e l'attenzione resta sempre alta.
Anche se la località è inventata, l’autore riesce a ricreare un ambiente così vivido e dettagliato da far sembrare la città una comune città italiana, piena di sfumature e realtà quotidiane. Questa capacità di rendere credibile il setting rende ancora più coinvolgente la narrazione.  
L’indagine, intricata e ben articolata, si sviluppa come un puzzle complesso: ogni indizio apre nuove porte, spesso nascoste dietro cassetti pieni di segreti e misteri, che conducono a ulteriori scoperte e colpi di scena. Questa struttura narrativa tiene il lettore costantemente sulle spine, senza mai anticipare il colpevole, rendendo la lettura avvincente e coinvolgente.  
Tuttavia, una piccola pecca riguarda l’uso di metafore e similitudini molto arzigogolate e con un tono aulico. Un linguaggio più semplice e diretto avrebbe potuto ottenere lo stesso effetto emozionale, rendendo la lettura ancora più fluida e accessibile. Non è comunque un difetto insormontabile, anzi si capisce il livello di cultura dell'autore. 
In conclusione, si tratta di un giallo/noir davvero di qualità, che alterna presente e passato in un intreccio ricco di colpi di scena e risvolti, offrendo una riflessione profonda sulla società italiana e in generale sulla natura umana, davvero consigliato agli amanti del genere.

Voto ⭐⭐⭐⭐/5

venerdì 11 aprile 2025

Dryadem- La leggenda

 

Trama: Dryadem- La leggenda
Autrice: Marie Albes
Editore: Delrai edizioni 

Trama

Ayres è una giovane donna intrappolata in una routine noiosa nella cittadina costiera di Wells. Lavora in una libreria antiquaria e in un negozio di fiori, ma la sua vita viene sconvolta da sogni ricorrenti di una foresta oscura e una figura eterea che la chiama per nome. La notte del suo ventiduesimo compleanno, durante la Festa della Resilienza, incontra uno sconosciuto misterioso, la cui presenza sembra alterare il ritmo stesso della realtà. Man mano che strane visioni e inquietanti fenomeni si intensificano, Ayres scopre di essere legata a una leggenda antica quanto la Terra stessa: la storia di Dryadem, la custode della Natura, un'entità che governa l'equilibrio tra gli elementi e il destino degli uomini. Segnata da un misterioso simbolo apparso sulla sua pelle, Ayres si ritrova al centro di un conflitto segreto tra forze primordiali e un antico male che minaccia di spezzare l'armonia del mondo. Guidata dai suoi sogni e da un enigmatico libro antico, dovrà scegliere se abbracciare il suo legame con la leggenda o restare un'estranea nella propria esistenza. Ma il destino è già in moto, e mentre le ombre si allungano sulla sua vita, Ayres capirà che alcune verità non possono essere ignorate... e che il confine tra mito e realtà è molto più sottile di quanto abbia mai immaginato.

Recensione

Ringrazio moltissimo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale e per la proposta di collaborazione 😊

Dyadem di Marie Albes si presenta come un'opera affascinante nel panorama del fantasy contemporaneo. È un new adult diverso dal solito, comincia quasi come un realismo magico per finire con un fantasy e crea un racconto che esplora temi profondi. Temi come la scoperta e l'accettazione di sé, la riconnessione con la natura, ma soprattutto il perdono, anche verso se stessi. La scrittura di Albes è intrisa di magia e mistero, e il richiamo al folklore e alla mitologia celtica arricchisce la narrazione, rendendola ancora più coinvolgente. Da grande amante di questa cultura, ho apprezzato le citazioni a dei, personaggi e in generale il richiamo alle leggende.

La storia inizia con un ritmo piuttosto lento che permette di familiarizzare con i personaggi e l'ambientazione. Per contro però le vicende entrano nel vivo solo a metà libro quindi la narrazione risulta sbilanciata perché i momenti dove Ayres sarà tentennante sono molti e in più occasioni viene voglia di spingerla a prendere decisione definitiva. La piccola pecca per me è stata proprio l'andamento, all'inizio è molto lento e succedono poche cose, dalla metà in poi è un crescendo di colpi di scena e situazioni più movimentate, forse le vicende potevano essere più spalmate nell'arco narrativo. Anche se dalle  prime pagine, si percepisce una sensazione di inquietudine, un "qualcosa che non va" che si svela gradualmente insieme al mistero, forse il crescendo è stato un po' lento.
Uno degli aspetti più riusciti dell'opera, però, è la connessione con la natura, che funge da sfondo e da coprotagonista silenziosa. La riconnessione con il mondo naturale aprirà le porte alla vena più magica della storia che poi prenderà una piega inaspettata, trasformando il viaggio fisico di Ayres e James in un viaggio di tipo diverso. L'epilogo, infine, offre una riflessione profonda sulle tematiche proprie della storia, evidenziando che il perdono, sebbene difficile, è un passo necessario per la crescita personale e la rinascita e questa è una conclusione a cui sia Ayres, sia James arrivano quando si concludono le vicende. Ayres si rivela da subito una protagonista diversa dal solito, pian piano si apre, ridiventa sé se stessa e trova un nuovo posto nel mondo. James di contro è il bel tenebroso con un oscuro segreto, ma anche lui cambia durante e in seguito alle vicende. Insomma due protagonisti che nonostante abbiano qualche cosa di già visto riescono lo stesso a distinguersi per la loro personalità ben costruita.
L'altro piccolo appunto che mi sento di fare è che a volte, il linguaggio di Albes risulta eccessivamente aulico, creando un contrasto con le esperienze dei due giovani protagonisti, inoltre, la dovizia di particolari, pur essendo affascinante, può talvolta distrarre dal flusso della narrazione.

In conclusione, "Dryadem - La leggenda" di Marie Albes è un esordio promettente che riesce a intrecciare magia, mistero e introspezione. Con i suoi temi universali e la sua narrazione coinvolgente, il libro non solo intrattiene, ma invita anche a riflettere su aspetti fondamentali della vita. Consigliato a chi ama il fantasy e desidera una storia che parli di crescita e riconnessione con il proprio io.

lunedì 30 settembre 2024

I cartografi




Titolo: I Cartografi
Titolo originale: The CARTOGRAPHERS
Autrice: Peng Shepherd
Editore: NeoN libri


Trama
La vita di Nell Young ruota da sempre intorno alle mappe. Suo padre, il dottor David Young, è stato uno dei cartografi più rispettati al mondo: almeno fino a quando non viene trovato morto – o assassinato? – nel suo ufficio all’interno della New York Public Library.Lei e suo padre non parlavano da anni – da quando lui l’aveva licenziata dopo un’accesa discussione su una mappa stradale apparentemente senza valore: la stessa che Nell trova nascosta nella scrivania dell’uomo. Nell non può fare a meno di indagare, e con grande sorpresa scopre che la mappa in realtà è incredibilmente preziosa e molto rara. Unica, forse, perché ogni altra copia sembra essere stata distrutta da un misterioso collezionista. Nell si ritroverà quindi a intraprendere un viaggio pericoloso che la porterà a scoprire una cospirazione inimmaginabile, i segreti della sua famiglia e il vero potere delle mappe.

