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giovedì 24 settembre 2026

Tagliatele la testa




Titolo: Tagliatele la testa

Titolo originale: Off with their heads

Autrice: Zoe Hana Mikuta

Editore: Mondadori


Trama 

Il Paese delle Meraviglie raccontato in queste pagine è tutto tranne che un sogno. Piuttosto, è un'oscura foresta, un incubo fatto di radici, nebbia e sangue, infestato dai Santi, antichi guaritori ridotti a mostri grotteschi, affamati di lutto e dolore. Ed è proprio qui che le giovani streghe e amanti Carousel Coniglio e Iccadora Alice Falce sono state esiliate per un crimine che non hanno commesso. Ma la foresta consuma ogni cosa e, per salvarsi, Carousel ha compiuto la scelta più spietata: fuggire, lasciando indietro Icca. Cinque anni dopo, le loro vite sono frammenti di uno specchio infranto. Carousel è una cacciatrice di Santi rinomata, avvolta nel lusso della scintillante capitale, Petra. È diventata la beniamina della spietata Regina Rossa: tra sete dai colori pastello, gioielli e stormi di corvi al suo comando, Caro finge di ignorare i macabri esperimenti che la sua sovrana conduce nelle viscere del palazzo. Iccadora, invece, ha lasciato che l'Oscurità le infettasse le vene. Il tradimento ha scorticato via la ragazza timida di un tempo, trasformandola in una predatrice letale, con un unico scopo: la vendetta. Vuole distruggere il trono. Vuole distruggere la Regina. E, soprattutto, vuole Carousel. Quando il destino (che in questo caso somiglia molto a un'ossessione) le fa incontrare di nuovo, l'odio e l'amore che provano l'una per l'altra si fondono in una danza inebriante. E letale. In un mondo in cui la magia corrode e le bestie hanno fattezze quasi umane, la minaccia più devastante non si nasconde tra gli alberi, ma in due cuori oscuri, disperatamente incapaci di lasciare e lasciarsi andare. Un retelling feroce e perturbante di Alice nel Paese delle Meraviglie, ispirato al folklore coreano, che vi trascinerà giù nella tana del Bianconiglio, in un mondo intriso di sangue e tradimento.


Recensione


"Tagliatele la testa!" Chi non ricorda Alice nel paese delle meraviglie per una delle sue frasi più iconiche, mente. In questo volume diventa il titolo ma in realtà non richiama appieno quello che poi accade tra le pagine.

Venduto come un retelling della storia classica, il libro prende sì qualche spunto dall'opera originale, ma la reinterpreta decisamente in chiave molto più cupa e personale. Ritroviamo qualche nome, qualche situazione o qualche citazione, ma poco altro. Il folklore coreano è , però, miscelato perfettamente con questo nuovo Paese delle Meraviglie, che ritroviamo molto più cupo e strano, infestato da figure mostruose che si nutrono del dolore spirituale. È così che Mikuta si rifà ai miti coreani che vedono negli sciamani figure capaci di guarire nello spirito, proprio come i "Santi" del libro facevano prima di essere irrimediabilmente corrotti. Il vero filo conduttore con il testo di Lewis Carroll è di sicuro il tema della follia perché la celebre frase "Siamo tutti matti qui" prende in questo libro nuovi e inaspettati risvolti. Se già l'opera originale è molto weird e bizzarra, in Tagliatele la testa la lettura diventa ancora più strana, intricata e soprattutto indirizzata a un pubblico adulto.

È un libro difficile da inquadrare e collocare, perché deve piacere molto il genere (che poi...ha un vero genere??), le scene sono crude, ma le descrizioni non si perdono in minuziosi particolari. Tutto è molto accennato, eppure visivamente si riesce a immaginare ogni cosa davvero bene. La scrittura è evocativa senza bisogno di lunghe spiegazioni e la narrazione procede a ritmo serrato. Non c'è mai un attimo di pausa o di noia in cui lə lettorə possa spostare l'attenzione, bisogna seguire in modo scrupoloso tutti i passaggi mentali e i ragionamenti che ci vengono presentati.

Gli elementi in cui il narratore esterno e onnisciente si addentra non sono semplici. Proprio come una mente non segue un filo puramente logico quando pensa, ma salta da un concetto all'altro, la narrazione riflette questo andamento. In questo senso ho apprezzato moltissimo il narratore esterno che sfonda la quarta parete e si rivolge direttamente allə lettore perché questo espediente ha permesso di presentarci tre protagoniste molto diverse tra loro, complesse, con un passato intricato e un futuro ancora più oscuro e venato di follia. Se l'autrice avesse scelto di utilizzare tre pov differenti, credo che l'effetto sarebbe stato meno potente e meno coinvolgente. Tantissimi punti, quindi, per lo stile di scrittura e per la struttura narrativa.

Altro punto forte è la costruzione delle protagoniste, davvero ben fatta e che ci dimostra come nemmeno noi stessi possiamo conoscere davvero a fondo ciò che si cela nella nostra testa. Nessuno si conosce appieno e spesso l'essere umano è preda di desideri e intenzioni che non sempre comprende.

È un libro venato di profondo dolore e, infatti, oltre al tema del lutto, il dolore fisico è alla base della magia usata dalle streghe in questo regno. La metafora del "dover soffrire per accedere a qualcosa di più" è un concetto già visto, ma qui viene portato all'estremo e ho apprezzato molto la critica sociale che si cela dietro questa dinamica. Per raggiungere il potere spesso bisogna fare sacrifici e soffrire, ma quel potere, alla fine, dà alla testa e non porta quasi mai a fare la cosa giusta.

In questo mondo oscuro, popolato da creature terribili spinte solo dal desiderio di distruggere chi soffre, ho letto un'altra grande critica sociale. Coloro che un tempo si sono mossi per aiutare la società vengono ora relegati e uccisi perché diventati gusci vuoti a causa di una maledizione. Questi esseri, chiamati Santi, vengono cacciati e massacrati dalle streghe (che per farlo attingono al proprio potere attraverso il dolore, fino a farlo "sanguinare" fuori di loro). L'esistenza stessa dei Santi è tristissima: cercano e attaccano chi è in lutto o chi sta soffrendo, costringendo la società a mostrarsi sempre allegra e felice, senza mai cedere a pensieri negativi. In questo modo Icca e Caro non possono nemmeno vivere a fondo il lutto che le accomuna e questo impedisce loro di cercare un vero conforto. Nel loro caso non è questo che alla fine le allontana, ma è un aspetto che mi ha fatto riflettere molto sulla società odierna.

Ammetto di averlo letto con una certa fatica perché è un libro molto particolare, pieno di scene cruente, scelte di vita discutibili e una forte rappresentazione della follia. Tuttavia, l'autrice è stata magistrale nel perseguire la sua idea e nel creare un mondo che alla fine coinvolge, spaventa, ma che fa anche riflettere.

È stata una lettura davvero singolare che non mi sento di consigliare a tutti, ma che suggerisco caldamente agli amanti del weird e del disturbante. In sostanza, è un libro che promuovo, ma che sconsiglio a chiunque sia in cerca di una lettura leggera.


Ringrazio moltissimo Mondadori per la collaborazione e la copia omaggio ❤️


Voto ⭐⭐⭐⭐/5

venerdì 28 agosto 2026

The Shadow wand- La bacchetta dell'onbra



Titolo: The Shadow wand- La bacchetta dell'ombra
Titolo originale: The Shadow wand
Autrice: Laurie Foresta
Editore: Fanucci


Trama

Il mondo di Erthia è sull’orlo del baratro. Mentre l’ideologia della stirpe gardneriana si diffonde come un veleno, Elloren Gardner è in fuga, braccata dalle stesse persone che un tempo considerava alleate. Il suo crimine? Somigliare troppo alla nonna, la leggendaria Strega Nera, pur non possedendo, apparentemente, un briciolo di magia. Ma il potere che Elloren nasconde è più antico e pericoloso di quanto chiunque possa immaginare, e ora che ha trovato la Bacchetta Bianca, nulla sarà più come prima. Mentre le forze dell’Ombra guidate da Marcus Vogel stringono la morsa sul Regno Orientale, Elloren e il suo eterogeneo gruppo di ribelli — compreso Lukas Grey, l’uomo che dovrebbe odiare ma da cui non può stare lontana — devono compiere una scelta impossibile: soccombere a un destino di odio o scatenare una magia che potrebbe salvare Erthia... oppure ridurla in cenere. In un viaggio che la porterà oltre i confini del mondo da lei conosciuto, Elloren scoprirà che la verità è l’arma più affilata di tutte.

