giovedì 5 dicembre 2024

Il volto scuro della bellezza







Titolo: Il volto scuro della bellezza
Autore: Stefano Luigi Cantoni
Editore: Incipit23 
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2024



Trama

La paura del diverso emerge con forza in una vicenda avvolta nel mistero e nella violenza. Un omicidio sconvolgente avvenuto in una chiesa scatena una serie di eventi inquietanti che conducono ai luoghi legati all'antico Ordine dei Disciplini e al fascino enigmatico delle Madonne nere, simboli sacri fin dalla cristianità più antica.
Bruno, un bibliotecario di provincia, e sua figlia Viola si ritrovano intrappolati in un intrigo sempre più oscuro, in cui cercano di ricostruire il loro legame, nonostante segreti e paure minaccino di dividerli. Nel frattempo, Don Roberto, un parroco di provincia tormentato, è costretto a fare i conti con le ombre del suo passato, emerse con prepotenza, costringendolo ad affrontare scelte e colpe che pensava di aver sepolto per sempre.
Le vie silenziose dei borghi bergamaschi e le stanze polverose di una piccola biblioteca fanno da sfondo a una storia in cui il pregiudizio e la paura del diverso assumono un potere distruttivo, intrecciando i destini dei protagonisti in una rete di segreti, dove la verità sembra sempre più oscura.

Recensione 

Bentornat³ lettor³ su questo blog che ho dovuto un po' trascurare per cause di forza maggiore!
Ripartiamo subito con una super lettura fatta grazie a Incipit23 che ringrazio moltissimo per la copia digitale e la lettura in super anteprima 😊

Il volto scuro della bellezza è un thriller che ha saputo tenermi incollata alle pagine per il suo ritmo sempre incalzante e per la sua aura di mistero. Del resto si parla di Ordini segreti, misteri religiosi, intrighi, complotti e molto di più, era davvero impossibile staccarsi! Lo stile è scorrevole e leggero e il ritmo serrato, anche se ci sono dei flashback la narrazione non rallenta in modo drastico e rimane molto attiva con un susseguirsi di eventi uno dietro l'altro, inoltre la curiosità di scoprire chi fossero determinati personaggi accresce molto la curiosità e il sensa di impazienza, per cui ci si spinge sempre più avanti per cercare di risolvere il mistero.
Per certi aspetti che riguardano i misteri della sfera religiosa, mi ha ricordato molto libri come Angeli e Demoni o Il codice da Vinci, in una versione tutta italiana. In un primo momento sono rimasta un po' destabilizzata dalle posizioni geografiche e temporali diverse perché c'era un continuo salto tra passato e presente ma ci si prende l'abitudine soprattutto perché ci svelano parti importanti del passato sei personaggi, ma anche perché in molti punti accrescono l'aura di mistero. I personaggi sono eterogenei e non mancheranno i colpi di scena, ho apprezzato molto la coppia Bruno e don Roberto perché sono così diversi ma allo stesso tempo hanno molti punti in comune entrambi hanno un passato di cui non riescono a parlare e si ritrovano incastrati in qualcosa più grande di loro. Così come Viola che da ragazza in lutto viene messa improvvisamente di fronte alla condizione di dover crescere troppo in fretta. Vorrei svelarvi qualcosa di più ma è difficile senza fare spoiler, sappiate solo che i personaggi sono ben costruiti e con poche pennellate possiamo immaginarli nella loro tridimensionalità.
Ho apprezzato molto che nelle note finali l'autore ci spiegasse le motivazioni dietro alla scelta del tema centrale, perché, per quanto possa sembrare scontato, è invece molto attuale ed è giusto rimarcarlo. Il volto scuro della bellezza, infatti, non è solo un giallo, ma è un libro che ci insegna quanto può spingersi in là la paura del diverso e quanto questa sia una cosa che deve essere fermata. Ormai mi conoscete e sapete che apprezzo sempre i libri con messaggi così quindi non posso che promuovere a pieni voti la lettura, decisamente consigliata per chi cerca un Dan Brown in versione italiana.