Recensione

I cartografi è un libro che potrei definire di compagnia, una lettura non bianca ma nemmeno nera, diciamo che è il tipico romanzo di avventura che si legge da ragazzə, solo che è da adulti. Non l'ho trovata una brutta lettura, ma ha saputo conquistarmi fino a un certo punto, forse anche a causa dell'andamento della narrazione. Fino a metà libro c'è un mistero da risolvere e le vibes sono un misto tra un dark academia e il Codice da Vinci, ma poi il ritmo si perde un po' nei continui flashback con molti pov. A questo proposito arriva la lieve nota dolente perché c'è una parte che dovrebbe essere molto importante nei flashback ma l'ho trovata davvero fiacca e non molto bene descritta. Peccato perché su quell'idea si muove il perno del libro e non penso che fosse abbastanza forte per essere usata come argomento centrale. Altro piccolo neo è il fatto che si intuisce davvero facilmente chi è coinvolto nelle vicende e soprattutto chi è il cattivo della situazione, avrei voluto che la parte di mistery fosse più marcata perché verso la metà del libro cade completamente e le rivelazioni che si hanno in seguito le avevo già intuito.
Però ho trovato anche molti aspetti positivi, il libro in sé non è pesante e mi è piaciuto che il fantasy ci fosse ma in modo marginale, forse si avvicina più al realismo magico che al fantasy vero e proprio, ma come espediente mi è piaciuto molto e ho apprezzato che il mistero si svelasser pian piano, anche se si intuisce qualcosa in molti punti.
I personaggi non sono iper caratterizzati, servono a portare avanti la storia, per cui sì, c'è una protagonista ma il suo scopo sarà quello di scavare nel passato e per farlo dovrà passare attraverso la vita di molte persone per cui la storia non è incentrata su di lei, ma si ciò che è successo tempo prima.
In sostanza posso dire che è una lettura che ho fatto con piacere, ha saputo intrattenermi e non è stato un libro pesante, forse mi aspettavo qualcosa di più (si parla pur sempre di geografia e la cosa continua a farmi ridere 🤣), però ha fatto il suo lavoro ed è stata un ottimo stacco tra letture più corpose.

Voto ⭐⭐⭐/5.

lunedì 2 settembre 2024

Juniper and thorn




Titolo:Juniper and thorn- Ginepro e spina
Titolo originale: Juniper and thorn
Autrice: Ava Reid
Editore: Neon

Trama

Marlinchen e le sue sorelle sono le ultime vere streghe di Oblya, una città in cui la magia sta lasciando posto all’industria. Considerate poco più che un’attrazione per turisti, trascorrono le giornate curando clienti con rimedi arcaici e incantesimi nostalgici, mentre tentano di ammansire il padre, uno stregone tirannico e xenofobo, che tiene le figlie rinchiuse nella casa fatiscente. Di notte, però, riescono a sfuggire alla casa e al padre per godersi i palpiti della città, in particolare il teatro del balletto di nuova apertura, dove Marlinchen incontra un ballerino che le catturerà il cuore. Ma man a mano che i loro incontri notturni si fanno più intensi e frequenti, la minaccia dell’ira del padre si fa più incombente. E mentre la città prospera, un mostro si cela nel suo ventre, nato dall’intolleranza e dal risentimento, intriso del potere di un mondo antico.

Recensione

Su questo libro ci sono davvero tantissime cose da dire e non penso di esserne in grado perchè davvero non ho la capacità di affrontare tutti gli argomenti che ci sono in questa lettura di poche pagine. Cercherò di andare con ordine e affrontare quello che riesco ma sappiate che c'è davvero tanto di più.
Partiamo subito dalle note dolenti, in primis la copertina che con questo disegno sembra destinata il libro a un pubblico nel range di libri per ragazzi o al massimo young adult, ma sappiate che NON è assolutamente adatto a questa fascia di età. Questo è un libro decisamente oscuro, forte, disturbante, con scene molto crude e macabre, per cui ne consiglio la lettura a un pubblico forte di stomaco e soprattutto adulto.
Altra piccola pecca è lo stile di scrittura, questo è uno dei primi romanzi di Ava Reid (e a voglia trovare dei primi romanzi così belli) e ha voluto un po' strafare. E' scritto benissimo, non fraintendetemi, ma a volte è troppo ricco di similitudini, capita magari che tra i pensieri della protagonista in una pagina sola ce ne siano quattro in fila e questo appesantisce molto il momento, ma rende anche più difficile seguire il filo. Per contro però crea degli attimi così evocativi e delle scene così vivide che sarebbe perfetto come trasposizione cinematografica perchè ci mette tutto precisamente sotto gli occhi in modo vividissimo. Quindi da un lato abbiamo uno stile quasi fin troppo ricco, ma dall'altro ti fa entrare in pieno nella scena e te la fa proprio vivere. Altra piccolissima pecca è il fatto che il libro dovrebbe essere ambientato in Russia o comunque in un paese dell'est europa ma si percepisce poco il contorno perchè anche i piatti citati sono solo due e sempre quelli, diciamo che c'è poco worldbuilding ma non essendo quello il punto focale della storia si può soprassedere. Inoltre il libro è ambientato in un mondo che si vede in un'altra delle sue storie (ancora inedita in italia) quindi si può giustificare il poco contorno anche così.

Ma passiamo ai punti decisamente a favore di questa lettura, in primis la protagonista, Marlinchen che ho davvero mal sopportato nella prima parte del libro perchè la vedevo come una protagonista debole, succube e sempre a un passo dalle lacrime, ma che poi ha una crescita grandissima. La sua parte comincia come quella di una qualsiasi protagonista delle fiabe, se sei buona, remissiva, obbediente e timorosa di tutto il bene arriverà anche per te. Marlinchen ci mostra invece che è l'esatto opposto e ce lo mostra liberandosi di un padre despota e manipolatore, liberandosi delle persone che le hanno mentito, hanno abusato di lei e che per anni le hanno inflitto violenze psicologiche. Ebbene sì, questa lettura è piena di scene agghiaccianti, di momenti che ti fanno venire voglia di chiudere il libro e che ti fanno storcere la bocca dal disgusto, ma questo è il suo punto forte. Reid ci porta in un mondo oscuro, violento, ci fa entrare nella mente di una donna che per anni è stata abusata in modi terribili e io resto sempre più ammirata dalla bravura di questa autrice che sa trasformare una fiaba, una storia fantasy, in un manifesto di denuncia, un modo catartico per affrontare le brutture del mondo. E il fatto che nella prima parte del libro non sopportassi la protagonista è un punto a favore perchè ci mostra la bravura di Reid nel creare delle personagge vivide e reali con poche semplici pagine. Come dicevo la crescita di Marlinchen sarà evidente, piano piano comincia a uscire dalla gabbia di bugie e convinzioni sbagliate che la sua mente ha creato intorno a lei in risposta ad anni di soprusi e la cosa fantastica è che da lettore ce ne accorgiamo. Ci sono molti indizi che si colgono durante la lettura ma Marlinchen è una narratrice inaffidabile perchè ci riporta le cose che vede e pensa ma non ha il quadro generale della situazione, da lettore invece si possono cogliere dei dettagli e metterli insieme e quando quando lei arriva alla conclusione che può effettivamente salvarsi da sola la rivelazione sarà uno schock per lei, ma chi legge ci sarà già arrivato. 
Se proprio vogliamo trovare un altro piccolo neo posso dire che ho apprezzato la storia d'amore perchè non eccessivamente invasiva e perchè comunque è finalizzata alla liberazione e alla presa di coscienza di Marlinchen, ma non l'ho trovata del tutto priva di difetti e in alcuni punti ricalca moltissimo delle scene di A study in drowning. Diciamo che possiamo perdonare anche questo a Reid perchè comunque Juniper and thorn è uscito prima e per essere una delle sue prime uscite tanto di cappello, però forse un maggiore distacco tra i due libri sarebbe stato più apprezzabile. 
Resto comunque del parere che questo sia un libro bellissimo, era da tempo che non venivo portata dentro una fiaba così cupa ma così piena di significati. I fratelli Grimm sarebbero fieri di questo retelling de Il ginepro, una delle loro storie più oscure e violente, perchè Reid gli h
a donato davvero una marcia in più caricandolo di tutti questi significati, ma a questo proposito mi sento in dovere di segnalare i trigger warning di questo libro che sono davvero molti.