 Recensione 


In questo periodo di blocco del lettore continuo, un solo libro ha saputo trascinarmi fuori dal baratro: sto parlando proprio di The Shadow Wand, una lettura che rimandavo da fin troppo tempo.
In questo terzo volume non succedono tantissime cose, ma quelle che accadono sono decisamente una bella botta, e parlarne senza fare spoiler è davvero difficile. Innanzitutto muore un personaggio fondamentale ed Elloren si vede crollare il mondo addosso. L'unica cosa che mi ha fatto storcere un po' il naso è che il suo dolore dura decisamente troppo poco perché la perdita si percepisce, ma il lutto viene elaborato troppo in fretta e qualche momento in più dedicato a questo aspetto sarebbe stato ideale.
A prescindere da ciò, il resto della lettura è stato un susseguirsi di eventi che rendono questo libro un perfetto volume di transizione verso gli avvenimenti finali. La parte più d'azione si bilancia con una forte componente romance, inevitabile vista la natura di alcune dinamiche. La lettura mi è piaciuta moltissimo perché, nonostante la mole, il testo risulta estremamente scorrevole, la narrazione procede spedita e ci regala un colpo di scena finale davvero d'impatto.
Ritroviamo anche il punto di vista di altri personaggi che abbiamo imparato ad amare nei primi volumi, qui è tutto ancora molto accennato, ma sono sicura che nei seguiti avranno più spazio, trattandosi di persone che si sono unite alla Resistenza e che giocheranno un ruolo chiave in futuro. E anche se tutto sembra volgere al peggio (come al solito!), la Resistenza ha ora una nuova speranza. Non tutti però sono d'accordo perché i poteri senza freni di Elloren escono percepiti come una minaccia e per questo rimanere in vita non sarà affatto semplice. Sono davvero curiosa di scoprire come evolverà la situazione, soprattutto perché si sta delineando meglio la figura dell'antagonista. Vogel è il fanatico religioso per eccellenza, che predica bene e razzola male, malissimo. Nel clima di terrore che ha creato, dove tutti devono muoversi secondo principio "purissimi", lui è il primo ad agire nell'ombra e anzi a sfruttarne ampiamente i poteri oscuri.
Per questo la componente socio-politica è quella che preferisco di questa saga. In questo volume, in particolare, ho ritrovato lo specchio di molti avvenimenti attuali, dalle relazioni tossiche e i matrimoni con uomini violenti che agiscono in nome di un'inventata "purezza di spirito", fino alla sottomissione e annientamento di popoli diversi in nome di antiche religioni. Insomma, il fantasy si dimostra ancora una volta un grande veicolo per trasmettere messaggi importanti e soprattutto per mostrarci un'attualità che stiamo già vivendo e non posso che apprezzare una saga capace di mostrare con tanta forza quanto tutto questo sia sbagliato.

Ringrazio tantissimo Fanucci per la collaborazione e la copia omaggio, non vedo l'ora di leggere il quarto volume!! 😍

Voto⭐⭐⭐⭐/5

lunedì 24 agosto 2026

Immortal dark



Titolo: Immortal dark
Titolo originale: Immortal dark
Autrice: Tigest Girma
Editore: Mondadori Oscar Vault


Trama

Hai fatto di me il tuo incubo dalla prima volta in cui hai sentito il mio nome. Kidan Adane è cresciuta lontana dalla società segreta in cui è nata, composta da stirpi umane che traggono potere diventando compagni – e nutrimento – dei vampiri. Ma, quando la sorella scompare, Kidan torna, convinta che June sia stata rapita da un vampiro legato alla sua Casa, il crudele e affascinante Susenyos Sagad. Kidan si infiltra allora alla Uxlay University, dove gli eredi delle Case umane imparano a gestire la propria fortuna e scelgono un compagno immortale. Anche se Susenyos fa di tutto per allontanarla, lei deve conquistarsi la sua fiducia… e ucciderlo. E non importa se la cattiveria di Susenyos è un’eco che risuona nel profondo di Kidan, risvegliandone gli istinti più violenti, tentandola ad arrendersi al male… Quando una studentessa viene uccisa in circostanze che ricordano la scomparsa di June, Kidan si inoltra ancora più a fondo nel mondo dei vampiri, scoprendo una minaccia secolare, di cui June potrebbe essere il perno. E allora capisce che l’unico modo per salvare June è distruggere le fondamenta stesse della Uxlay University, rinnegando la parte più spaventosa di sé… oppure abbracciando un amore oscuro – e il sangue che esso richiede. Un dark academia senza eroi, irresistibile come i suoi spietati e seducenti vampiri, degni dei romanzi di Anne Rice.

Recensione


Quando ho letto che in questo libro ci sarebbero stati i vampiri mi sono fiondata nella lettura perché diciamocelo, sono una super fan delle creature della notte maledette che devono bere sangue altrui per sopravvivere!
Purtroppo il mio entusiasmo non è stato del tutto ripagato e non sono uscita totalmente soddisfatta dalla lettura, ma andiamo con ordine.

La prima cosa che mi ha fatto storcere il naso è stata proprio la protagonista. Ho trovato Kidan parecchio odiosa e antipatica, e la difficoltà a immedesimarmi in lei ha pesato negativamente sul mio giudizio. Capisco la sua urgenza di ritrovare la sorella, ma il suo "lato oscuro" tanto millantato, emerge davvero poco e spesso per le ragioni sbagliate. In realtà Kidan non è la badass che vuole farci credere perché teme molte cose, soprattutto di sé stessa, ed è costantemente sopraffatta dal rimorso. Ha compiuto un atto orribile, ma invece di viverlo come un passo necessario per i suoi scopi, finisce per pentirsi amaramente delle sue scelte.
Un'altra nota dolente riguarda il worldbuilding, durante la lettura ho avuto costantemente la sensazione che mi mancasse un pezzo, quasi stessi leggendo il secondo volume di una serie, il mondo in cui muovono i passi Susenyos e Kidan non viene approfondito a dovere. Se da un lato è apprezzabile scoprire le informazioni gradualmente per evitare pesanti "spiegoni", dall'altro un minimo di contesto in più sarebbe stato utile considerato che la stessa Kidan è all'oscuro di molti meccanismi di questo universo magico. L'ambientazione mi ha incuriosito, ma avrei decisamente preferito più chiarezza sul sistema magico e sulla struttura di questo mondo.
Terza e ultima nota negativa: non ho percepito l'impronta della cultura africana che l'autrice intendeva trasmettere. Molti elementi risultano solo accennati o inseriti in modo superficiale nella narrazione per poi essere dimenticati, salvo ricomparire vagamente nel finale. Era uno dei punti di forza che più mi attirava, ma è rimasto del tutto inespresso.

Passiamo ora agli aspetti positivi!
La lettura in sé ha un buon livello di complessità. Ho apprezzato la sua impronta adult perché era da tempo che non trovavo un romance/fantasy sui vampiri che non scadesse nelle dinamiche troppo young adult. I dialoghi sono strutturati e la forte sfumatura di mistero mi ha catturata, lasciandomi con un finale che invoglia davvero a proseguire con il seguito.
Ho promosso anche Susenyos. Per una volta, il protagonista maschile non cade (troppo) nello stereotipo del "macho alfa". La tensione tra i due c'è ed è palpabile, ma la storia non si trasforma nel solito spicy fine a se stesso. Vista la natura del loro rapporto, immagino che l'evoluzione arriverà nel secondo volume, ma per ora il tono si è mantenuto entro limiti che posso apprezzare.
In conclusione, è stata una lettura costellata di alti e bassi, non ho apprezzato del tutto l'ambientazione dark academia perché avrebbe potuto dare molto di più, ma la trama mystery e i dettagli intriganti del finale mi spingeranno sicuramente a dare una chance al secondo volume.