Voto  ⭐⭐⭐⭐,5/5

mercoledì 6 novembre 2024

L'insaziabile



Titolo: L'insaziabile 
Titolo originale: The glutton
Autrice: A.K.Blakemore
Traduzione: Velia Februari
Editore: Fazi


Trama
Sul giovane Tarare se ne dicono tante. Pare che abbia divorato ogni sorta di creatura: oggetti, animali, perfino una bambina. Ma lasciamo a lui l’onere di raccontare la sua storia. Nato nelle campagne francesi a fine Settecento, figlio bastardo di una giovane nubile, rimane orfano di padre il giorno stesso in cui nasce; per mantenerlo, la madre comincia a prostituirsi e presto gli dà una sorellina. Cresce nella miseria più crudele, Tarare, finché, quando è ormai un ragazzo, il contrabbandiere che vive con la madre non lo costringe a fuggire. È proprio in questo momento che in lui accade qualcosa di strano: un appetito insaziabile, sconfinato, mostruoso inizia a perseguitarlo. Non lo abbandonerà mai. Solo al mondo, privo di qualsiasi scopo, costantemente attanagliato dalla fame, Tarare intraprenderà una lunga, disperata peregrinazione attraverso la Francia, che lo vedrà unirsi a una combriccola di ladri nelle vesti di fenomeno da baraccone grazie alle sue abbuffate, e poi giungere a Parigi, dove si aggregherà alle truppe rivoluzionarie nella speranza di essere nutrito. A guidarlo in questo incredibile viaggio, soltanto una vana, segreta speranza: quella di ricongiungersi prima o poi con l’amata madre.
Traendo spunto dalla storia di un personaggio realmente esistito, A.K. Blakemore, stella emergente della letteratura inglese che ha già ammaliato i lettori con Le streghe di Manningtree, dimostra ancora una volta un’abilità straordinaria nel riportare in vita il passato. L’insaziabile è un romanzo vivido e perturbante, caratterizzato da un’eleganza stilistica e narrativa senza pari e unanimemente riconosciuto in patria come uno dei migliori libri dell’anno.


Recensione 

Ho conosciuto la penna di A.K. Blackemore in Le streghe di Manningtree e devo ammettere che non mi aveva del tutto convinta, ma la trama di L'insaziabile mi attira a molto e ho deciso di riprovare... e ne sono stata completamente assorbita. La sua formazione da poetessa era evidente già nel primo libro ma non era riuscita a coinvolgermi, invece in questo romanzo ha creato immagini ancora più vivide, crude e di impatto. Il lessico resta sempre forbito e ho apprezzato molto l'altalenarsi del gergo povero usato dalle persone e il gergo più altisonante della voce fuori campo. Le immagini che Blakemore riesce a trasmettere sono sempre molto forti, grazie a un uso perfetto dei colori si immagina la scena in tutte le sue sfaccettature e si ricreano momenti macabri ma da cui non si può distogliere lo sguardo. Del resto la storia ci parla di Tarare, personaggio realmente esistito e affetto un insaziabile appetito, per cui il filo conduttore della storia è proprio questo, una fame profonda e insaziabile, che consuma tutto. Tarare è un giovane sempliciotto che non ha mai chiesto nulla alla vita ma che per un motivo o per un altro si ritrova con questo, un pozzo nero di fame che non lo abbandona mai. In letteratura la fame ha molteplici significati secondari, ma il fatto che lui sia veramente esistito e che gli avvenimenti (in parte romanzati) corrispondano al vero, rende tutto ancora più cupamente affascinante. Insomma un mistero medico che si riverbera nella vita di un semplice ragazzo di campagna, che si ritrova così a raccontarci la sua storia. Sono rimasta completamente assorbita dalle scene forti di cui il libro è costellato, davvero non si riesce a staccare gli occhi dalle pagine, per quanto ci sia sempre un fondo nauseante e quasi blasfemo. E per questo non posso che fare i complimenti all'autrice che ha scavato nel passato trovando una storia particolare, cupa, macabra ma che voleva essere raccontata, il suo stile di scrittura è perfetto per evocare immagini piene di colore ma dietro cui si nasconde una crudezza inaspettata, credo che la sua scrittura sia maturata da Le streghe di Manningtree e davvero non posso che restarne sempre più ammaliata.

