martedì 12 maggio 2026

Il finale si scrive da sé




Titolo: Il finale si scrive da sé 
Titolo originale:
Autrici: Evelyn Clarke
Editore: Mondadori


Trama 

Le vite di sei scrittori e scrittrici emergenti stanno per cambiare per sempre: un invito misterioso ed esclusivo li conduce a Skelbrae, l'isola privata al largo della Scozia dove il leggendario Arthur Fletch si è ritirato per lavorare al suo ultimo, attesissimo romanzo. Al loro arrivo, però, scoprono che Fletch è morto e che il libro è rimasto incompiuto. Decisi a pubblicarlo comunque, l'agente e l'editore dello scrittore lanciano agli invitati una sfida impossibile da rifiutare: ciascuno avrà settantadue ore per inventare un finale degno di Fletch, vincendo così una ricompensa milionaria e un contratto da tre libri con la Merriweather Press. Un'occasione che capita una sola volta nella vita. Il riscatto che ciascuno di loro cerca dopo anni di sforzi, delusioni e rifiuti. Isolati dal mondo, armati solo di una macchina da scrivere e di una pila di fogli colorati, i sei si ritrovano intrappolati in un vortice di ambizione, vanità e segreti. Ma i segreti, si sa, non restano mai tali a lungo, e perdere il controllo della propria storia può avere conseguenze molto pericolose. Il finale si scrive da sé è un giallo brillante e pungente, che si diverte a giocare con i cliché dei generi letterari e i retroscena dell'industria editoriale. E, mentre i protagonisti rincorrono la fama tanto agognata, una cosa diventa sempre più chiara: se iniziare un romanzo è difficile, arrivare vivi all'ultima riga, su quest'isola, potrebbe essere la vera sfida.


Recensione 

Prendete un'isola deserta, le vibes di Dieci piccoli indiani, un pizzico di Cluedo e, infine, di Yellowface. Mescolate accuratamente e otterrete questo libro. Il finale si scrive da sé è un mix di tutto questo e molto di più perché Schwab e Clarke (entrambe sotto pseudonimo) utilizzano il pretesto di un thriller classico per sondare quelle che sono le parti più oscure del mondo editoriale. 
Non a caso le vicende si svolgono su un'isola remota, un luogo dove la tecnologia è bandita e il contatto con il mondo esterno è azzerato. In questo isolamento forzato, un ambiente ristretto formato da pochi eletti diventa un intero universo da esplorare; un universo che riflette, purtroppo, solo le dinamiche più oscure di questo idilliaco mestiere. Per scrivere il finale di un libro che un eminente autore ha lasciato incompleto, sei autori si ritrovano a vivere gomito a gomito, ognuno di loro rappresenta la parodia colma di satira di un aspetto dell'editoria, della scrittura e dellə stessə autorə che storcono il naso quando si sente nominare un genere diverso dal proprio. La competizione è serrata, in palio ci sono due milioni di dollari e la promessa di un contratto e per questi autori è l'occasione per uscire dalla fascia media, per sfondare davvero, perché il problema è proprio questo: perché sono in fascia media e nessuno ha mai avuto successo? 
 Il problema risiede proprio negli ingranaggi dell'editoria, troppo vecchi, troppo arrugginiti, con una logica di mercato spietata e che cerca in ogni modo di affondarti, non di farti emergere.
Attraverso i vari pov conosciamo i partecipanti alla sfida, ognuno dei quali rappresenta uno dei problemi della vita da scrittorə. C'è il blocco totale di chi non riesce a scrivere nulla da anni, chi si rifugia nella routine, chi ripete sempre gli stessi schemi, chi è rimasto nascosto nell'ombra ma potrebbe avere le capacità di brillare in solitaria, ma tutto questo deve restare nascosto, tutto deve sembrare perfetto nell'idillica vita di chi scrive. Se non fosse che è tutto questo è lo specchio perfetto della nostra editoria attuale, sempre in cerca della novità, dello schema non ancora utilizzato, di scrittori sempre al top e pronti a tutto. Questo non è un thriller, è una denuncia e la scia di cadaveri che si lascia dietro è solo l'esempio più lampante di quanto il potere, il successo, i soldi possono corrompere qualcuno.
Se proprio vogliamo essere onesti mi è dispiaciuto azzeccare il colpevole, ma ripensandoci la risoluzione del mistero non era il fulcro del libro quindi sì, per me è geniale. Questo libro a quattro mani mi ha proprio rapita, trascinandomi su un'isola dove si cerca di nascondere peccati e segreti tra le pagine di un libro, mettendo in luce tutti i problemi che si devono affrontare per arrivare al "finale perfetto". Finale che altro non è che una metafora della salvezza stessa, perché questo non è un gioco alla pari e chi si trova con la penna in mano alla fine perde. Non a caso Schwab e Clarke introducono temi molto attuali come l'uso dell'intelligenza artificiale per la scrittura, e non solo, ma anche il mondo vuoto dietro a una pagina social che diventa più importante del libro stesso. Da non tralasciare anche la critica sociale più schietta sui privilegi di determinate categorie non solo di scrittori ma di persone in genere.
In sostanza è un libro che mi sento di consigliare moltissimo, non è un thriller fine a sé stesso, ma è molto di più.