Ringrazio moltissimo Oscar Vault per la collaborazione e la copia omaggio ❤️

Voto: ⭐⭐⭐/5

lunedì 20 luglio 2026

La stagione delle ossa

 

Titolo: La stagione delle ossa
Titolo originale: The bone season
Autrice: Samantha Shannon
Editore: Mondadori


Trama

2059. Da duecento anni la Repubblica di Scion porta avanti una campagna persecutoria contro ogni forma di "innaturalità" in Europa. A Londra, Paige Mahoney occupa un posto di tutto rispetto nella gerarchia della criminalità: braccio destro del feroce White Binder, è una dreamwalker, una rara specie di veggente. Secondo la spietata legge di Scion, la sua sola esistenza è un atto di tradimento. E quando viene arrestata per omicidio, incontra i misteriosi fondatori di Scion, che hanno dei piani per i suoi straordinari poteri. Se vuole salvarsi, dovrà imparare a fidarsi di chi ha sempre considerato un nemico.


Recensione

Non finirò mai di ringraziare Francesca per avermi regalato questo libro perché è il migliore che abbia letto dell'autrice. Il libro si apre subito come un distopico, con una sensazione che richiama un mix di fantasy distopici con qualche influenza alla 1984. Non c'è la divisione netta di questo libro ma richiama un po' per la situazione di cupa oppressione dato che le persone chiaroveggenti (ossia con poteri magici/psichici) è braccata, incarcerata e uccisa o sfruttata. In questa situazione per sopravvivere i veggenti si nascondono, oppure si uniscono ad associazioni para mafiose (vibes alla Queste gioie violente). Paige è una ragazza giovane ma determinata che ha già visto uno dei lati più brutti di questa società e attraverso i suoi occhi vediamo come la storia che sembrava una ribellione verso un regime quasi totalitario si trasforma....in un libro di fantascienza. Eh sì perché a un certo punto entrano in gioco gli alieni che sfruttano gli umani con poteri per sconfiggere un'altra terribile razza aliena. Quindi tanti tanti punti per il modo fluido in cui questa storia si trasfroma e passa da un sottogenere a un altro! 
Non è un libro del tutto privo di difetti perché Paige spesso piega la trama alle sue esigenze, è la più potente e dice tutti cadono come mosche lei riesce sempre a sopravvivere e a infrangere tutte le regole. Tutto questo è dovuto al fatto che è sotto la protezione di uno degli alieni più buoni, o almeno meno cattivo degli altri, e qui si cade un po' nel cliché degli enemies to lover. In realtà contando che il libro è stato scritto parecchio tempo fa e poi rimanipolato, ci si rende conto che moltɜ altrɜ autorɜ hanno copiato intere scene dalle dinamiche tra i due protagonisti, quindi non ho storto troppo il naso, me lo aspettavo ed è successo. Ma non pensiate che si trasformi in un romantasy senza una logica, anzi! Mi è piaciuto moltissimo questo interesse amoroso perché non soverchia la storia ma la completa, loro hanno ben altri problemi e priorità e questa storia passa in secondo piano. Serve ai fini della storia ma non è preponderante quindi tanti, tanti punti Shannon.
Ho apprezzato molto anche la costruzione di Paige, una protagonista che ci mostra tutti i lati di sé attraverso quello che ci mostra, i suoi sogni e i suoi flashback, per me è un po' troppo giovane per aver vissuto tutto questo, ma parlando con Francesca non avevo pensato che in effetti è cresciuta in un mondo molto più duri del nostro, costretta a crescere troppo in fretta e darsi da fare per sopravvivere quindi mi sono ricreduta perché potrebbe essere coerente e questo fa di lei una protagonista ben caratterizzata. Allo stesso modo il sistema magico e il worldbuilding sono ben costruiti, ricchi di dettagli e stratificati e mi hanno fatto apprezzare la lettura.
In conclusione per me è un libro validissimo, Shannon ha aggiornato la vecchia versione che era stata pubblicata anni fa da Salani con il titolo La stagione della falce, tagliando e aggiungendo scene. Credo che abbia compiuto un ottimo lavoro perché per me il libro è molto riuscito, la trama è davvero interessante e quando pensi che ti porti verso una direzione, poi ne prende un'altra.
Decisamente promosso, anche se con una lieve nota dolente...sono previsti 7 libri, quindi si spera che Mondadori li porti tutti in Italia e soprattutto che la saga non vada a perdersi, incrociamo le dita!

Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

martedì 7 luglio 2026

Anche le ragazze magiche vanno in pensione


Titolo: Anche le ragazze magiche vanno in pensione
Titolo inglese: A magic al girl retires
Autrice: Park Seolyeon
Editore: Mondadori


Trama

«Tu conosci il mio destino?» «Certo. Tu sei destinata a diventare una ragazza magica.»

Dalla Corea, un esilarante romanzo urban fantasy sulla difficoltà di essere millennial: un omaggio alle majokko – le leggendarie ragazze magiche dei manga – e alla sfida di dare un senso a un mondo prossimo al collasso. Perché le ragazze magiche siamo noi.

Ventinove anni, disoccupata e sommersa dai debiti, una giovane donna decide di farla finita gettandosi dal ponte Mapo di Seul. Ma il suo tentativo è interrotto da un “angelo custode”: Ah Roa, una ragazza magica in missione per trovare la prescelta. Peccato che essere una majokko non sia l’avventura che dipingono nei manga, ma una professione a tempo pieno, con tanto di carta di credito al posto della bacchetta magica. Tra Fiere del Lavoro e associazioni di categoria, la protagonista dovrà combattere una minaccia peggiore di qualunque mostro intergalattico: il cambiamento climatico. Perché anche le ragazze magiche devono pensare all’ambiente.


Recensione 

Anche le ragazze magiche vanno in pensione, che dire di questa lettura? Parla in modo viscerale alla nostra generazione, a noi incrollabili Millennials cresciuti a pane e anime. Noi che aspettavamo Sakura e Sailor Moon in TV, che provavamo a lanciare onde energetiche in cortile per sconfiggere i cattivi. In questo racconto tutto al femminile, l'autrice si concentra sulle figure delle ragazze magiche che hanno popolato la nostra infanzia, ma mostrandone il lato più realistico, disilluso e adulto.

La storia si apre su una protagonista in cui è impossibile non immedesimarsi, una ragazza come tante, catapultata all'improvviso nelle complessità della vita adulta dove non sa esattamente cosa fare. Il testo parla a tuttə noi cresciutə con la promessa di poter diventare qualunque cosa, per poi ritrovarci da grandi terribilmente in ritardo, bloccatə in lavori precari o alienanti, incapaci di districarci tra prestiti e scadenze, con l'età che avanza, le competenze che sembrano non bastare mai e l'ansia come costante compagna di viaggio 

Cosa succederebbe, però, se scoprissimo di essere speciali? Il desiderio segreto di ognunə di noi diventa realtà, ma porta con sé il peso della responsabilità e l'immancabile sindrome dell'impostore. La protagonista viene reclutata come ragazza magica più potente, l'unica che può cambiare il mondo. Ma andrà tutto così liscio? Nulla va come sperato, tra equivoci, momenti di imbarazzo e di riflessione, come nelle migliori serie che siamo abituatə a guardare in TV. La storia si apre proprio sul suo tentativo di suicidio e si percepisce tutta la sua disperazione e il senso di ansia costante del suo sentirsi invisibile, persa, senza una guida. Si intuisce subito che i temi trattati sono molto profondi, ma spesso vengono affrontati in una maniera che non appesantisce, scatenando riflessioni e, sì, sentimenti decisamente molto forti, ma lasciando sempre un senso non opprimente. In questo romanzo breve Seolyeon affronta con lucidità temi cruciali come il cambiamento climatico e l'inevitabile data di scadenza della Terra. Siamo la generazione che ha vissuto un'infanzia in cui tutto sembrava andare bene, per poi risvegliarsi in un mondo sull'orlo del collasso, sospesi tra la nostalgia dei ricordi e un profondo pessimismo verso il futuro. Il fantasy si riconferma qui un genere straordinario per veicolare messaggi profondi e attuali, mostrando un lato immaginifico ma che non si discosta in modo profondo dalla realtà. Tra equivoci e scene al limite dell'assurdo che possono strappare un sorriso, ma anche scatenare un pochino di ansia, il libro fa riflettere profondamente e, allo stesso tempo, è una lettura che si divora d'un fiato. Non offre soluzioni preconfezionate, ma lascia addosso un vago senso di speranza e il sapore dolceamaro di qualcosa che conosciamo bene, ma che non c'è più.