Ringrazio moltissimo la casa editrice per via digitale omaggio ❤️

Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

martedì 22 ottobre 2024

The iron flower-Il fiore di ferro





Titolo: The iron flower, il fiore di ferro
Titolo originale: The iron flower
Autrice: Laurie Forest
Editore: Fanucci


Trama

Elloren Gardner e i suoi amici stavano solo cercando di riparare qualche torto quando hanno salvato una Selkie e liberato un drago militare. Non si sarebbero mai sognati di venire coinvolti in una resistenza clandestina contro l’avanzata gardneriana. Mentre la Resistenza si oppone alle dure decisioni del Concilio dei Maghi, i soldati gardneriani piombano sull’Università... guidati nientemeno che da Lukas Grey, ora comandante della vicina base militare. Sebbene Elloren cerchi di tenerlo a distanza, Lukas è determinato a legarsi a lei, convinto che sia l’erede del potere della Strega Nera, un dono che deciderà il futuro di Erthia. Con il richiamo della magia che cresce più forte, per Elloren è difficile credere che sia davvero priva di poteri, come le hanno sempre fatto pensare.
Nuove forze oscure si risvegliano in questo travolgente sequel di The Black Witch – L’erede dell’autrice Laurie Forest.



Recensione

In questo secondo volume continuano un po' quelli che erano i difettucci del primo, infatti persiste sullo sfondo il senso di scrittura acerba che si vede soprattutto nel ribadire in modo costante gli stessi pensieri sulle stesse cose. In questo senso non ho apprezzato essere sempre imbeccata perché i concetti erano chiarissimi, così come i pensieri dei personaggi, tutto è davvero lampante. Altro piccolo difetto che ho riscontrato è che verso la fine ci sono decisamente dei buchetti di trama e qualche Deus ex machina, non è un libro perfetto però...mi ha completa conquistata. Nonostante il volume di pagine me lo sono letta davvero con piacere, un libro che mi ha coinvolto perché volevo sempre vedere cosa sarebbe successo dopo e gli ultimi capitoli sono stati un continuo di emozioni travolgenti, con un colpo di scena dietro l'altro.
Ma andiamo con calma, la parte che mi è piaciuta molto è la relazione tra Elloren e Yvan, nonostante si capisse dal primo volume che si sarebbero innamorati, ho apprezzato molto la crescita del loro rapporto e anche le scene più romance. Lo so, non è da me, ma credo che siano stati costruiti bene, così come i momenti che li vedono insieme, non ci sono scene spicy rocambolesche e sessualizzate, ma due semplici ragazzi che stanno insieme e che riescono a mantenere la testa sulle spalle. Da subito si capisce che Elloren si è lasciata alle spalle l'ingenuità che la caratterizzava nel primo volume e ci troviamo di fronte a una persona molto cambiata e cresciuta, inoltre ho apprezzato che Yvan si aprisse pian piano e che mostrasse i suoi segreti in modo graduale, perché ha regalato sempre colpi di scena.
Ma la cosa che più ho apprezzato in questo libro sono i parallelismi con situazioni attuali e reali. Il popolo di Gardneria è stato oppresso durante la precedente guerra e ora da vittima diventa oppressore, la situazione politica è delicata perché chi è al potere comincia a mettere in atto azioni sempre più violente verso i popoli di altre razze, includendo anche genocidio, prostituzione minorile, incarcerazione e omicidi di bambini. La violenza verso razze differenti da quella dei maghi diventa una costante in questo libro e la tensione sarà sempre peggio, nel frattempo Elloren e gli altri cercano di fare la cosa giusta agendo come possono.
Sebbene a volte sia tutto un po' "troppo" (per i motivi di cui sopra a volte ci si sente troppo imbeccati), ho trovato i parallelismi con la nostra attualità davvero forti ma trovo che così il libro raggiunga il suo intento. Infatti si conclude proprio in un clima politico sull'orlo di una guerra e con la Resistenza sempre più debole, Elloren e i suoi amici sono costretti a separarsi e questo mi fa pensare che forse nel terzo volume ci saranno più pov per mostrare meglio le varie zone geografiche e i personaggi.
Come nel primo volume i personaggi secondari  sono tanti e ne vengono inseriti di nuovi, a volte è difficile ricordare e abbinare tutti i nomi, ma apprezzo sempre che vengano mostrare moltissime creature e popoli.
Decisamente un secondo volume all'altezza del primo, sebbene la prima metà sia un po' più lenta, l'ansia e la vena di violenza crescono in modo esponenziale, poetando il lettore a voler continuare la storia fino a un finale mozzafiato.