Ringrazio moltissimo Mondadori per la collaborazione ❤️

Voto ⭐⭐⭐⭐/5

venerdì 8 maggio 2026

Heartless



Titolo: Heartless
Titolo originale. Heartless
Autrice: Marissa Meyer 
Editore: Mondadori

Trama

Catherine è una delle ragazze più desiderate del Paese delle Meraviglie e addirittura la preferita del Re di Cuori, in cerca di una moglie. Ma i suoi interessi sono ben lontani dal matrimonio: pasticciera di talento, l’unica cosa che desidera è aprire un negozio con la sua migliore amica. Secondo sua madre, un obiettivo insensato per quella che potrebbe diventare la prossima regina. Poi Cath incontra Jest, l’affascinante e misterioso giullare di corte. E per la prima volta, si scopre innamorata. Nonostante il pericolo di offendere il re e di far infuriare i suoi genitori, lei e Jest iniziano a frequentarsi in segreto. Cath è determinata a dare forma al proprio destino e a innamorarsi alle sue condizioni. Ma in una terra piena di magia, follia e mostri, il destino ha altri piani. Heartless racconta il Regno di Cuori molto prima che vi giungesse Alice, tra Cappellai, gatti invisibili, Bianconigli, e mostra come una fanciulla che sognava l’amore si possa trasformare in una tirannica sovrana ossessionata dalle rose rosse e dalle teste mozzate.