Ho apprezzato moltissimo che ogni capitolo si chiudesse con un disegno stile manga perché rende ancora più l'idea delle ragazze magiche e soprattutto fanno entrare ancora di più nella storia. Ammetto che mi ha colpita molta più nostalgia di quanto pensassi, mi è venuta voglia di riprendere in mano vecchie serie di manga che leggevo da giovane, quindi hanno davvero contribuito a creare quell'aura densa di sentimenti contrastanti che ho sentito crescere sempre di più, anche dopo aver chiuso il libro 🥲

Lo consiglio vivamente a chi ama gli anime e le ragazze magiche, ma soprattutto a chi vuole riflettere su problemi reali come l'eco-ansia e il precariato esistenziale. Una lettura perfetta per tuttə lə nostalgicə che vogliono ancora sognare un futuro migliore, anche se non hanno ancora trovato la propria strada.

Ringrazio moltissimo Mondadori (Oscar Vault) per la copia omaggio e la collaborazione ❤️

Voto⭐⭐⭐⭐/5

TW: eco-ansia, disturbi da ansia, stupro, morte, tentativo di suicidio.

giovedì 28 maggio 2026

Otofalco per un nuovo impero



Titolo: Otofalco, per un nuovo impero
Autore: Marcello Cavalli
Editore: Incipit 23


Trama

L’Impero, nato dalle antiche Città-Stato, è giunto a un punto di non ritorno. Mentre le verità del passato emergono come ombre mai sopite, uomini e Dei si trovano legati da un incerto destino comune.
Alaspedita, messo imperiale e cavaliere degli Otofalchi, non è più soltanto un guerriero o un condottiero, ma il testimone di un mondo che rischia di dissolversi sotto il peso delle proprie menzogne.
Tra visioni, sogni e rivelazioni, egli scoprirà che il potere che ha fondato l’Impero non è mai stato innocente e che persino gli Dei possono essere prigionieri delle proprie creazioni. Nel confronto finale tra uomini e forze ancestrali, il confine tra bene e male si fa sempre più incerto.
Per un nuovo Impero è il capitolo conclusivo di una trilogia epica che intreccia umanità, politica, mito e memoria, interrogandosi sul senso della storia, del potere e della libertà.
Un romanzo potente e visionario, dove il destino degli uomini e degli Dei si fonda sull’accettazione delle proprie fragilità.

Recensione

In questo volume finale già dalle prime pagine si entra subito nel vivo della storia, con un susseguirsi di tragedie e colpi terribili per il nostro Alaspedita. In una situazione che sembra disperata, viene a galla un passato legato agli dei e agli imperatori e relativo alla nascita dell'impero per come lo conosciamo oggi.
In questo volume, il nostro fidato protagonista dovrà fare i conti con un dolore straziante, sia fisico che mentale, il lutto ci accompagnerà fin dai primi momenti creando una situazione davvero angosciante. Entrerà in campo anche una nemesi terribile, Oleandro, un Cavaliere d'Argento disposto a tutto pur di far soffrire il prossimo e, in particolare, Alaspedita. Il confronto con lui lo lascerà distrutto sia nel corpo che nello spirito, poiché il Cavaliere sa esattamente dove colpire per fare più male e minare l'animo del protagonista.
Nonostante la devastazione interiore, o forse proprio in virtù di questa, Alaspedita riesce a fuggire dalle grinfie di Oleandro, intraprendendo una lotta solitaria e sovversiva per difendere quel poco che resta dell'impero che tanto ama. Le sue peregrinazioni sotto le spoglie del Pettirosso ci mostrano il ritratto di un mondo distrutto e spaccato, che sopravvive come può. In un contesto dove tutto sembra perduto, ogni terribile vicenda assume un tono grottesco e "marcio", quasi come una versione di Alice nel Paese delle Meraviglie ancora più cruda e decisamente senza speranza.
È stato doloroso vedere il fiero Alaspedita così malridotto e sopraffatto dalla sofferenza, tuttavia, non è mai del tutto sconfitto né del tutto spezzato perché non perde mai la propria identità e ciò che lo spinge davvero a lottare: un profondo e sincero amore per il suo impero e per il ricordo del suo imperatore. Questa sua tenacia sarà ripagata perché nell'ultima parte del libro Alaspedita scoprirà che non tutto è perduto e che non è rimasto solo a contrastare l'oscurità che avanza, anzi. Il senso di speranza si risolleva decisamente, cambiando tono nel finale e avvisandoci verso un'epica battaglia che metterà a dura prova per l'ultima volta il nostro Otofalco.
La battaglia finale, infatti, ha il sapore agrodolce di quegli scontri in cui si combatte con la speranza nel cuore e il finale è perfettamente coerente con il personaggio, di grande effetto e, per quanto mi riguarda, impreziosito da una nota dolcissima. Per molti versi la lettura mi ha ricordato situazioni attuali, apprezzo sempre come il fantasy crei parallelismi con il mondo in cui viviamo, per questo ho apprezzato moltissimo la nota di Ale di speranza e rinascita. Otofalco è una serie breve ma di impatto, che ha saputo creare un fantasy epico che ti cattura, con personaggi vari e sempre ben costruiti, un worldbuilding ricco e interessante. Insomma una lettura che mi sento di consigliare a tuttɜ lɜ amanti del genere perché Alaspedita è uno di quei personaggi rari da trovare, umano e fallibile, capace di profondi sentimenti e sempre fedele ai suoi principi.

Ringrazio moltissimo la casa editrice per la copia digitale e la fiducia ❤️

Voto⭐⭐⭐⭐,5/5

venerdì 8 maggio 2026

Heartless



Titolo: Heartless
Titolo originale. Heartless
Autrice: Marissa Meyer 
Editore: Mondadori

Trama

Catherine è una delle ragazze più desiderate del Paese delle Meraviglie e addirittura la preferita del Re di Cuori, in cerca di una moglie. Ma i suoi interessi sono ben lontani dal matrimonio: pasticciera di talento, l’unica cosa che desidera è aprire un negozio con la sua migliore amica. Secondo sua madre, un obiettivo insensato per quella che potrebbe diventare la prossima regina. Poi Cath incontra Jest, l’affascinante e misterioso giullare di corte. E per la prima volta, si scopre innamorata. Nonostante il pericolo di offendere il re e di far infuriare i suoi genitori, lei e Jest iniziano a frequentarsi in segreto. Cath è determinata a dare forma al proprio destino e a innamorarsi alle sue condizioni. Ma in una terra piena di magia, follia e mostri, il destino ha altri piani. Heartless racconta il Regno di Cuori molto prima che vi giungesse Alice, tra Cappellai, gatti invisibili, Bianconigli, e mostra come una fanciulla che sognava l’amore si possa trasformare in una tirannica sovrana ossessionata dalle rose rosse e dalle teste mozzate.