TRIGGER WARNING: violenza (sessuale, domestica, psicologica), abusi, maltrattamenti di animali, autolesionismo, disturbi alimentari, femminicidio.

Decisamente una lettura consigliatissima a un pubblico mirato, questo è il retelling di una fiaba che vi porta dentro una fiaba del tutto differente, una storia cupa e cruda, bellissima e terribile e devo solo ringraziare Neon per la possibilità della lettura in anteprima, davvero un libro stupendo.

Voto⭐⭐⭐⭐⭐/5

mercoledì 25 ottobre 2023

Recensione Hedera

Titolo: Hedera
Autori: Nicolò Targhetta, Ernesto Anderle, Irene Bruno, Eugenio Belgrado
Numero di pagine: 184
Editore: Beccogiallo





Trama

Dartmoor, Inghilterra, 1826. Il corpo di Edith Wilton, giovane donna dai lunghi capelli rossi, viene ritrovato senza vita sulla riva di un fiume, completamente avvolto da hedera helix o edera comune. A eseguire la sua autopsia è il dottor Charles Norland, un uomo di scienza tormentato dai ricordi della guerra anglo-nepalese, che si è da poco rifugiato nel Devonshire in cerca di pace. L'edera è ovunque, tra i capelli della ragazza, nei vestiti, fra le dita dei piedi, e la prima supposizione del medico è che si tratti di suicidio. Ma è solo l'ipotesi più logica di un mistero che ben presto perde ogni aspetto di razionalità e inizia a mietere nuove vittime. Chi era davvero Edith Wilton? La ricerca della verità sulla morte della ragazza dell'edera si trasforma lentamente in un'ossessione, trascinando il dottor Norland in una realtà popolata da antichi riti celtici e da una natura potente e inquieta. Una realtà primordiale che sfugge alle regole dell'uomo, di cui il villaggio di Dartmoor sembra essere la porta e la giovane Edith Wilton la chiave.


Recensione


Hedera è la lettura perfetta per godersi appieno questo periodo dell'anno. Le atmosfere creepy che si respirano in questa lettura, richiamo molto il concetto del velo tra i mondi che si assottiglia, poi immaginatevi un paesino sperduto in mezzo alla campagna inglese, misteriose maschere, rituali oscuri e personaggi ambigui. Il mix è perfetto! 
Il romanzo in sé non è corposo ed è ben intervallato dalle illustrazioni che ho trovato perfettamente calzanti, accompagnano la lettura in modo armonioso, quasi come fosse una graphic novel. Lo stile del disegno non è complesso ma molto evocativo ed è interessante vedere come variano le ambientazioni e i colori in base al personaggio che narra. La storia si svolge infatti con tre punti di vista diversi, in particolare abbiamo Charles, il medico che ci parla di ciò che accade nel presente, abbiamo Edith che ci mostra il passato e la sua vita fino alla sua morte e Alex, che a suo volta ci mostra un passato diverso. Le loro storie si intrecciano fino a diventare un'unica trama e i colpi di scena non mancheranno. Ammetto che per tre quarti del libro non avevo capito dove volesse andare a parare la storia e che il dottore mi sembrava troppo in balìa degli eventi senza una sua opinione. Però nel  finale tutti i nodi vengono al pettine e il concatenarsi degli eventi mi ha fatto molto apprezzare la lettura. Il richiamo ad alcuni rituali e simboli celtici è stato la ciliegina sulla torta in questo libro cupo e con un intreccio inaspettato. 
Insomma una lettura che parla del velo che divide i mondi, strane morti e strane "malattie" un villaggio pieno di segreti e rituali, case abbandonate, passati nascosti, disegni che ci portano nella storia...questo libro mi ha conquistata! 
La piccola pecca? Ebbene sì, abbiamo un pecca 🤣 Nella prima parte ci sono moltissimi refusi non solo a livello grammaticale ma anche temporale, ci sono delle date che non combaciano ed essendo un romanzo che si svolge su più linee temporali crea confusione. Per il resto la lettura mi è piaciuta, forse risolvendo queste piccole pecche sarebbe stata perfetta. 

Voto ⭐⭐⭐⭐/5

mercoledì 28 giugno 2023

Review party The daemoniac

Titolo: The daemoniac
Titolo originale: The daemoniac- Gaslamp Gothic
Autrice: Kat Ross
Traduzione:
Numero di pagine: 360
Editore: Saga edizioni 




Trama


Sherlock Holmes incontra X-Files in questo mistero paranormale di Gilded Age! È l’agosto del 1888, appena tre settimane prima che Jack lo Squartatore terrorizzi Whitechapel, un altro assassino si aggira per le strade di New York. La sua opera porta i tratti distintivi di una possessione demoniaca, ma la detective dilettante Harrison Fearing Pell è certa che la sua preda sia un uomo in carne e ossa. E spera di farsi una reputazione risolvendo il bizzarro caso prima che l’uomo che la stampa ha soprannominato Mr. Hyde colpisca ancora. Dallo squallore dei Five Points alle bische d’alta classe del Tenderloin e alle scintillanti dimore della Fifth Avenue, Harry segue le tracce di un killer spietato, scoprendo alcuni imbarazzanti segreti delle più ricche famiglie dell’alta società di New York lungo la strada. Gli omicidi sono un caso di magia nera o un semplice ricatto? E il sentiero porterà più vicino a casa di quanto avesse mai immaginato?




Recensione

.Ringrazio moltissimo Francesca di Coffee and books e la casa editrice per aver organizzato l'evento e per la copia 😊.