Recensione

Heartless rappresenta tutto ciò che cerco in un retelling e nello ya in generale. Non è un libro perfetto ma è stato perfetto per me, una Marissa Meyer che non vedevo da tanto e che dà il meglio di sé quando rielabora un universo già esistente che lei può ampliare. Nonostante nelle note si scusi per aver reinterpretato un grande classico, credo che sia riuscita a dare una versione credibile dei personaggi creando una vicenda con un pizzico di mistero che porta poi al formarsi delle figure iconiche già che conosciamo.
A livello personale è un libro che mi ha parlato moltissimo, mi sono rivista tantissimo in Cath, che forse non sarà la più accattivante delle protagoniste, ma che mi ha ricordato una me più giovane, e neanche così tanto più giovane.
Cath ha un sogno: aprire una pasticceria, ma in un mondo fatto di cappelli magici e oggetti che diventano reali dopo un viaggio onirico, questo tipo di lavoro risulta impossibile. Nonostante condivida questo sogno con Mary Anne, sua amica, al momento di realizzare davvero il progetto, la sua amica si tira indietro perché per lei quello non è mai stato un vero piano per il futuro, ma solo una cosa di cui fantasticare. Anche i suoi genitori la ostacolano in tutti i modi perché hanno già scelto per lei la strada da intraprendere e siccome è già una delusione su tutti i fronti (Cath non ha ereditato il "potere" di famiglia di rendere vive le narrazioni), vogliono che la figlia li soddisfi almeno su questo. La loro ambizione è farla diventare regina sposando il re, un personaggio inetto e infantile che Cath non vuole ferire, ma che allo stesso tempo non vuole sposare. Anche i suoi sono un'esasperazione dei tipici genitori tossici con il padre passivo e la madre che continua a ricordarle di non mangiare e secondo la quale lei le deve mostrare gratitudine per il solo fatto di averla messa al mondo, fatto che, secondo lei, le dà il diritto di decidere per la vita della figlia. 
I messaggi lasciati da Meyer si vedono anche nella parte mistery della vicenda: un terribile mostro attacca le persone e nessuno fa niente perché mantenere lo status quo è più facile. Cath è l'unica che vorrebbe risolvere il mistero e andare oltre alla patina di apparenze in cui invece vuole vivere la corte del re, che si nasconde dietro falsi sorrisi. In questo libro Meyer nasconde un piena vista tanti significati più stratificati, a partire da Cath stessa. Una protagonista che vuole seguire i suoi sogni ma che non ci riesce mai e la sua passione per la pasticceria la trasforma da creatrice a creazione stessa, mai l'artefice, ma sempre il premio da riscuotere. Lei lo è senza saperlo, il che contribuisce a creare l'atmosfera distorta del libro, ma è il suo immobilismo che ci parla davvero della psicologia di questa protagonista, perché prima di soccombere alla sua trasformazione Cath ci appare come una ragazza dolce e adorabile, ma che allo stesso tempo agisce per sé stessa solo quando è troppo tardi. Il suo bisogno di non essere una delusione per gli altri, mescolato al voler seguire i suoi sogni ed essere apprezzata per questo, si fondono in lei creando un blocco che la fa agire sempre quando è troppo tardi. Allo stesso tempo, però, è anche figlia di una società che guarda con sospetto e pregiudizi chi è diverso e, diciamocelo, che include comunque nei ricevimenti a corte persone terribili solo per non infrangere le apparenze. Perché il quieto vivere e lo status quo sono tutto. E quando finalmente Cath agisce lo fa in maniera spropositata, portando all'eccesso tutte queste distorsioni e solo allora chi la circonda si rende conto che tutto poteva essere evitato, che Cath è sempre stata una persona con una sua volontà e coni suoi desideri e che piegarla ai propri era sbagliato. Ma tutto arriva troppo tardi.

Il finale è la classica tragedia che si vede sempre e solo a posteriori, è la rappresentazione di quelle scene che si vedono ai telegiornali in cui i genitori dicono "era sempre tranquillə" e che invece celano il sottotitolo del "non abbiamo mai pensato che avesse volontà propria/bisogno di aiuto/di essere ascoltatə". In sostanza questo retelling ci mostra il Paese delle meraviglie in tutto il suo contorto fulgore, una patina di bellezza e magia data dall'altra società che nasconde, in realtà, il marciume, la parte distorta. Tutti nascondono la polvere sotto al tappeto. Ci ho rivisto molto dell'Alice di Tim Burton, cupa ma piena di colori sfavillanti. Meyer è riuscita a ricreare fedelmente i personaggi e i luoghi del classico di Carroll, ma è riuscita a farli suoi, creando una storia che ci mostra alcune cose, ma che ne cela molte di più. Ho apprezzato molto come Meyer sia riuscita a mescolare gli elementi di entrambi i libri di Alice in wonderland perché lɜ appassionatɜ coglieranno moltissimi elementi e i vari riferimenti.
Forse da questo mio flusso di coscienza non si capirà nulla perché come sempre faccio fatica a parlare di un libro che mi è piaciuto così, questo in particolare ha parlato a molte parti di me e quindi è ancora più difficile. Il mio consiglio è di leggerlo assolutamente. Un retelling fatto benissimo, con una scrittura che mi ha catturata da subito, un'atmosfera cupa nascosta sotto la patina brillante dell'alta società e una protagonista diversa dal solito, creano un mix che raramente capita di leggere in uno YA. Non fraintendetemi, la parte più YA c'è ma non è pesante e di sicuro non segue i tropoi di oggi che ormai fanno sì che i libri siano tutti uguali. Jest, la controparte maschile è perfetto per far risaltare la vera protagonista, ma allo stesso tempo è un personaggio interessante, con i suoi segreti e la sua dolcezza verso Cath. 

