martedì 20 maggio 2025

The inheritance Trilogy




Titolo: The inheritance Trilogy. La successione
Titolo originale: The inheritance Trilogy
Autrice: N.K.Jemisin
Editore: Mondadori (Oscar Vault)

Trama

In un universo in cui le divinità si muovono accanto agli esseri umani, una famiglia domina il mondo tra corruzione e violenza. La salvezza dell’umanità è nelle mani di tre giovani donne straordinarie… che ancora non sanno di esserlo. Yeine Darr vive nel Grande Nord, povero e arretrato. Ma, quando sua madre muore in circostanze misteriose, scopre di essere l’erede al trono dei Centomila Regni e si ritrova al centro di una feroce lotta di potere. Oree Shoth, un’artista cieca, dà rifugio a uno strano senzatetto: un atto di gentilezza che la trascinerà in un incubo, nel cuore di una cospirazione per uccidere le Deidi in cui il suo ospite sembra coinvolto. Shahar Arameri è l’ultima discendente della famiglia che da duemila anni governa la Terra schiavizzando gli immortali, ma è anche innamorata del Deide Sieh. A chi sceglierà di essere fedele? Tutte e tre impareranno quanto possa essere peri­coloso mescolare amici e nemici, esseri divini e mortali, amore e odio.


Recensione 

Finalmente sbarco con la recensione di questa lettura che mi ha accompagnato per diverso tempo, una lettura bella corposa però, quindi sono giustificata 🤣 

Oscar Vault (Mondadori) ci riporta in Italia la Trilogia della successione di N.K.Jemisin, il suo esordio letterario. Diciamo che si percepisce che un primo libro soprattutto dal primo volume della trilogia, dove abbiamo già un Wordbuilding solido, ma una protagonista che non mi ha fatto impazzire. Yeine, infatti, è una donna cresciuta per diventare una guerriera e una guida per il popolo, ma si piange addosso e resta passiva per tutto il libro, senza contare gli slanci amorosi di cui è protagonista che ricordano molto svariati YA. Tuttavia non dovete pensare che non mi sia piaciuto, anzi. I personaggi secondari sono interessanti e ben strutturati e non mancheranno divinità in catene e intrighi politici da mozzare il fiato. Inotlre Jemisin ci regala, come sempre, un sistema magico e mitologico molto preciso e ben delineato e soprattutto sa trasportarci direttamente nella storia Senza inutili spiegoni che appesantiscono il libro. Quindi un primo volume un po' acerbo ma validissimo.

Il livello rimane alto e, anzi, si alza ancora di più nel secondo volume, I regni spezzati. Il bello di questa trilogia è che alcuni personaggi restano sempre quelli, cambiano i protagonisti a seconda del libro e i personaggi di contorno. Credo che sia una scelta vincente perché permette di sviluppare in modo approfondito più protagonisti, ma anche perché la narrazione diventa più dettagliata e si evolve. Come dicevo I regni spezzati mi è piaciuto molto di più, Oree, la nostra protagonista, è cieca ma vede il mondo in un modo tutto suo. La sua relazione con le deidi (divinità) ci permette di scoprire ulteriori aspetti del passato che influenzano il presente e ci mostra aspetti diversi delle personalità di questi dei. La società sta cambiando e così fa il complesso sistema magico che nel frattempo si evolve. Ho trovato la lettura incalzante e coinvolgente e ha saputo catturarmi. Anche qua c'è qualche piccolo errorino, ma è il libro che ho preferito.

Nel terzo capitolo (Il regno degli dei), il protagonista è finalmente una divinità. È il libro più corposo e lunghino, Sieh è il protagonista, una divinità in forma di bambino che incarna tutte le cose positive e negative di questa età particolare. Dovrà scendere a patti con sé stesso e affrontare cambiamenti significativi che lo porteranno a scoprire parti di sé che erano sepolte. La narrazione si svolge anni dopo il primo volume e si cominciano a vedere le crepe di questo sistema magico che va sgretolandosi, portando con sé un'epoca di cambiamenti. L'arco narrativo sta volgendo al suo termine e così l'Era Lucente di questa società. Ho apprezzato che la trilogia in sé ci parlasse del declino di un momento storico e non della sua nascita, anche se poi si conclude con una speranza dolceamara. 