È stato bello ritornare alla penna di Kat Ross perché è un'autrice che mi era piaciuta molto nel genere fantasy quindi quando mi si è presentata l'occasione di leggere qualcosa di nuovo scritto da lei ho subito accettato. La grande differenza rispetto ai suoi precedenti libri è che The daemoniac si svolge in luoghi reali e in un'epoca vera, con personaggi esistiti, quindi si vede subito il lavoro di ricerca dell'autrice per quello che riguarda la cornice storica che ho trovato molto precisa. Non è difficile immaginarsi l'ambiente, la società e le strade stesse della città perché il tutto è descritto in modo preciso, anche se a volte un po' troppo ridondante. Allo stesso modo anche i personaggi si delineano bene anche se lentamente, conosciamo Harry e la sua psicologia pian piano così come conosciamo gli altri personaggi secondari. Di Harrison ho apprezzato molto alcuni aspetti che mi hanno ricordato me stessa, cresciuta all'ombra della sorella geniale ha dovuto farsi strada con le unghie e con i denti in questa vita. In realtà Harry è molto dotata ma spesso non crede in sé stessa come dovrebbe, la vita da detective le piace ma non crede di esserci portata come la sorella. Ovviamente i fatti riveleranno tutto l'opposto e per questo ho trovato Harry una personaggia ben costruita e veritiera. 
Durante la lettura ho spesso associato il libro al film Sherlock Holmes o a L'alienista perché molti elementi li ricordano per quello che riguarda l'occulto e lo spiritualismo, tuttavia credo che l'autrice sia riuscita a creare una storia originale o almeno a farla sua perché mi sono ritrovata con l'ansia e la frenesia di voler risolvere il mistero. È anche vero però che la parte dell'occulto viene scartata quasi subito, il che è un peccato, però rende la storia più realistica e quindi se da un lato avrei voluto più paranormale, dall'altro capisco le scelte fatte dall'autrice. Harry è subito frustrata dal non riuscire a fare coincidere tutti i pezzi ma credo che questo sia stato il suo bello perché il suo voler a tutti i costi arrivare in fondo si riflette sullə lettorə. Insomma è una lettura che parte subito in quarta, anche se all'inizio si prende il suo tempo per descriverci i fatti, fino al finale dal ritmo serrato. È una lettura che mi ha ricordato Penny Dreadful per la sua parte occulta con i suoi riti, ma anche La leggenda di Jack lo Squartatore per le sue parti macabre e da assassino seriale, forse non la consiglierei proprio a tutt³ però di sicuro ci sono molt³ amanti di questo genere cupo e macabro e io di sicuro sono tra questi 🤣

Voto ⭐⭐⭐⭐/5

Approfondimento: Lo spiritualismo nell'epoca vittoriana americana.

Per avere una visione chiara su questo fenomeno che prese piede in epoca vittoriana bisogna fare un passo indietro e valutare alcune premesse. Innanzitutto la domanda sorge spontanea, perché questo interesse a tratti morboso per la morte, l'occulto, il bizzarro e lo spiritualismo? Le risposte sono molteplici e sono state più volte analizzate dagli storici, cercherò di riassumerle brevemente per punti.
  • La regina Vittoria da cui prende il nome questa epoca rimase vedova in età non troppo avanzata e per tutta la durata del suo regno portò il lutto, questo spinse la popolazione a trovare normale gli abiti neri e il ricordo costante di coloro che erano passati a miglior vita;
  • Si creò una nuova sfera sociale, quella dei lavoratori, persone sfruttate nelle fabbriche che avevano una vita breve e misera e queste persone andava intrattenute in qualche modo. Fu così che ripresero piede racconti gotici, dell'orrore e che si creò una nuova sorta di romanticismo, probabilmente questo avvenne anche per contrastare in modo involontario il mondo sempre più moderno e meccanizzato che si aveva di fronte , per qualcuno poteva rappresentare una scappatoia a quella che era la vita molto ligia e austera dell'epoca;
  • La classe operaia era povera e spesso aveva accesso ad alcolici e oggetti scadenti, spesso accadeva che bicchieri e tazze composte di leghe metalliche povere, facessero reazione con l'alcool causando uno stato di morte apparente nel malcapitato. Il poveretto veniva creduto morto e quindi seppellito, ma in seguito si scoprirono molte bare le cui pareti interne erano piene di segni fatti con le unghie e quindi si credette a un ritorno dei morti, tanto che per un periodo la gente venne seppellita a faccia in giù perché così il redivivo avrebbe scavato in basso verso la terra senza mai uscire. In seguito ci si accorse che alcuni si risvegliavano da questo stato di morte e fu così che prese piede la "moda" di vegliare sul morto, una persona incaricata non lo lasciava mai e così ci si assicurava del risveglio o della sua mancanza.
  • L'avvento della fotografia, potrà sembrare una mega cavolata ma all'epoca fu una novità mica da ridere. I tempi di esposizione alla macchina fotografica erano lunghissimi e chi meglio di una persona defunta può stare ferma immobile? Pian piano prese piede un vero e proprio culto per la morte e l'aldilà, tanto che chi poteva permetterselo si faceva stampare una foto ricordo con il defunto, spesso posizionato in modo che sembrasse vivo, con vestiti e pose di tutti i giorni. Non era raro che i fotografi avessero cavalletti e altri oggetti utili a sostenere il corpo e colori e trucchi per poterlo sistemare in modo da ricreare una parvenza di vita. Ora come ora ci viene da pensare che sia una cosa macabra, ma in realtà la famiglia voleva solo un ricordo da poter custodire e poi non facciamo lo stesso ai nostri giorni distribuendo foto del defunto quando era in vita al suo funerale?
Con queste premesse non voglio dire che lo spiritualismo sia una corrente recente, anzi ha da sempre fatto parte della società in epoche differenti, ma in epoca vittoriana abbiamo più testimonianze perché il ritorno a un romanticismo letterario ha fatto sì che venisse riportato in molte opere di finzione, ma anche in molte di origine scientifica, volte a tentare di spiegare questo fenomeno. Ma in sostanza lo spiritualismo cos'è? Veniva così definita la nuova dottrina fondata su fenomeni insoliti quali il movimento e il sollevamento di oggetti, rumori e spostamenti o apparizioni senza causa apparente e in Europa la conosciamo con il nome di spiritismo. Insomma un Paranormal activities prima dell'invenzione delle videocamere, banali trucchi per spaventare i più impressionabili? Non si sa con certezza ma quello che sappiamo è che le sorelle Fox furono la causa scatenante del dilagare di questa dottrina e se avete letto il libro non resterete sorpres* leggendo questo nome perché sono citate anche nella storia. Le vicende di questa famiglia sono considerate alla base dello spiritualismo e persino delle prime sedute spiritiche, in sostanza la famiglia viveva in una casa all'apparenza normalissima ma che durante la notte prendeva vita. Scricchiolii, rumori, colpi, bussate, la cosa divenne sempre più insistente finché la famiglia non trovò il modo di comunicare. Attraverso una serie di colpi cominciarono a parlare con la presenza che viveva in casa e pian piano arrivarono a conoscere la sua storia, lo spirito affermava di essere un venditore ambulante di nome Charles che era stato assassinato e che non poteva lasciare questa vita perché le sua ossa erano seppellire sotto la casa e vennero fatte ricerche in tal senso. Delle ossa umane vennero davvero ritrovate e consultando i fatti di cronaca degli anni passati si scoprì che un venditore ambulante di 31 anni di nome Charles era effettivamente scomparso. In seguito la famiglia dovette lasciare la casa e nella nuova abitazione che dividevano con la figlia maggiore ricominciarono i fenomeni strani e i Fox dovettero di nuovo comunicare con gli spiriti. Piano piano questa loro particolarità si diffuse e sempre più spesso vennero chiamati in case private di nascosto per svolgere quelle che divennero a tutti gli effetti le prime sedute spiritiche dei tempi moderni. Il successo fu tale che alla fine il 14 novembre 1849 fu indetta una conferenza stampa per parlare di questo fenomeno e la conversione a questa dottrina coinvolse moltissime persone. 