Cosa posso dire di più di questa lettura? Decisamente tra le migliori fatte quest'anno, una storia che mi è entrata sottopelle, che mi ha devastato sul finale e che mi ha coinvolto molto sul piano personale. 



Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

lunedì 27 aprile 2026

The Will of the many- La volontà dei molti




Titolo: The Will of the many- La volontà dei molti
Titolo originale: The Will of the many
Autore: James Islington
Editore: Fanucci



Trama

La Repubblica cateniana, nota come Gerarchia, potrà anche governare il mondo, ma non può conoscere ogni cosa.

Il mio nome è Vis Telimus e sono un orfano, o almeno è ciò che ho dichiarato di essere per poter entrare nella prestigiosa Accademia. I precettori mi credono quando prometto che una volta concluso il percorso di studi mi unirò al resto della società civilizzata per cedere la mia volontà – un insieme di forza, determinazione e concentrazione – e rafforzare così il potere dei capi della Gerarchia, come sono costretti a fare milioni di persone. Mi credono anche quando sostengo di voler appartenere a questo mondo nonostante non sia semplice fingere di essere uno di loro: se voglio sopravvivere dovrò scalare i ranghi dell’Accademia, trovarmi degli alleati e consolidare il mio status. Perché se i senatori della Gerarchia dovessero scoprire la mia vera identità, mi ucciderebbero.


Recensione 


Che lettura stupenda. Davvero non saprei come altro descrivere questa avventura di quasi 800 pagine, se non con queste parole.
Era da moltissimo tempo che non affrontavo un’esperienza così totalizzante è un libro che ha assorbito ogni briciolo della mia attenzione. In parte perché il volume è lungo e corposo e una distrazione avrebbe fatto perdere passaggi fondamentali, in parte perché facevo fatica a metterlo giù. Ammetto di aver rimandato a lungo, spaventata dalla mole del libro, ma alla fine me lo sono bevuta.
La scrittura di Islington è fluida, mai noiosa, e capace di farti immergere perfettamente nella storia. Non c'è assolutamente infodump (la mia paura principale) e moltissimi elementi lə lettorə deve intuirli da sé, creando collegamenti e deduzioni, ed è esattamente ciò che amo in un libro. Non esistono espedienti fiacchi per spiegare ai protagonisti dinamiche del loro mondo che dovrebbero già conoscere; non veniamo mai imboccatɜ.
Si tratta di un Fantasy storico/Epic fantasy decisamente per adulti, sia per i temi trattati, sia per una costruzione narrativa che richiede un'attenzione costante e una discreta conoscenza della società dell'antica Roma. Il mondo da cui prende spunto Islington è proprio questo, con i suoi pregi e le sue parti più cupe poiché le zone d'ombra di quell'antico impero sono esacerbate dal punto di vista del protagonista.

Vis è un ragazzo con moltissimo da nascondere. Principe di un regno brutalmente conquistato, si rifiuta di cedere alla Gerarchia che ha distrutto la sua famiglia, intelligente e scaltro, Vis, che cela persino il suo reale nome, studia il nemico e non resta mai con le mani in mano. Anche quando sarà costretto a un patto per salvarsi la vita, cercherà di apprendere tutto il possibile: conoscere l'avversario è la chiave per sopraffarlo o, almeno, per restare vivi.
In un contesto dominato da segreti e macchinazioni, il protagonista deve muoversi in punta di piedi, programmando ogni mossa e contromossa e ho sinceramente adorato tutto questo, le indagini segrete, la gerarchia sociale e i sospetti.
Un worldbuilding curato nei minimi dettagli fa da sfondo alle vicende dove tutto si incastra alla perfezione.