Recensione

Heartless rappresenta tutto ciò che cerco in un retelling e nello ya in generale. Non è un libro perfetto ma è stato perfetto per me, una Marissa Meyer che non vedevo da tanto e che dà il meglio di sé quando rielabora un universo già esistente che lei può ampliare. Nonostante nelle note si scusi per aver reinterpretato un grande classico, credo che sia riuscita a dare una versione credibile dei personaggi creando una vicenda con un pizzico di mistero che porta poi al formarsi delle figure iconiche già che conosciamo.
A livello personale è un libro che mi ha parlato moltissimo, mi sono rivista tantissimo in Cath, che forse non sarà la più accattivante delle protagoniste, ma che mi ha ricordato una me più giovane, e neanche così tanto più giovane.
Cath ha un sogno: aprire una pasticceria, ma in un mondo fatto di cappelli magici e oggetti che diventano reali dopo un viaggio onirico, questo tipo di lavoro risulta impossibile. Nonostante condivida questo sogno con Mary Anne, sua amica, al momento di realizzare davvero il progetto, la sua amica si tira indietro perché per lei quello non è mai stato un vero piano per il futuro, ma solo una cosa di cui fantasticare. Anche i suoi genitori la ostacolano in tutti i modi perché hanno già scelto per lei la strada da intraprendere e siccome è già una delusione su tutti i fronti (Cath non ha ereditato il "potere" di famiglia di rendere vive le narrazioni), vogliono che la figlia li soddisfi almeno su questo. La loro ambizione è farla diventare regina sposando il re, un personaggio inetto e infantile che Cath non vuole ferire, ma che allo stesso tempo non vuole sposare. Anche i suoi sono un'esasperazione dei tipici genitori tossici con il padre passivo e la madre che continua a ricordarle di non mangiare e secondo la quale lei le deve mostrare gratitudine per il solo fatto di averla messa al mondo, fatto che, secondo lei, le dà il diritto di decidere per la vita della figlia. 
I messaggi lasciati da Meyer si vedono anche nella parte mistery della vicenda: un terribile mostro attacca le persone e nessuno fa niente perché mantenere lo status quo è più facile. Cath è l'unica che vorrebbe risolvere il mistero e andare oltre alla patina di apparenze in cui invece vuole vivere la corte del re, che si nasconde dietro falsi sorrisi. In questo libro Meyer nasconde un piena vista tanti significati più stratificati, a partire da Cath stessa. Una protagonista che vuole seguire i suoi sogni ma che non ci riesce mai e la sua passione per la pasticceria la trasforma da creatrice a creazione stessa, mai l'artefice, ma sempre il premio da riscuotere. Lei lo è senza saperlo, il che contribuisce a creare l'atmosfera distorta del libro, ma è il suo immobilismo che ci parla davvero della psicologia di questa protagonista, perché prima di soccombere alla sua trasformazione Cath ci appare come una ragazza dolce e adorabile, ma che allo stesso tempo agisce per sé stessa solo quando è troppo tardi. Il suo bisogno di non essere una delusione per gli altri, mescolato al voler seguire i suoi sogni ed essere apprezzata per questo, si fondono in lei creando un blocco che la fa agire sempre quando è troppo tardi. Allo stesso tempo, però, è anche figlia di una società che guarda con sospetto e pregiudizi chi è diverso e, diciamocelo, che include comunque nei ricevimenti a corte persone terribili solo per non infrangere le apparenze. Perché il quieto vivere e lo status quo sono tutto. E quando finalmente Cath agisce lo fa in maniera spropositata, portando all'eccesso tutte queste distorsioni e solo allora chi la circonda si rende conto che tutto poteva essere evitato, che Cath è sempre stata una persona con una sua volontà e coni suoi desideri e che piegarla ai propri era sbagliato. Ma tutto arriva troppo tardi.

Il finale è la classica tragedia che si vede sempre e solo a posteriori, è la rappresentazione di quelle scene che si vedono ai telegiornali in cui i genitori dicono "era sempre tranquillə" e che invece celano il sottotitolo del "non abbiamo mai pensato che avesse volontà propria/bisogno di aiuto/di essere ascoltatə". In sostanza questo retelling ci mostra il Paese delle meraviglie in tutto il suo contorto fulgore, una patina di bellezza e magia data dall'altra società che nasconde, in realtà, il marciume, la parte distorta. Tutti nascondono la polvere sotto al tappeto. Ci ho rivisto molto dell'Alice di Tim Burton, cupa ma piena di colori sfavillanti. Meyer è riuscita a ricreare fedelmente i personaggi e i luoghi del classico di Carroll, ma è riuscita a farli suoi, creando una storia che ci mostra alcune cose, ma che ne cela molte di più. Ho apprezzato molto come Meyer sia riuscita a mescolare gli elementi di entrambi i libri di Alice in wonderland perché lɜ appassionatɜ coglieranno moltissimi elementi e i vari riferimenti.
Forse da questo mio flusso di coscienza non si capirà nulla perché come sempre faccio fatica a parlare di un libro che mi è piaciuto così, questo in particolare ha parlato a molte parti di me e quindi è ancora più difficile. Il mio consiglio è di leggerlo assolutamente. Un retelling fatto benissimo, con una scrittura che mi ha catturata da subito, un'atmosfera cupa nascosta sotto la patina brillante dell'alta società e una protagonista diversa dal solito, creano un mix che raramente capita di leggere in uno YA. Non fraintendetemi, la parte più YA c'è ma non è pesante e di sicuro non segue i tropoi di oggi che ormai fanno sì che i libri siano tutti uguali. Jest, la controparte maschile è perfetto per far risaltare la vera protagonista, ma allo stesso tempo è un personaggio interessante, con i suoi segreti e la sua dolcezza verso Cath. 

Cosa posso dire di più di questa lettura? Decisamente tra le migliori fatte quest'anno, una storia che mi è entrata sottopelle, che mi ha devastato sul finale e che mi ha coinvolto molto sul piano personale. 



Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

lunedì 27 aprile 2026

The Will of the many- La volontà dei molti




Titolo: The Will of the many- La volontà dei molti
Titolo originale: The Will of the many
Autore: James Islington
Editore: Fanucci



Trama

La Repubblica cateniana, nota come Gerarchia, potrà anche governare il mondo, ma non può conoscere ogni cosa.

Il mio nome è Vis Telimus e sono un orfano, o almeno è ciò che ho dichiarato di essere per poter entrare nella prestigiosa Accademia. I precettori mi credono quando prometto che una volta concluso il percorso di studi mi unirò al resto della società civilizzata per cedere la mia volontà – un insieme di forza, determinazione e concentrazione – e rafforzare così il potere dei capi della Gerarchia, come sono costretti a fare milioni di persone. Mi credono anche quando sostengo di voler appartenere a questo mondo nonostante non sia semplice fingere di essere uno di loro: se voglio sopravvivere dovrò scalare i ranghi dell’Accademia, trovarmi degli alleati e consolidare il mio status. Perché se i senatori della Gerarchia dovessero scoprire la mia vera identità, mi ucciderebbero.


Recensione 


Che lettura stupenda. Davvero non saprei come altro descrivere questa avventura di quasi 800 pagine, se non con queste parole.
Era da moltissimo tempo che non affrontavo un’esperienza così totalizzante è un libro che ha assorbito ogni briciolo della mia attenzione. In parte perché il volume è lungo e corposo e una distrazione avrebbe fatto perdere passaggi fondamentali, in parte perché facevo fatica a metterlo giù. Ammetto di aver rimandato a lungo, spaventata dalla mole del libro, ma alla fine me lo sono bevuta.
La scrittura di Islington è fluida, mai noiosa, e capace di farti immergere perfettamente nella storia. Non c'è assolutamente infodump (la mia paura principale) e moltissimi elementi lə lettorə deve intuirli da sé, creando collegamenti e deduzioni, ed è esattamente ciò che amo in un libro. Non esistono espedienti fiacchi per spiegare ai protagonisti dinamiche del loro mondo che dovrebbero già conoscere; non veniamo mai imboccatɜ.
Si tratta di un Fantasy storico/Epic fantasy decisamente per adulti, sia per i temi trattati, sia per una costruzione narrativa che richiede un'attenzione costante e una discreta conoscenza della società dell'antica Roma. Il mondo da cui prende spunto Islington è proprio questo, con i suoi pregi e le sue parti più cupe poiché le zone d'ombra di quell'antico impero sono esacerbate dal punto di vista del protagonista.

Vis è un ragazzo con moltissimo da nascondere. Principe di un regno brutalmente conquistato, si rifiuta di cedere alla Gerarchia che ha distrutto la sua famiglia, intelligente e scaltro, Vis, che cela persino il suo reale nome, studia il nemico e non resta mai con le mani in mano. Anche quando sarà costretto a un patto per salvarsi la vita, cercherà di apprendere tutto il possibile: conoscere l'avversario è la chiave per sopraffarlo o, almeno, per restare vivi.
In un contesto dominato da segreti e macchinazioni, il protagonista deve muoversi in punta di piedi, programmando ogni mossa e contromossa e ho sinceramente adorato tutto questo, le indagini segrete, la gerarchia sociale e i sospetti.
Un worldbuilding curato nei minimi dettagli fa da sfondo alle vicende dove tutto si incastra alla perfezione.