giovedì 23 febbraio 2023

Review party Ragazze infrante



Titolo: Ragazze Infrante
Titolo originale: The Broken Girls
Autrice: Simone St. James
Traduttrice: Alessia Lini
Lingua originale: inglese
Casa editrice: Fanucci




Trama

Vermont, 1950. C’è un luogo per ragazze che nessuno desidera ospitare, troppo intelligenti, ribelli, illegittime... Si chiama Idlewild Hall ed è un collegio. E nella piccola città in cui si trova, girano voci che sia infestato da fantasmi. Le paure sussurrate di quattro coinquiline gettano le basi per una profonda amicizia, fino a quando una di loro scompare misteriosamente... Vermont, 2014. Per quanto ci abbia provato, la giornalista Fiona Sheridan non può fare a meno di ripensare agli eventi che gravitano intorno alla morte della sorella maggiore, avvenuta vent’anni prima nei pressi delle rovine di Idlewild Hall. Quando viene ritrovato un altro cadavere durante i lavori di ristrutturazione del collegio, Fiona scoprirà segreti che dovevano rimanere sepolti e sentirà una voce che le sarà impossibile ignorare. Cos’è successo veramente a sua sorella?



Recensione


Ragazze infrante si presenta come un thriller ma in realtà la parte dell'indagine occupa solo una piccola parte di questa narrazione che è molto più articolata. Innanzitutto la storia di svolge su due linee temporali tra passato e presente ed entrambe sono indispensabili per giungere agli avvenimenti finali. Sebbene abbia apprezzato molto i protagonisti di entrambe le linee, non sono una grande fan di questi continui balzi perché interrompono la narrazione, ma St. James ha saputo comunque catturare la mia attenzione proprio perché sono stata incuriosita dai personaggi. È un libro quasi tutto al femminile perché nel passato abbiamo quattro ragazze in un collegio e il presente si concentra invece su Fiona, una giornalista. Quello che le accomuna è la perdita e il trauma, per questo dicevo che la parte thriller non è il fulcro della vicenda, sì, ci sarà un'indagine, ma ciò che lega davvero il tutto sono questi sentimenti. Se poi ci aggiungiamo anche un tocco di paranormale abbiamo un mix di generi e tematiche che non vi faranno mettere da parte il libro, lo stile scorrevole e la capacità di creare con poche parole dei personaggi complessi, non aiuteranno di certo. Ammetto che non mi aspettavo questo tipo di finale, ci sono molti elementi disseminati nel libro che potrebbero fare avvicinare alla soluzione, ma questa volta sono rimasta sorpresa. La pecca è che a volte Fiona non ricerca gli indizi e non si comporta come una giornalista perché le cose le cadono un po' dal cielo e si ritrova con degli indizi importanti in mano senza averli realmente cercati. Forse il suo coinvolgimento a livello personale è troppo marcato, anche se perfettamente comprensibile, e questo non la mette veramente in gioco. Fiona in realtà fa molto poco perché appena ha un dubbio o un problema si rivolge al padre che le risolve tutto, soprattutto nel finale, ma l'ho apprezzata comunque come protagonista. L'indagine che porta avanti dovrebbe aiutarla a liberarsi dei dolori passati, ma in realtà li riporta a galla e si ritrova da sola ad affrontare tutto questo, per cui è comprensibile il suo bisogno di appoggiarsi al padre. Il suo scavare nel passato la porterà inevitabilmente a intrecciare la sua storia con le quattro ragazze che vissero in collegio anni prima e le due indagini si mescoleranno fino alla soluzione finale.
Insomma un thriller che non è del tutto un thriller, una storia che parla di giustizia, di traumi e di passati pieno di dolore.

Voto: ⭐⭐⭐,5/5


mercoledì 15 febbraio 2023

Review party Le sorelle Hollow

Titolo: Le Sorelle Hollow
Titolo originale: Hose of Hollow
Autrice: Krystal Sutherland
Traduttrice: Cristina Proto
Lingua originale: inglese
Casa editrice: Rizzoli


Trama


Iris Hollow, diciassette anni, è sempre stata una ragazza strana. Quando lei e le sue sorelle erano bambine è accaduto qualcosa che non ricordano ma che ha lasciato a tutte e tre un’identica cicatrice alla base del collo. I loro capelli scuri sono diventati bianchi come il latte. Gli occhi, da azzurri, lentamente sono diventati neri. Le persone le trovano intossicanti, insopportabilmente belle e inspiegabilmente pericolose. Le maggiori, Grey e Vivi, hanno abbracciato il potere del loro fascino e la mondanità, mentre Iris ha vissuto la sua vita da adolescente cercando di sfuggire alla stranezza che le si incolla addosso come catrame. Ma quando Grey scompare in circostanze sospette, ricordi spaventosi e immagini inquietanti cominciano ad affiorare alla memoria di Iris. Mentre cerca di ripercorrere le ultime tracce della sorella seguendo il bizzarro sentiero di briciole che la ragazza ha lasciato dietro di sé, diventa evidente che il solo modo per ritrovarla è decifrare il mistero di quanto accadde loro quando erano bambine. Ma più Iris si avvicina alla verità, più intuisce che la risposta che cerca è oscura e pericolosa, e che il mondo sovrannaturale che le ha lasciate tornare apparentemente illese dieci anni prima, ora sembra deciso a richiamarle a sé…