Insomma, questa trilogia è un assaggio di ciò che Jemisin ha poi sviluppato in opere successive, dimostrando fin da subito la sua straordinaria capacità di inventare mondi impensabili, con trame che escono dagli schemi tradizionali. Uno degli aspetti più affascinanti del suo stile è la libertà con cui tratta i temi dell’amore, che si declina in tutte le sue forme: eterosessuale, omo, incestuoso (tra divinità), pansessuale. La sua visione dell’amore, universale e inclusiva, si traduce in un mondo che accetta e celebra tutte le sfumature del sentimento. Inoltre le divinità molto umane che troviamo avvicinano l'uomo al divino mostrando come anche loro siano mosse dai meri sentimenti. Insomma anche coloro che sono nati per essere perfetti e plasmare il mondo sono preda di odio, rabbia, amore e questo ci dimostra come il fallimento sia possibile e accettabile, ma che si può aspirare anche alla redenzione. 

In conclusione, la Trilogia della Successione rappresenta un ottimo punto di partenza per conoscere Jemisin, un’autrice che non si limita al worldbuilding, ma si impegna anche a creare società e dinamiche sociali che sfidano gli schemi della nostra realtà. La sua capacità di dipingere universi complessi e di esplorare le emozioni umane, anche attraverso divinità e creature fantastiche, rende questa saga una lettura fondamentale per chi ama il fantasy innovativo e profondo. Un’opera che, seppur imperfetta in alcuni aspetti, lascia il segno e anticipa le straordinarie cose che Jemisin continuerà a scrivere.

Ringrazio moltissimo Oscar Vault per la copia omaggio e la collaborazione 😊

Voto ⭐⭐⭐⭐,5/5

mercoledì 14 maggio 2025

Scarti di potere

 


Titolo: Scarti di potere
Autore: Marcello Sgarbi
Editore: Incipit23

Trama

Nel cuore dell’estate, tra i miasmi di una discarica cittadina, viene ritrovato il cadavere di Gianluca Valontani, ex editore dell’omonima casa editrice. Un delitto brutale, un messaggio lasciato sul corpo e tante domande senza risposta.
Mentre la città soffoca tra il caldo e l’inquinamento, l’indagine del Commissario Faini svela il lato oscuro del progresso: una società che divora e scarta, non solo oggetti ma anche persone. Corruzione, speculazione edilizia e traffici illeciti emergono come rifiuti tossici, contaminando tutto ciò che toccano. Tra gli affari poco puliti dell’avvocato Antonio Cortesi, l’enigmatica freddezza di Amalia Del Feo e i segreti nascosti dagli operai della discarica, ogni pista porta a un intreccio più pericoloso del previsto.
In un mondo in cui il degrado ambientale riflette il marciume morale, Faini dovrà addentrarsi in un’indagine torbida, dove le menzogne si stratificano come detriti e la verità è sepolta sotto anni di complicità e silenzi. Ma quando la morte torna a colpire, diventa chiaro che qualcuno è disposto a tutto pur di insabbiare il passato.