Il sistema magico, come dicevo, non viene spiegato con noiosi monologhi. Starà a chi legge capirne i meccanismi, anche se nelle parti tecniche si trovano spiegazioni chiare su come la volontà venga usata per ogni cosa, persino per muovere enormi mezzi di trasporto.
La particolarità di quest'opera è che ci si scorda quasi di essere in un fantasy, sembra di leggere un romanzo storico in cui, talvolta, accadono eventi "bizzarri". Tutto è scritto talmente bene da risultare reale, coerente e credibile. Non è una narrazione al cardiopalma perché il racconto si prende il suo tempo ed è ben bilanciato, alcune scene caricano l'ansia perché il protagonista agisce come una spia sotto copertura, ma in generale il ritmo è costante senza mai risultare stancante. Islington è riuscito a costruire un intreccio equilibrato che lascia addosso una voglia matta di proseguire.

Di Vis potrei parlare a lungo: è un protagonista costruito, giovane ma capace, con una sete di sapere inesauribile. Il suo passato lo tormenta, ma lui non viene mai meno ai suoi principi, cercando di fare la cosa giusta per non tradire sé stesso, nonostante il prezzo altissimo. La sua tenacia è encomiabile, anche se lo mette spesso nei guai, la vita che è stato costretto a scegliere non è facile, spiare sapendo di essere spiato e non potersi fidare di nessuno fa sì che sia sempre in stato di allerta, sempre alla ricerca del dettaglio che può mantenerlo in vita. 
l libro si chiude su un colpo di scena incredibile che suggerisce quanto ci sia ancora da scoprire e su quanto le vicende potrebbero prendere una piega completamente diversa e sono molto curiosa di scoprire quale sarà. 

In conclusione  è stata una lettura magnetica, una volta terminata ho fatto fatica a cominciare altro. La consiglio vivamente a chi ama il genere e non si lascia spaventare dalla mole delle pagine, ne vale assolutamente la pena, non vedo l'ora di leggere il secondo volume!

Ringrazio moltissimo Fanucci per la copia omaggio e per la prima lettura da 5 stelle dell'anno! 😍

Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

giovedì 26 marzo 2026

La casa sotto il cielo stellato

 


Titolo: La casa sotto il cielo stellato
Titolo originale: The very secret society of irregular witches. 
Autrice: Sangu Mandanna
Editore: Sperling & Kupfer

Trama 

Mika Moon vive seguendo tre semplici regole: nascondere la sua magia, non attirare l'attenzione e, soprattutto, non avvicinarsi ad altre streghe. È cresciuta da sola ed è abituata alla solitudine, in un mondo che non le ha mai concesso il diritto di appartenere a qualcosa. Ma ha una piccola valvola di sfogo: un account online dove pubblica video in cui «finge» di essere una strega. Tanto, chi potrebbe crederle davvero? Qualcuno, però, lo fa. Quando riceve un invito a trasferirsi in una misteriosa villa chiamata Nowhere House per insegnare a tre giovani streghe a controllare i loro poteri, Mika sa che accettare significherebbe infrangere ogni regola che si è imposta. Eppure, qualcosa la spinge a partire. Ad attenderla troverà un'eccentrica famiglia improvvisata: un attore in pensione dal cuore d'oro, un giardiniere silenzioso, una governante tuttofare, un'archeologa sempre in viaggio, tre bambine straordinarie e un burbero e affascinante bibliotecario, Jamie. Tutti loro potrebbero finalmente offrire a Mika ciò che non ha mai avuto: un posto a cui appartenere. Ma quando il pericolo bussa alla porta di Nowhere House, lei dovrà decidere se rischiare tutto per proteggere quella fragile felicità o tornare alla vita solitaria che conosce da sempre

Recensione

Chi mi conosce ormai lo sa, con i cozy fantasy non ho sempre un bel rapporto, anzi di solito non mi fanno impazzire del tutto. Ragion per cui sono rimasta davvero sorpresa nel leggere La casa sotto il cielo stellato e scoprire che mi è piaciuto parecchio. Forse è stato il mix del momento dell'anno un po' smorto, forse il momento giusto, il bisogno di staccare da letture più pesanti e dalla vita in generale. Fatto sta che mi ha conquistata e l'ho letto in poco tempo.
I punti a favore sono parecchi, tra questi una prosa molto semplice e mai pesante, nonostante i temi importanti trattati. La lettura non risulta mai lenta o intricata e mi è piaciuto moltissimo come Mandanna sia riuscita a combinare personaggi molti diversi tra loro in un mix dolcissimo. Il fatto che sia ambientato ai giorni nostri e nel nostro mondo, ma sia presente la magia, seppur nascosta, mi hanno conquistato definitivamente perché adoro le streghe e adoro il fatto che la magia non sia di pubblico dominio. In questo senso la lettura è lievemente parca di dettagli sul sistema magico, ma credo che comunque l'autrice sia riuscita a creare il giusto mix tra la magia naturale e la modernità. Il fatto che le streghe debbano restare divise e nascoste aiuta a costruire il sistema magico che Mika stessa deve ricercare da sola, studiando e perfezionandosi a forza di errori, e rappresenta anche un ottimo escamotage per le lacune sul funzionamento di alcune cose. Di certo non è il libro giusto per approfondire il sistema magico e in generale i poteri legati alle streghe, ma l'ho apprezzato proprio perché ci fa entrare in un mondo magico ma non ce lo spiega fino in fondo contribuendo a creare un'atmosfera mistica. Lo so cosa pensate, di solito sono molto puntigliosa su questo aspetto, ma ribadisco che davvero non era il libro giusto per questo tipo di approfondimenti per cui l'ho apprezzato lo stesso.
La trama procede senza troppi scossoni, del resto è un cozy fantasy, ma ci sono molti argomenti comunque profondi come i traumi infantili e il senso di solitudine e abbandono, le difficoltà dell'accettare sé stessi e quella parte di sé che ci si sente in dovere di nascondere, fino ad arrivare a temi più leggeri come l'accettazione delle diversità e il found family.
Se proprio vogliamo trovarci qualche difettuccio ammetto che la parte romance è un po' carente e no, non sono impazzita. Di solito non sono una fan del romance e per me in questo libro è trattato abbastanza bene. Mika e Jamie sono molto dolci, ma ammetto che la parte dove si innamorano pian piano è un po' tralasciata e forse si poteva approfondire di più, per me non è una grande mancanza perché comunque la parte romance non era il punto cardine della storia, ma comunque poteva avere qualche momento dedicato in più. 
In sostanza è un libro che mi ha davvero intrattenuta e mi è piaciuto davvero, Mika è una protagonista con un passato molto triste alle spalle e il suo scappare continuo fa capire che i suoi traumi non sono stati per niente superati, ma apprezzo il suo animo ironico e comunque allegro e mi è piaciuto tanto il suo rapporto con le bambine, sano e genuino. Ma soprattutto ho ammirato la sua determinazione e l'onestà verso sé stessa perché Mika è una strega molto brava e sa di esserlo. Non è arroganza, ma consapevolezza e la sua passione per la magia, unica compagna costante nella sua vita,  traspare dai suoi discorsi creando un coinvolgimento anche con lɜ lettorɜ.
Che dire, ho finalmente trovato un cozy fantasy che mi ha soddisfatta, c'è persino una punta di mistero legata a un oscuro segreto sepolto, ma non posso dirvi di più per non fare spoiler 😁 Sappiate solo che per me è una lettura consigliata per chi cerca qualcosa di leggero per staccare, con la giusta dose di traumi, un pizzico di magia e di romance non pesante.