Recensione

Di certo non è un libro adatto a tutti, Le sorelle Hollow si presenta come una moderna fiaba dark e quindi non aspettatevi lieto fine o smancerie, qua si va giù pesante. È un male? Assolutamente no se piace il genere e io sono una di quelle a cui piace. 
Partiamo subito dalla prosa che ho trovato molto scorrevole e che ha saputo catturarmi, lo stile dell'autrice non è sempre lineare e in molti punti da un taglio cinematografico all'opera, alternando le descrizioni dell'ambiente circostante alle descrizioni fisiche e psicologiche dei protagonisti, a volte però suo "show dont't tell" è molto e bisogna lavorare di fantasia per collegare alcuni punti, ma tutto sommato non mi è dispiaciuto Forse all'inizio è un po' difficile destreggiarsi nel racconto di Iris che è la narratrice, perché la storia ai svolge al presente ma allo stesso tempo ci offre molti ricordi e descrizioni del passato. Credo che non si potesse fare altrimenti perché il passato e un evento in particolare, giocano un ruolo fondamentale nella vicenda, le tre sorelle Hollow sono sparite per un mese quando erano piccole e nessuna di loro ricorda cosa è successo. Le vicende del presente sono legate a questa sparizione, quindi la risoluzione del mistero è connessa a entrambe e i passaggi tra passato e presente sono inevitabili.
La pecca è che secondo me il mistero si risolve troppo in fretta, a metà libro è già stato chiarito, o almeno per lə lettorə è chiarissimo, l'unica che ancora finge non saltarci fuori è Iris, definita da tutti una ragazza intelligente ma che in realtà nega l'evidenza a più riprese, risultando così un po' indigesta con i suoi continui tentennamenti e il suo rifiuto di accettare la sua natura.
Il ritmo del libro è così diviso in due, la prima parte e più adrenalinica e ricca di mistero, mentre la seconda è meno incalzante anche se non noiosa. È evidente che l'autrice ha tratto ispirazione da molte leggende e dal folklore celtico, siccome è un argomento che mi piace molto avevo individuato già alcune cose, ma nel complesso la storia in sé mi è piaciuta.
Direi che è qualcosa di lievemente diverso da  quello a cui siamo abituati di solito perché nonostante il target sia quello dello Young adult ci sono scene abbastanza forti, un po' cruente e che rasentano quasi l'horror. Non ci si spaventa, o almeno io che sono abbastanza fifona non mi sono spaventata, però diciamo che ha dei tratti molto oscuri. È, in conclusione, un libro che mi è piaciuto e ha saputo intrattenere anche se molte cose magari erano abbastanza palesi a tutti tranne che alle protagoniste, ho apprezzato lo stesso gli sviluppi della storia, Il modo in cui si arriva alla risoluzione del mistero, ma soprattutto ho apprezzato il finale perché è stato inaspettato. Probabilmente in molti si aspetterebbero una risoluzione diversa, invece l'autrice ha voluto creare fino in fondo dei personaggi veramente molto grigi, non ci sono eroi o eroine proprio perché i personaggi sono davvero fallibili e nessuno è mosso da intenzioni pure. Ho trovato veramente morboso il rapporto fra le tre sorelle, collegate tra loro in modo da riuscire addirittura a sentire la presenza o il battito del cuore l'una dell'altra però il tutto è in linea con l'atmosfera del libro. Anche lo stile che punta più a mostrare che a raccontare ricorda lo stile delle fiabe, quindi se cercate una moderna fiaba dark potrebbe essere il libro per voi.

Voto ⭐⭐⭐⭐/5



mercoledì 18 gennaio 2023

Recensione La lista degli ospiti

Titolo: La lista degli ospiti
Titolo originale: The guest list
Autrice: Lucy Foley
Traduzione: Raffaella Cesarini
Numero di pagine: 288
Editore: Fanucci





Trama

Su un'isola al largo della costa irlandese, tredici invitati si riuniscono per celebrare l'unione di due persone. Lo sposo è bello e affascinante, una stella nascente della televisione. La sposa è brillante e ambiziosa, editor di un magazine digitale di grande successo. È un matrimonio da favola e da vere star: l'abito firmato, la location remota, le bomboniere di lusso, il whisky di qualità. E anche se il segnale del cellulare va e viene, e il mare può essere agitato, ogni dettaglio è stato preso in considerazione ed eseguito con cura. Sembra tutto perfetto. Ma la perfezione appartiene ai buoni propositi e le persone sono fin troppo fallibili. Dopo che lo champagne è stato stappato e la festa ha avuto inizio, risentimenti e meschine gelosie iniziano a mescolarsi con i ricordi e gli auguri. Il testimone dello sposo dà il via a un gioco di bevute pensando ai giorni di scuola passati. La damigella d'onore rovina - non per caso - il suo vestito e il migliore amico della sposa fa un brindisi fin troppo premuroso... Poi la scoperta di un cadavere. E tutto cambia. Chi ha deciso di rovinare la vita a una coppia felice? E soprattutto, per quale motivo?


Recensione

La lista degli ospiti è il primo libro letto quest'anno e devo dire che è stata una lettura un po' grigia. Si presenta come un giallo alla Agatha Christie, in stile I dieci piccoli indiani, ma in realtà la parte gialla è decisamente lasciata da parte. L'autrice si concentra molto sulla psicologia dei personaggi e sul creare un'atmosfera che mette angoscia fin da subito, il motivo per cui i personaggi si riuniscono è un matrimonio, quindi un'occasione felice, ma in realtà lo è solo in apparenza perché le atmosfere molto cupe e gli animi dei personaggi lasciano intuire che ci sarà una tragedia o comunque che ci sarà qualcosa di disturbate. Devo dire che l'ambientazione e l'atmosfera sono ben riuscite, un'isola che si crede infestata dai fantasmi ospita una singola casa dove si svolgerà il matrimonio, una tempesta in arrivo, l'impossibilità di lasciare l'isola, la brughiera che è sempre pronta a risucchiare persone sprovvedute nelle sue sabbie mobili. Insomma la tensione è palpabile e gli animi degli invitati si accendono subito lasciandosi andare ad istinti troppo a lungo repressi, i segreti che i protagonisti celano e l'oscuro passato di ognuno di loro, gettano solo altra benzina sul fuoco. Conosciamo via via i protagonisti grazie all'alternanza dei pov perché ognuno ci svela il proprio passato un pezzo alla volta e hanno tutti delle ferite da risanare o qualcuno da incolpare per questo hanno tutti un movente e scopriamo che è successo qualcosa perché la narrazione si svolge su due linee temporali che alternano passato e presente. 
Ma un movente per cosa? Fino alle ultime pagine si capisce che c'è stata una tragedia ma non si capisce chi sia la vittima e chi l'omicida, si scoprirà tutto nei capitoli che hanno il loro punto di vista e questo mi ha lasciata un po' delusa. Ho apprezzato che non si intuisse chi fosse la vittima ma soprattutto che l'assassino fosse insospettabile dal momento che tutti avevano alibi e opportunità, ma allo stesso tempo ho sentito la mancanza dell'indagine e della ricerca tipica dei gialli. Lo definirei più un romanzo psicologico perché la ricostruzione degli animi e il sentimento di angoscia sono ben fatti, ma non è del tutto un giallo secondo me, dato che dopo l'omicidio non ci sarà nemmeno un'indagine. 
Insomma un libro che consiglierei per la sua atmosfera e per la costruzione psicologica dei personaggi, nonché per il senso di angoscia che riesce a trasmettere punto però lo sconsiglierei per la parte gialla se si sta cercando un thriller da leggere, per questo motivo la mia valutazione è un po' grigia non mi sento di bocciarlo del tutto ma nemmeno di promuoverlo a pieni voti, speriamo che le future letture gialle dell'anno regalino qualche gioia in più.