Il sistema magico, come dicevo, non viene spiegato con noiosi monologhi. Starà a chi legge capirne i meccanismi, anche se nelle parti tecniche si trovano spiegazioni chiare su come la volontà venga usata per ogni cosa, persino per muovere enormi mezzi di trasporto.
La particolarità di quest'opera è che ci si scorda quasi di essere in un fantasy, sembra di leggere un romanzo storico in cui, talvolta, accadono eventi "bizzarri". Tutto è scritto talmente bene da risultare reale, coerente e credibile. Non è una narrazione al cardiopalma perché il racconto si prende il suo tempo ed è ben bilanciato, alcune scene caricano l'ansia perché il protagonista agisce come una spia sotto copertura, ma in generale il ritmo è costante senza mai risultare stancante. Islington è riuscito a costruire un intreccio equilibrato che lascia addosso una voglia matta di proseguire.

Di Vis potrei parlare a lungo: è un protagonista costruito, giovane ma capace, con una sete di sapere inesauribile. Il suo passato lo tormenta, ma lui non viene mai meno ai suoi principi, cercando di fare la cosa giusta per non tradire sé stesso, nonostante il prezzo altissimo. La sua tenacia è encomiabile, anche se lo mette spesso nei guai, la vita che è stato costretto a scegliere non è facile, spiare sapendo di essere spiato e non potersi fidare di nessuno fa sì che sia sempre in stato di allerta, sempre alla ricerca del dettaglio che può mantenerlo in vita. 
l libro si chiude su un colpo di scena incredibile che suggerisce quanto ci sia ancora da scoprire e su quanto le vicende potrebbero prendere una piega completamente diversa e sono molto curiosa di scoprire quale sarà. 

In conclusione  è stata una lettura magnetica, una volta terminata ho fatto fatica a cominciare altro. La consiglio vivamente a chi ama il genere e non si lascia spaventare dalla mole delle pagine, ne vale assolutamente la pena, non vedo l'ora di leggere il secondo volume!

Ringrazio moltissimo Fanucci per la copia omaggio e per la prima lettura da 5 stelle dell'anno! 😍

Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

giovedì 26 marzo 2026

La casa sotto il cielo stellato

 


Titolo: La casa sotto il cielo stellato
Titolo originale: The very secret society of irregular witches. 
Autrice: Sangu Mandanna
Editore: Sperling & Kupfer

Trama 

Mika Moon vive seguendo tre semplici regole: nascondere la sua magia, non attirare l'attenzione e, soprattutto, non avvicinarsi ad altre streghe. È cresciuta da sola ed è abituata alla solitudine, in un mondo che non le ha mai concesso il diritto di appartenere a qualcosa. Ma ha una piccola valvola di sfogo: un account online dove pubblica video in cui «finge» di essere una strega. Tanto, chi potrebbe crederle davvero? Qualcuno, però, lo fa. Quando riceve un invito a trasferirsi in una misteriosa villa chiamata Nowhere House per insegnare a tre giovani streghe a controllare i loro poteri, Mika sa che accettare significherebbe infrangere ogni regola che si è imposta. Eppure, qualcosa la spinge a partire. Ad attenderla troverà un'eccentrica famiglia improvvisata: un attore in pensione dal cuore d'oro, un giardiniere silenzioso, una governante tuttofare, un'archeologa sempre in viaggio, tre bambine straordinarie e un burbero e affascinante bibliotecario, Jamie. Tutti loro potrebbero finalmente offrire a Mika ciò che non ha mai avuto: un posto a cui appartenere. Ma quando il pericolo bussa alla porta di Nowhere House, lei dovrà decidere se rischiare tutto per proteggere quella fragile felicità o tornare alla vita solitaria che conosce da sempre