Voto ⭐⭐⭐⭐/5

venerdì 6 marzo 2026

La lunga notte senza luna





Titolo: La lunga notte senza luna
Titolo originale: The spear cuts through water
Autore: Simon Jimenez
Editore: Mondadori


Trama

Anticamente, Luna e Acqua si amavano. In cerca di un modo per stare insieme, crearono il Teatro Riflesso, un luogo sospeso tra i mondi e nel tempo, a cui anche ai mortali è consentito l’accesso attraverso il sogno. Quando arrivi, sai già dove andare: ottava fila, posto centrale. Attratto da una forza sconosciuta, ti siedi e assisti al racconto di questa storia: un tempo, uno dei Primi Uomini scucì Luna dal cielo con la punta della sua lancia. Lei gli concesse quindi un desiderio: una discendenza investita di doni sovrannaturali che da allora ha regnato sull’Antica Patria, soffocandola, tuttavia, con la propria sete di potere e gettandola in un’oscurità sempre più profonda. Gli imperatori hanno tratto per secoli la loro forza da Luna, imprigionata nelle segrete del palazzo reale, ma una divinità non può essere rinchiusa per sempre... Mentre l’Ottavo Imperatore si prepara a un pellegrinaggio in cerca del segreto della vita eterna, e i suoi eredi, i Tre Terrori, tramano per prendere il suo posto, Luna convince Jun, figlio prediletto del Primo Terrore, ad aiutarla a scappare per rimediare al suo passato da feroce assassino. Durante la fuga, i due incontrano Keema, un giovane guerriero con un solo braccio e dalle misteriose origini, che si unisce a loro in questo pericoloso viaggio verso i confini più estremi del regno, alla ricerca di un modo per riportare la libertà e la luce nell’Antica Patria. Grazie a una capacità narrativa estremamente originale e stratificata, Simon Jimenez dà vita a un incredibile romanzo corale, che è allo stesso tempo un’avventura epica e una storia d’amore, un’esplorazione profonda dell’identità e del senso di appartenenza, e un tributo all’immenso potere delle storie e del racconto.


Recensione 

La lunga notte senza luna è probabilmente uno dei fantasy più trip e strani che abbia letto di recente (e forse anche non di recente), ma è stata una lettura che mi ha sorpreso in positivo. È uno di quei libri che, mentre lo leggi, ti fa pensare “ma che sta succedendo?” e subito dopo “ah ok, ci sta". Insomma avevo rimandato la lettura perché pensavo fosse troppo complessa e da un lato lo è, ma dall'altro...ragazzɜ funziona!
È una lettura che assorbe completamente e l'attenzione deve restare sempre alta, di certo non è una di quelle cose che leggi per staccare o per vivere un momento di leggerezza perché bisogna essere concentratɜ, ma coinvolge anche emotivamente. Forse sono io la solita frignona ma molte cose mi hanno commosso o fatto riflettere e nonostante nella seconda parte del libro e nel finale gli eventi sono più lenti e più dilatati, è una lettura che non sono riuscita ad accantonare.
La storia si svolge in soli cinque giorni, ma viene raccontata come se fosse una fiaba per adulti con digressioni oniriche e un flusso di coscienza collettivo. Tutti sono parte della storia che ci viene narrata su diversi livelli temporali e attraverso diversi narratori in una voce collettiva che trascina dentro alla storia. La narrazione, infatti, cambia continuamente persona, tempo verbale e punto di vista: si passa dalla seconda persona che parla direttamente a te (sì, proprio a te, seduto all’ottava fila, posto centrale), alla terza persona più classica, fino alla prima persona usata da personaggi, passanti, morti, animali, oggetti. Un casino? Sulla carta sì. Nella pratica… tutto è perfetto e si incastra alla perfezione.

Il cuore della storia è il Teatro Riflesso, questo spazio onirico e metafisico dove sogno, destino e memoria si intrecciano, e da cui prende vita la leggenda della Dea Luna, dell’Antica Patria sottomessa dal potere, e del viaggio di Jun e Keema, due dei protagonisti. Il soggetto non è unico ma ci sono vari protagonisti e moltissimi personaggi, eppure tutti sono costruiti perfettamente nonostante le storie condensate anche in poco tempo. Il ruolo di protagonista passa di persona in persona e questo passaggio scatena colpi di scena non indifferenti. La penna di Jimenez crea, inoltre, un worldbuilding ricchissimo, ispirato a folklore e mitologie del Sud-Est asiatico: Luna e Acqua come due facce della stessa medaglia, imperatori assetati di potere, tartarughe con una mente a sciame e il teatro stesso sono parte della mitologia di queste zone. Non c'è una leggenda unica a cui ispirarsi, o almeno io non l'ho individuata, ma si percepiscono i vari elementi a cui Jimenez si ispira. Il tutto senza infodump pesanti perché questo mondo ti avvolge piano piano, quasi senza che tu te ne accorga.

Il tono generale è onirico, visionario, a tratti assurdo, ma sempre controllato. Non è un fantasy d’azione eppure sprizza sangue, non è una storia d’amore classica, ma non mancano emozioni profonde, non è un Fantasy al cardiopalma ma ci saranno momenti di lotta e momenti più tranquilli. Di sicuro è un libro pieno di colpi di scena, inaspettati e che ti colpiscono quando meno te lo aspetti, soprattutto nella struttura. La missione di Keema e Jun prevede di aiutare la Dea Luna a eliminare la famiglia imperiale che da troppo tempo gioca con poteri non suoi e soffoca il paese, ma quando questa missione giunge al termine si scopre che in realtà la vera minaccia è legata a un cataclisma divino e salta fuori la bravura di Jimenez che ci ha accompagnato per tutto il libro facendoci credere che prendesse la strada di un fantasy classico. Lotta al potere e liberazione...e invece è molto più. E in realtà questo suo essere molto di più si vede dalle piccole cose, dalle frasi a effetto disseminate nel testo che ti fanno capire che non vuole essere un Epic fantasy convenzionale, ma qualcosa di più. E qui il tono cambia, perché sotto tutta questa stranezza, questo gioco narrativo e questa creatività fuori scala, il libro è profondamente emotivo. Parla di colpa e redenzione, di libertà, della ricerca di sé e del proprio scopo, ma anche di amore e sacrificio e lo fa in modo sincero e doloroso, senza essere mai pesante.

Come già detto nella seconda parte, e soprattutto nel finale, il ritmo rallenta un po' e alcune scene mi sono risultate troppo dilatate fino a un finale leggermente meno potente del resto, anche se l'ho apprezzato perché non mette un punto fermo alle vicende. 

In conclusione credo che non sia un libro per tuttɜ e che vada letto accettando di perdersi tra meandri onirici e flussi di coscienza, ma se avete voglia di un fantasy diverso dal solito, che mescola mito, sogno, lotte al potere e sentimento, con una scrittura coraggiosa e fuori dagli schemi, La lunga notte senza luna è un’esperienza da fare. 
Rileggendo la mia recensione mi rendo conto che non so se sono riuscita a spiegarmi e a far trasparire la vera essenza di questo libro, decisamente non scrivo bene come Jimenez quindi abbiate pietà.

Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

martedì 20 gennaio 2026

A Sky beyond the storm

 

Titolo: A Sky beyond the storm - Il cielo oltre la tempesta
Titolo originale: A Sky beyond the storm 
Autrice: Sabaa Tahir
Editore: Fanucci


Trama

I ginn, a lungo imprigionati, portano morte e distruzione nei villaggi e nelle città. Ma per il Signore della notte la vendetta sugli umani è soltanto l’inizio. Al suo fianco, l’ex comandante Keris Veturia si è incoronata imperatrice, ed è decisa a silenziare chiunque voglia sfidare il suo governo. Primi fra tutti, Helene Aquilla e la sua famiglia.
Laia, ora amica e alleata di Helene, lotta per riprendersi dalla perdita delle due persone più importanti della sua vita. Determinata a fermare il Signore della notte, si lancia in una missione in cui finisce per risvegliare un antico potere che potrebbe condurla alla vittoria o alla rovina.
Nelle profondità del Luogo dell’Attesa, al contrario, Elias sembra aver accettato il suo destino di Traghettatore di anime, dimenticando la vita e l’amore che si è lasciato alle spalle. Ma è fondamentale che riprenda il controllo di sé e dei suoi ricordi, perché la battaglia finale per salvare l’umanità – e le persone che ama – è ormai alle porte.

Recensione 

A Sky Beyond the Storm è il volume finale di questa saga e si percepisce ogni singola emozione: la disperazione, il dolore e la rabbia di personaggi stremati dalla guerra e ormai quasi senza speranza.