Voto ⭐⭐⭐/5

lunedì 9 gennaio 2023

Review party Hell bent

Titolo: Hell bent. Portale per l'inferno
Titolo originale: Hell bent
Autrice: Leigh Bardugo
Traduzione: Roberta Verde
Numero di pagine: 456
Editore: Mondadori




Trama

Trovare un portale per il mondo sotterraneo e rubare un'anima dall'inferno. Un piano semplice, se non fosse che le persone che compiono questo particolare viaggio raramente tornano indietro. Ma Galaxy "Alex" Stern è determinata a liberare Darlington, anche se questo le costerà il futuro alla Lethe e a Yale. Impossibilitate a tentare un salvataggio perché non possono accedere alle risorse della Nona Casa, Alex e Pamela Dawes, l'assistente di ricerca, mettono quindi insieme una squadra di dubbi alleati per salvare il "gentiluomo della Lethe". Insieme, dovranno navigare in un labirinto di testi arcani e artefatti bizzarri per scoprire i segreti più gelosamente custoditi dalla società, infrangendo ogni regola. Ma quando i membri della facoltà iniziano a morire, Alex sa che non si tratta di semplici incidenti. Qualcosa di letale è all'opera a New Haven e, se vuole sopravvivere, dovrà fare i conti con i fantasmi del suo passato e con l'oscurità insita nelle mura dell'università. Denso di storia e ricco di colpi di scena nello stile di Bardugo, Hell Bent dà vita a un mondo intricato e indimenticabile, pieno di magia, violenza e mostri fin troppo reali.


Recensione 

È difficile scrivere questa recensione perché il libro è complesso, stratificato e come sempre pieno di significati. Bardugo si riconferma un'autrice fantastica, si vede che ha le idee chiare su dove vuole portare questa storia perché la trama è intricata e piena di diramazioni.
In questo secondo capitolo le società che erano state uno degli argomenti principali del primo libro, sono quasi dimenticate perché il fulcro della storia è un altro. Tutto gira intorno al tentativo di riportare Darlington a casa e questo può accadere solo attraverso un viaggio all'inferno. Se nel primo capitolo l'analogia con la morte era data dai Grigi, qui abbiamo i demoni e un vero e proprio cammino attraverso l'aldilà. Il simbolismo e le analogie sono quindi chiarissime e i riferimenti a tante altre opere precedenti sono palesi e davvero ben costruite. Come Orfeo che intraprende il suo viaggio per salvare Euridice e non deve mai voltarsi indietro, così devono fare i nostri eroi, senonché non voltarsi non servirà a nulla perché i demoni che cercano di combattere sono già dentro di loro. Bardugo è stata magistrale nel descrivere i traumi e il loro non superamento, i demoni interiori che ci divorano per le nostre scelte sbagliate, per i nostri errori, e mi è piaciuto molto che abbia svelato dei lati dei personaggi che non mi sarei mai aspettata. La loro psicologia è costruita ad hoc, in particolare Turner mi ha sorpreso, un uomo retto e ligio al dovere ma che si scopre implacabile nel perseguire le sue idee. Allo stesso modo Dawes è una ragazza complessa, dalla psicologia stratificata, piena di insicurezze e allo stesso tempo determinata. Tutti i personaggi dovranno fare i conti con ciò che li divora, il senso di colpa, la mancanza di esso, le proprie azioni e il proprio passato.
Ma la perla del libro resta sempre Alex, uno dei miei personaggi preferiti di sempre, adoro che si sveli pian piano, allo stesso tempo prevedibile e piena di sorprese, non è la tipica ragazza che si finge una dura solo di facciata, lei è tutta d'un pezzo, anche se si porta dietro i suoi demoni e in questo libro dovrà farci i conti, sembra che nulla possa fermarla, sempre piena di risorse, sempre sveglia e furba, piena di una paura a cui si rifiuta di cedere perché il suo obiettivo ultimo è sopravvivere a tutti i costi.
Il piccolo difetto del libro è che la parte thriller viene lasciata un po' da parte, Bardugo voleva dare un'aura di mistero simile al primo libro ma la verità è che ci si concentra tanto su altre cose e questa finisce nel dimenticatoio...o almeno così credevo. Ovviamente Bardugo aveva un piano per tutto e anche questa parte viene integrata con il finale, che, a proposito, è un finale col botto. Succedono tantissime cose una dopo l'altra e non si ha quasi il tempo di tirare il fiato, cosa che ho davvero apprezzato da un lato. Dall'altro mi rendo conto che è un libro che parte in modo meno intricato del primo ma più lento, spesso mi sono chiesta dove la storia volesse andare a parare e a cosa servissero molti elementi sparsi, per cui subito il mio giudizio era abbastanza tiepido. Ma con il finale Bardugo si riscatta pienamente, tutti si incastra alla perfezione e anche quando credi di aver capito salta fuori un altro colpo di scena. Di certo la storia ci regalerà molte altre sorprese nei seguiti, ho adorato che si vedesse il passato e la psicologia degli altri protagonisti e che finalmente tornasse anche il pov di Darlington che ci mostra quanto sia internamente cambiato.
Insomma, un secondo volume che parte in sordina ma che ci regala un finale coi fuochi d'artificio, tante rivelazioni, tanti intrighi, tanti fili da sbrogliare e tanti problemi all'orizzonte, decisamente super consigliato! 

Voto ⭐⭐⭐⭐,5/5

Ringrazio Beatrice epe aver organizzato l'evento e la casa editrice per la copia omaggio, non perdete le altre recensioni sui blog! 



mercoledì 30 novembre 2022

Recensione You don't know me

Titolo: You don't know me. Voi non mi conoscete
Titolo originale: You don't know me 
Autore: Imran Mahmood
Traduzione: Tessa Bernardi
Numero di pagine: 288 
Editore: Fanucci (Time crime)




Trama

Un imputato senza nome è accusato di omicidio. Le prove sono schiaccianti. Ma poco prima delle arringhe conclusive il giovane licenzia il suo avvocato e pronuncia un lungo discorso in propria difesa. Riguarda la donna che ama, che è finita in grossi guai, e il modo in cui ha rischiato ogni cosa per salvarla. L'avvocato gli ha detto di non raccontare tutta la storia, ma lui ha deciso di fare a modo suo; è della sua vita che si tratta... fino a prova contraria. A volte, la verità può essere troppo difficile da spiegare o da credere, eppure, se anche finirà con una condanna, meglio morire avendola detta. Immaginiamo che ora, mentre analizza le otto prove contro di lui, la sua vita sia nelle nostre mani. Noi lettori - membri della giuria - dobbiamo mantenere la mente aperta perché giura di essere innocente. Avete ragione, lo dicono tutti. Ma la sua difesa solleva tanti interrogativi, e alla fine ciò che conta sarà: gli crederemo oppure no?