Recensione

Per questa lettura in super anteprima ringrazio moltissimo la casa editrice e l'autore per la copia digitale e la fiducia ❤️

Questo è stato un libro che ho letto assaporando ogni momento e ho apprezzato molto la lettura davvero scorrevole perché, oltre a una bella indagine serrata, mescola anche una potente denuncia sociale, in particolare a quella che è una triste realtà fortemente italiana. Sgarbi mostra come la nostra società sia spesso mossa da un'inarrestabile sete di corruzione e di arricchimento a scapito degli altri. Attraverso le azioni dei personaggi e le dinamiche investigative, il romanzo mette in luce come il desiderio di profitto immediato e l'avidità siano radicati nella cultura e nelle strutture sociali del nostro paese, spingendo persone comuni e figure di potere a comportamenti illeciti ed egoistici. Per questo la figura del commissario Faini emerge come un personaggio realistico e credibile, tridimensionale, che incarna la lotta morale e l'integrità in un contesto corrotto, offrendo uno spaccato di come la giustizia possa essere perseguita anche in ambienti difficili e complessi. Nonostante non sia uno stinco di santo e abbia i suoi problemi personali, Faini è un personaggio che conquista, umano, un po' detective maledetto e un po' persona acculturata e appassionata di arte.
Lo stile narrativo, dal taglio molto cinematografico, rende il romanzo adatto anche a una trasposizione televisiva a mio parere, soprattutto grazie alla sua capacità di creare scene visive e di forte impatto. L'indagine, poi, comincia subito, le vicende entrano nel vivo già dalle prime pagine e l'attenzione resta sempre alta.
Anche se la località è inventata, l’autore riesce a ricreare un ambiente così vivido e dettagliato da far sembrare la città una comune città italiana, piena di sfumature e realtà quotidiane. Questa capacità di rendere credibile il setting rende ancora più coinvolgente la narrazione.  
L’indagine, intricata e ben articolata, si sviluppa come un puzzle complesso: ogni indizio apre nuove porte, spesso nascoste dietro cassetti pieni di segreti e misteri, che conducono a ulteriori scoperte e colpi di scena. Questa struttura narrativa tiene il lettore costantemente sulle spine, senza mai anticipare il colpevole, rendendo la lettura avvincente e coinvolgente.  
Tuttavia, una piccola pecca riguarda l’uso di metafore e similitudini molto arzigogolate e con un tono aulico. Un linguaggio più semplice e diretto avrebbe potuto ottenere lo stesso effetto emozionale, rendendo la lettura ancora più fluida e accessibile. Non è comunque un difetto insormontabile, anzi si capisce il livello di cultura dell'autore. 
In conclusione, si tratta di un giallo/noir davvero di qualità, che alterna presente e passato in un intreccio ricco di colpi di scena e risvolti, offrendo una riflessione profonda sulla società italiana e in generale sulla natura umana, davvero consigliato agli amanti del genere.

Voto ⭐⭐⭐⭐/5

venerdì 11 aprile 2025

Dryadem- La leggenda

 

Trama: Dryadem- La leggenda
Autrice: Marie Albes
Editore: Delrai edizioni 

Trama

Ayres è una giovane donna intrappolata in una routine noiosa nella cittadina costiera di Wells. Lavora in una libreria antiquaria e in un negozio di fiori, ma la sua vita viene sconvolta da sogni ricorrenti di una foresta oscura e una figura eterea che la chiama per nome. La notte del suo ventiduesimo compleanno, durante la Festa della Resilienza, incontra uno sconosciuto misterioso, la cui presenza sembra alterare il ritmo stesso della realtà. Man mano che strane visioni e inquietanti fenomeni si intensificano, Ayres scopre di essere legata a una leggenda antica quanto la Terra stessa: la storia di Dryadem, la custode della Natura, un'entità che governa l'equilibrio tra gli elementi e il destino degli uomini. Segnata da un misterioso simbolo apparso sulla sua pelle, Ayres si ritrova al centro di un conflitto segreto tra forze primordiali e un antico male che minaccia di spezzare l'armonia del mondo. Guidata dai suoi sogni e da un enigmatico libro antico, dovrà scegliere se abbracciare il suo legame con la leggenda o restare un'estranea nella propria esistenza. Ma il destino è già in moto, e mentre le ombre si allungano sulla sua vita, Ayres capirà che alcune verità non possono essere ignorate... e che il confine tra mito e realtà è molto più sottile di quanto abbia mai immaginato.