È stata una lettura intensa, totalizzante. Parte in modo piuttosto lento, ma finalmente iniziamo a scoprire, tassello dopo tassello, tutti i retroscena, soprattutto il passato del Signore della Notte e di Keris Veturia ed è proprio questo che ci permette di comprenderne davvero le motivazioni del primo e il dolore di entrambi. Questo quarto volume è, infatti, intriso di dolore sia dei personaggi, sia dellɜ lettorɜ, nella battaglia finale salutiamo molti personaggi e, come sempre, è un colpo durissimo… ma necessario. Ma il dolore che muove l'intera vicenda è antico, pesante e fa riflettere: sterminare, imprigionare un intero popolo porta sempre conseguenze cruente e spesso un bisogno di vendetta che si macchia delle stesse atrocità. Suona tutto terribilmente attuale, vero?

In questo volume seguiamo ancora una volta i tre POV di Laia, Elias ed Helene, e anche in questo volume Helene è stata la personaggia che mi ha colpito di più. Viene calpestata, sfruttata, distrutta emotivamente… eppure resiste.
Ho amato profondamente la sua crescita: la presa di consapevolezza, la capacità di adattarsi e, finalmente, di aprirsi alle emozioni. È la mia preferita perché si è piegata mille volte, ma non ha mai permesso a nulla di spezzarla.

Anche Laia risale nella mia classifica: finalmente tira fuori le unghie e affronta tutto ciò che le accade. È cresciuta tantissimo e ora prende decisioni senza appoggiarsi agli altri, mostrando un animo combattivo ma anche profondamente buono.

Purtroppo non posso dire lo stesso di Elias. L’ho percepito spesso in una fase di stallo, da cui riesce a uscire solo nel finale e grazie all’aiuto altrui. La sua storyline è necessaria quanto le altre, ma l’ho trovata leggermente più noiosa e davvero efficace solo verso la fine.

In questa lettura troviamo anche il POV del Signore della Notte, fondamentale per comprenderlo e per affrontarlo nel momento conclusivo. È un personaggio interessante: forse le sue motivazioni non sono tra le più originali in assoluto, ma sono coerenti, autentiche, ben costruite e, purtroppo, sempre attuali. Il dolore che lo muove è reale e credibile, e per me un antagonista con motivazioni solide rende l’intera storia molto più forte e vera.

In conclusione: libro assolutamente approvato e saga davvero valida. Forse sì poteva fare un volume unico unendo il terzo e il quarto perché all'inizio le storie sono molto simili, partono in modo lento e si riprendono solo sul finale, per quanto siano validi entrambi. Comunque, nonostante abbia già qualche anno sulle spalle, la saga in sé è invecchiata benissimo grazie ai temi estremamente attuali.
Quando un fantasy riesce a riflettere la realtà e a insegnare qualcosa, per me ha centrato pienamente il suo obiettivo Questa è una saga che fa riflettere: parla di oppressori e oppressi, di diritti rubati e futuri cancellati, di dolore, tanto dolore, e di come esso possa generare mostri.
Ma parla anche di speranza, di amore, di lotta per ciò che è giusto e di crescita.
Decisamente consigliatissima.

Ringrazio moltissimo Fanucci per la collaborazione e la copia omaggio ❤️

Voto ⭐⭐⭐⭐,5/5

venerdì 9 gennaio 2026

A reaper at the gates- un assassino alle porte



Titolo: A reaper at the gates- un assassino alle porte
Titolo originale: A reaper at the gates
Autrice: Sabaa Tahir
Traduzione: Francesca Sassi
Editore: Fanucci 
ISBN: 9788834747049

Trama

Elias è un guerriero addestrato a difendere l’Impero tiranno a cui poi si è ribellato; Laia fa parte dei Dotti e come la sua gente è costretta alla schiavitù da parte dell’Impero, e poi c’è Helene, guerriera e migliore amica di Elias. Insieme, combatteranno contro il Signore della notte, il re dei ginn. Dentro e oltre i confini dell’Impero, l’ombra della guerra incombe sempre più minacciosa. Helene, l’Averla sanguinaria, cerca disperatamente di proteggere la vita di sua sorella e di tutti gli abitanti dell’Impero. Ma è consapevole dei pericoli che la circondano: l’imperatore Marcus, perseguitato dal suo passato, diventa sempre più instabile e violento, mentre Keris Veturia, la spietata comandante, sfrutta la volubilità dell’imperatore per accrescere il proprio potere, senza curarsi della carneficina che lascia dietro di sé. Laia, dal canto suo, sa bene che il destino del mondo non dipende solo dalle macchinazioni politiche della corte dell’Impero marziale, bensì dal fermare una volta per tutte il Signore della notte. Si dirige quindi a Marinn per radunare un’armata che combatta al fianco della resistenza, ma lungo la strada deve affrontare minacce inaspettate da parte di coloro che credeva l’avrebbero aiutata. Elias, invece, è intrappolato nella terra tra i vivi e i morti, dove ha rinunciato alla sua libertà per aiutare la Traghettatrice di anime. Ma accettare questo destino per il bene dell’umanità significa arrendersi a un antico potere che esige la sua completa devozione: abbandonerà quindi Laia, la donna che ama, oppure seguirà il suo cuore lasciando che il resto del mondo ne paghi le conseguenze?


Recensione

Un assassino alle porte è il terzo capitolo del Ciclo del mondo di cenere, e nonostante abbia apprezzato molto questa lettura, non posso negare che si percepisca una certa "sindrome del libro di mezzo". La narrazione parte con un ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, ma verso la metà rallenta notevolmente, almeno per alcuni dei punti di vista coinvolti. Elias e Laia, ad esempio, tendono a muoversi con andamenti più lenti ed Elias in particolare risulta un po' ripetitivo. Il ruolo di Traghettatore di Anime gli sta decisamente stretto, e si nota che la sua storia si sviluppa con molta più lentezza, con alcune rivelazioni importanti solo verso la fine, che sicuramente saranno fondamentali per il volume successivo. La sua storyline è comunque intrecciata alle altre e tutte sono necessarie per lo sviluppo della trama, in particolare le sue ricerche sul passato dei ginn e del Signore della Notte sono fondamentali, però ho trovato i suoi pensieri ripetitivi e in generale il suo arco narrativo è quello più noiosetto.


La storyline di Laia, inoltre, procede con un passo più fiacco rispetto ai libri precedenti e spesso sembra che faccia un passo avanti per poi doverne fare due indietro. In questo volume è Helene, la nostra Averla Sanguinaria, a muovere le fila della trama in modo più deciso, dopo un inizio più "tranquillo". La sua storyline, pur essendo intrecciata con le altre, si rivela quella più interessante e determinante per l'andamento generale del romanzo. Helene attraversa momenti durissimi, eppure affronta tutto con il suo caratteristico coraggio e determinazione, senza mai tirarsi indietro. Ammetto di non averla amata particolarmente all’inizio della saga, ma con questo volume il mio giudizio si è completamente ribaltato perché è diventata uno dei personaggi più affascinanti e complessi.


In sintesi la lettura si è rivelata altalenante, ogni capitolo si conclude con un colpo di scena che stimola la voglia di proseguire, ma ho trovato Elias un po’ noioso, il che ha fatto sì che la mia esperienza di lettura fosse fatta di alti e bassi. Il finale, comunque, si chiude con rivelazioni importanti, anche se il tono è decisamente cupo perché sembra che tutto sia andato davvero malissimo e si sia raggiunto un punto di non ritorno. Nonostante questa oscillazione di ritmo, ho apprezzato molto la lettura, Helene, in particolare, ha saputo risollevare le mie aspettative, ma ciò che mi ha colpito di più è l’attualità del messaggio che il libro trasmette. La narrazione si rivela incredibilmente pertinente, rispecchiando ciò che viviamo nel momento attuale. Quando un fantasy riesce a farci riflettere su ciò che accade nel mondo reale, secondo me ha già vinto su molti altri aspetti.


In conclusione, questa è una lettura che consiglio vivamente. Essendo parte di una saga mi piace portarla a termine nonostante i momenti di criticità, per questo non vedo l’ora di immergermi nel quarto libro per scoprire come si concluderà questa avventura perché è stata una lettura di alti e bassi, ma ogni pagina ha mantenuto viva la mia curiosità e il desiderio di andare avanti.

Ringrazio moltissimo Fanucci per la collaborazione e la copia omaggio ❤️