Recensione

You don't know me è stato il primo thriller giudiziario che abbia mai letto ed è stata, lo ammetto, una lettura particolare. Lo scenario è quello di un tribunale in cui si svolge, appunto, questo processo, per cui si pensa che il colpevole sia già stato individuato. In realtà il ragazzo accusato di omicidio decide di fare un lungo discorso, non per scagionarsi, ma per puro amore della verità. Queste sono le premesse che mi hanno subito attirato ma devo dire che la lettura inizia in modo un po' lento. Nella prima parte ho trovato lo stile veramente prolisso, ma in realtà l'autore ricostruisce perfettamente quella che potrebbe essere la parlata di un ragazzo come lo è il protagonista. Ci si impersona così nell'imputato che è un giovane dei quartieri poveri che ha sempre vissuto fra criminalità, bande e lottando per sopravvivere. Per questo il suo discorso non sempre fila e non sempre arriva dritto al punto, ma in questo modo la sua parlata, il suo modo di essere e il suo modo di interagire con la giuria è ricostruito benissimo. Per immedesimarci ancora di più nell'imputato l'autore decide di non rivelarci mai il suo nome, lui parla di sé ovviamente in prima persona narrando i fatti come lui li conosce e come si sono svolti, ma noi non conosciamo mai il suo vero nome e questo probabilmente serve per riuscire a riuscire, da parte del lettore, a impersonarsi del tutto lui. Altra nota fortemente positiva è il racconto in sé, troppo spesso noi giudichiamo un imputato colpevole o innocente sulla base delle prove fornite dalla polizia e fornite dagli avvocati ma in realtà conosciamo sempre solo una parte della storia. Lui, partendo dalla sua gioventù, ci mostra il come e il perché si è arrivati a determinati momenti che hanno causato poi la morte di un altro giovane e questo l'ho trovato molto interessante perché ci dà una conoscenza della storia a 360 gradi che invece spesso non abbiamo. È una storia intricata e complessa, con molte diramazioni e che ci mostra una Londra diversa, una Londra dei sobborghi, una Londra fatta di denti stretti per sopravvivere e di cruda realtà e l'ho apprezzato davvero molto perché non ci si sofferma mai su queste parti delle grandi città. 
Come dicevo è stata una lettura che è cominciata pian piano, ma poi sono entrata sempre di più nel vivo della storia e ogni volta che prendeva una nuova svolta la vicenda, ero sempre più coinvolta, sempre più curiosa di sapere come sarebbe andata a finire. Quindi immaginate la mia sorpresa assoluta quando ci ritroviamo di fronte a un finale che più aperto non si può. Di solito i finali aperti mi lasciano un po' spiazzata, mi piacciono, ma non sempre li apprezzo fino in fondo, in questo caso credo, invece, che l'autore abbia giocato veramente d'astuzia perché, come diceva all'inizio, l'imputato non parla per proclamarsi innocente, ma per narrare le vicende così come si sono svolte. Ci si aspetta un finale dove verrà condannato colpevole o assolto, invece questo finale....non c'è! Innocente o colpevole spetta a noi deciderlo.
Insomma, consigliato agli amanti del genere ma soprattutto a chi è pronto a farsi coinvolgere nella storia per cercare di capire come sono andati i fatti davvero.

Voto ⭐⭐⭐,5/5

Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio e la collaborazione.

mercoledì 23 novembre 2022

Review party Brave ragazze, cattivo sangue

Titolo: Brave ragazze, cattivo sangue
Titolo originale: Good girl, bad Blood
Autrice: Hally Jackson
Traduzione: Paolo Maria Bonora
Numero di pagine: 427
Editore: Rizzoli




Trama

Pippa Fitz-Amobi è reduce dalle avventure che l’hanno portata alla risoluzione del cold case della morte di Andie Bell. L’indagine è ora raccontata per filo e per segno in un podcast, che sviscera tutti i particolari dell’indagine. Pippa, segnata dagli eventi dell’anno precedente, afferma a gran voce che dopo la scorsa esperienza ha chiuso con il voler fare la detective. Ma improvvisamente il fratello del suo amico Connor sparisce. La polizia non vuole fare nulla a riguardo, e Pippa si ritrova immersa in una nuova indagine, che mai avrebbe immaginato potesse portare a galla segreti tanto loschi. E questa volta, tutti sono in ascolto. Ma riuscirà a trovarlo prima che sia troppo tardi?


Recensione

Leggere e di conseguenza scrivere il seguito di un giallo è sempre un terno al lotto. In genere si riprendono i soliti protagonisti con casi diversi ma si perde un po' la magia del primo libro. Per fortuna non è quello che è successo con Brave ragazze, cattivo sangue.
È un libro che risulta accattivante come il primo la scrittura della Jackson ha saputo riconquistarmi completamente di nuovo e adoro come si sia collegato in modo perfetto al primo. È passato qualche tempo dopo gli avvenimenti del primo libro ma è riuscita comunque a rendere il passaggio da uno all'altro molto fluido e, anzi, ha inserito in modo molto abile un riassunto del libro precedente all'interno di queste vicende in modo non da creare un mega spigone all'inizio, ma rendendolo fluido e del tutto naturale.
Anche i personaggi che ritroviamo sono gli stessi eppure estremamente cambiati. Pippa per prima è maturata e cambiata dopo gli eventi dello scorso libro. Pip è una persona buona ma non è una persona inverosimile perché la sua bontà è da contrapporre anche al suo senso di giustizia, lei non è buona solo perché è buona ma è una persona vera che compie degli errori e che si fa prendere dalla rabbia e da sentimenti negativi, anche se sono del tutto comprensibili. Infatti la Jackson è stata bravissima a ricostruire il senso di impotenza di Pip all'interno del libro e dà anche una visione molto chiara di quella che purtroppo, a volte, è la società moderna, con favoreggiamenti solo a chi in realtà non ne ha bisogno, cioè la classe più ricca. Il rapporto tra Pippa e Ravi resterà per sempre uno dei miei preferiti, sono due persone esattamente complementari che non si oscurano l'un l'altro e, anzi, si fanno forza e riescono a spronarsi a dare sempre meglio di sé. Lavorano benissimo insieme e sono veramente una coppia solida nonostante siano comunque giovani, ovviamente la loro storia d'amore rimane più sullo sfondo perché comunque non è un romance ma è un giallo, però non sono piaciuti veramente tanto, proprio perché sono veri e funzionano benissimo insieme. Nonostante il caso di questo libro mi abbia coinvolto meno rispetto all'omicidio del primo, sono comunque rimasta molto colpita nel vedere la bravura di Pip nel seguire l'indagine e nel dirigerla soprattutto e in questo senso posso dire che il libro si concentra maggiormente più sulla parte umana che c'è dietro l'indagine che sull'indagine vera e propria. Ma la cosa non mi è pesata perché comunque il libro scorre benissimo ed è tutto credibile, era quasi impossibile da ricostruire il colpo di scena del primo volume, però sono comunque rimasta sorpresa nel finale. La Jackson non è una persona disillusa e che fa sempre finire tutto bene, anzi il finale lascia decisamente col fiato sospeso e con una bella voglia di leggere il prossimo capitolo. Sono certa che avremo una Pippa completamente diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere, ma è una Pippa che è nata dagli eventi che si sono creati. Tra l'altro ho apprezzato molto come la Jackson abbia previsto più libri perché molte cose di questa indagine sono concatenate al primo libro, ma non in modo casuale e si nota che la trama è stata studiata fin dall'inizio.
Insomma un libro assolutamente all'altezza del primo volume, una storia avvincente che mescola un'indagine a una crescita personale, non vedo l'ora di leggere cosa accadrà in seguito!

Voto ⭐⭐⭐⭐,5/5

Ringrazio Ylenia e la casa editrice per aver organizzato l'evento e pera copia, non perdete le altre recensioni sui blog!