Voto ⭐⭐⭐⭐/5

martedì 15 ottobre 2024

Qualcuno in cui fare il nido




Titolo: Qualcuno in cui fare il nido
Titolo originale: Someone you can build a nest in
Autore: John Wiswell
Traduzione: Clara Scarafia
Editore: NeoN 

"Ma gli esseri umani non lottano mai per la cosa più giusta. Si infilano sempre nella situazione che crea loro più disagio, per poi fingere che sentirsi a disagio sia simbolo di virtù"

Trama
Shesheshen è una mutaforma, che risiede felicemente come un grumo amorfo sul fondo di un maniero in rovina. Quando il suo letargo viene interrotto da cacciatori intenzionati a ucciderla, si costruisce un corpo con gli avanzi dei suoi pasti passati: una catena di metallo come spina dorsale, e una trappola per orsi in mezzo al petto. Ma i cacciatori hanno la meglio: ferita gravemente, Shesheshen viene trovata e curata da Homily, un’umana dal cuore tenero che la scambia per un suo simile. Homily è gentile e premurosa: la persona ideale in cui deporre le uova, assicurando ai futuri piccoli di Shesheshen nutrimento in abbondanza per la crescita. Peccato che Homily si trovi da quelle parti perché sta dando la caccia a un mostro mutaforma che ha maledetto la sua famiglia. Shesheshen, però, non ha maledetto proprio nessuno: perché la famiglia di Homily è convinta invece di sì?


Recensione

Che dire di questo libro, il titolo è tra i più esplicativi mai visti, eppure questa lettura nasconde molto, molto di più.
Questo fantasy horror si apre in maniera perfetta, un mostro muta forma che viene risvegliata dal suo letargo si ritrova a cercare cibo per sfamarsi e quale pasto migliore di un delizioso umano? Shesheshen è quella che viene definita una viverna, anche se non dovete pensare a lei come a una specie di drago perché in realtà non presenta una forma vera e propria, ma grazie alle sue capacità può assumere la forma che desidera avvalendosi di parti animate e non. Già da questo le premesse erano ottime per me, ma nessuno mi aveva preparata a ridere così. Shesheshen è un mostro che non capisce del tutto gli umani ma a volte è costretta a nascondersi in mezzo a loro e da qua comincia a trasparire il suo sarcasmo, la sua ironia, il suo essere sempre divertente anche quando non se ne rende conto. La sua ingenua ironia mi ha conquistata perché è vera e reale e soprattutto costruita benissimo dalla penna dell'autore. A lei poi si unisce un'altra personaggia, Homily, una donna fuori dagli schemi perché non è la solita coprotagonista bella in modo assurdo, ma una donna normalissima, un po' in carne e con i denti storti. Questo è anche coerente con l'epoca fittizia in cui si svolge la storia, ossia un tardo medioevo, in cui la gente si sposta a cavallo e le guardia armate portano armature. 
Insomma tanti tanti punti per questa coppia stupenda che ci parla di un amore queer e asessuale, ma le note super positive su questa lettura continuano. Infatti l'autore ci mostra personaggi non binari, relazioni omosessuali normalizzate e ci mostra anche gli aspetti negativi di molte relazioni. È evidente, infatti, che ci voglia fare vedere la parte tossica di molte famiglie e rapporti famigliari, rapporti che hanno ritorsioni importanti sulla crescita e sulla psicologia delle persone. Sì parla di maternità tossica e di quanto può essere nociva una famiglia e il mantra costante del "la famiglia è tutto, prima la famiglia" . 
Quindi sì, c'è un tono scanzonato quando si parla di mostri che mangiano persone, ma attraverso gli occhi del mostro vediamo un'umanità che è allo stesso modo crudele e mostruosa. Shesheshen si sorprende più volte di essere chiamata in questo modo, quando lei fa ciò che fa solo per vivere e lei stessa nota che gli umani si battono per preservare un'umanità che alla fine non c'è.
Insomma, chi se lo aspettava che un personaggio nato come un mostro da incubo ci insegnasse cos' è giusto e cosa è sbagliato? Che ci mostrasse la dolcezza di un rapporto amoroso? Che ci insegnasse ad amarci e a metterci al primo posto quando serve?
È vero che ci sono scene fortine e anche splatter, è pur sempre un horror, però ho trovato il tutto abbastanza bilanciato, anche se l'andamento è a volte altalenante. Nonostante questo ho amato i colpi di scena, l'ironia di Shesheshen, la dolcezza di Homily e tutto. Ho amato tutto. Un fantasy di cui davvero avevamo bisogno, grazie NeoN libri per avercelo portato!

Voto ⭐⭐⭐⭐⭐/5

Ringrazio ancora NeoN per la lettura in anteprima ❤️