Recensione

Chi mi conosce ormai lo sa, con i cozy fantasy non ho sempre un bel rapporto, anzi di solito non mi fanno impazzire del tutto. Ragion per cui sono rimasta davvero sorpresa nel leggere La casa sotto il cielo stellato e scoprire che mi è piaciuto parecchio. Forse è stato il mix del momento dell'anno un po' smorto, forse il momento giusto, il bisogno di staccare da letture più pesanti e dalla vita in generale. Fatto sta che mi ha conquistata e l'ho letto in poco tempo.
I punti a favore sono parecchi, tra questi una prosa molto semplice e mai pesante, nonostante i temi importanti trattati. La lettura non risulta mai lenta o intricata e mi è piaciuto moltissimo come Mandanna sia riuscita a combinare personaggi molti diversi tra loro in un mix dolcissimo. Il fatto che sia ambientato ai giorni nostri e nel nostro mondo, ma sia presente la magia, seppur nascosta, mi hanno conquistato definitivamente perché adoro le streghe e adoro il fatto che la magia non sia di pubblico dominio. In questo senso la lettura è lievemente parca di dettagli sul sistema magico, ma credo che comunque l'autrice sia riuscita a creare il giusto mix tra la magia naturale e la modernità. Il fatto che le streghe debbano restare divise e nascoste aiuta a costruire il sistema magico che Mika stessa deve ricercare da sola, studiando e perfezionandosi a forza di errori, e rappresenta anche un ottimo escamotage per le lacune sul funzionamento di alcune cose. Di certo non è il libro giusto per approfondire il sistema magico e in generale i poteri legati alle streghe, ma l'ho apprezzato proprio perché ci fa entrare in un mondo magico ma non ce lo spiega fino in fondo contribuendo a creare un'atmosfera mistica. Lo so cosa pensate, di solito sono molto puntigliosa su questo aspetto, ma ribadisco che davvero non era il libro giusto per questo tipo di approfondimenti per cui l'ho apprezzato lo stesso.
La trama procede senza troppi scossoni, del resto è un cozy fantasy, ma ci sono molti argomenti comunque profondi come i traumi infantili e il senso di solitudine e abbandono, le difficoltà dell'accettare sé stessi e quella parte di sé che ci si sente in dovere di nascondere, fino ad arrivare a temi più leggeri come l'accettazione delle diversità e il found family.
Se proprio vogliamo trovarci qualche difettuccio ammetto che la parte romance è un po' carente e no, non sono impazzita. Di solito non sono una fan del romance e per me in questo libro è trattato abbastanza bene. Mika e Jamie sono molto dolci, ma ammetto che la parte dove si innamorano pian piano è un po' tralasciata e forse si poteva approfondire di più, per me non è una grande mancanza perché comunque la parte romance non era il punto cardine della storia, ma comunque poteva avere qualche momento dedicato in più. 
In sostanza è un libro che mi ha davvero intrattenuta e mi è piaciuto davvero, Mika è una protagonista con un passato molto triste alle spalle e il suo scappare continuo fa capire che i suoi traumi non sono stati per niente superati, ma apprezzo il suo animo ironico e comunque allegro e mi è piaciuto tanto il suo rapporto con le bambine, sano e genuino. Ma soprattutto ho ammirato la sua determinazione e l'onestà verso sé stessa perché Mika è una strega molto brava e sa di esserlo. Non è arroganza, ma consapevolezza e la sua passione per la magia, unica compagna costante nella sua vita,  traspare dai suoi discorsi creando un coinvolgimento anche con lɜ lettorɜ.
Che dire, ho finalmente trovato un cozy fantasy che mi ha soddisfatta, c'è persino una punta di mistero legata a un oscuro segreto sepolto, ma non posso dirvi di più per non fare spoiler 😁 Sappiate solo che per me è una lettura consigliata per chi cerca qualcosa di leggero per staccare, con la giusta dose di traumi, un pizzico di magia e di romance non pesante.

Voto ⭐⭐⭐⭐/5