Recensione

Ringrazio moltissimo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale e per la proposta di collaborazione 😊

Dyadem di Marie Albes si presenta come un'opera affascinante nel panorama del fantasy contemporaneo. È un new adult diverso dal solito, comincia quasi come un realismo magico per finire con un fantasy e crea un racconto che esplora temi profondi. Temi come la scoperta e l'accettazione di sé, la riconnessione con la natura, ma soprattutto il perdono, anche verso se stessi. La scrittura di Albes è intrisa di magia e mistero, e il richiamo al folklore e alla mitologia celtica arricchisce la narrazione, rendendola ancora più coinvolgente. Da grande amante di questa cultura, ho apprezzato le citazioni a dei, personaggi e in generale il richiamo alle leggende.

La storia inizia con un ritmo piuttosto lento che permette di familiarizzare con i personaggi e l'ambientazione. Per contro però le vicende entrano nel vivo solo a metà libro quindi la narrazione risulta sbilanciata perché i momenti dove Ayres sarà tentennante sono molti e in più occasioni viene voglia di spingerla a prendere decisione definitiva. La piccola pecca per me è stata proprio l'andamento, all'inizio è molto lento e succedono poche cose, dalla metà in poi è un crescendo di colpi di scena e situazioni più movimentate, forse le vicende potevano essere più spalmate nell'arco narrativo. Anche se dalle  prime pagine, si percepisce una sensazione di inquietudine, un "qualcosa che non va" che si svela gradualmente insieme al mistero, forse il crescendo è stato un po' lento.
Uno degli aspetti più riusciti dell'opera, però, è la connessione con la natura, che funge da sfondo e da coprotagonista silenziosa. La riconnessione con il mondo naturale aprirà le porte alla vena più magica della storia che poi prenderà una piega inaspettata, trasformando il viaggio fisico di Ayres e James in un viaggio di tipo diverso. L'epilogo, infine, offre una riflessione profonda sulle tematiche proprie della storia, evidenziando che il perdono, sebbene difficile, è un passo necessario per la crescita personale e la rinascita e questa è una conclusione a cui sia Ayres, sia James arrivano quando si concludono le vicende. Ayres si rivela da subito una protagonista diversa dal solito, pian piano si apre, ridiventa sé se stessa e trova un nuovo posto nel mondo. James di contro è il bel tenebroso con un oscuro segreto, ma anche lui cambia durante e in seguito alle vicende. Insomma due protagonisti che nonostante abbiano qualche cosa di già visto riescono lo stesso a distinguersi per la loro personalità ben costruita.
L'altro piccolo appunto che mi sento di fare è che a volte, il linguaggio di Albes risulta eccessivamente aulico, creando un contrasto con le esperienze dei due giovani protagonisti, inoltre, la dovizia di particolari, pur essendo affascinante, può talvolta distrarre dal flusso della narrazione.

In conclusione, "Dryadem - La leggenda" di Marie Albes è un esordio promettente che riesce a intrecciare magia, mistero e introspezione. Con i suoi temi universali e la sua narrazione coinvolgente, il libro non solo intrattiene, ma invita anche a riflettere su aspetti fondamentali della vita. Consigliato a chi ama il fantasy e desidera una storia che parli di crescita e riconnessione con il proprio io.

martedì 1 aprile 2025

Lucifero Angels before man




Titolo: Lucifero- Angels before man
Titolo orientale: Angels Belforte man
Autore: Rafael Nicolas
Editore: Giunti

Trama

Un retelling originale e provocatorio: la relazione proibita tra Lucifero e l'arcangelo Michele emoziona come la più tormentata delle storie d'amore.

In un paradiso eterno, l'angelo più bello e giovane di tutti, Lucifero , lotta con la vergogna e la timidezza, in cerca della sua vera identità. La compagnia degli altri angeli e la vicinanza del Creatore sono sterili palliativi per la sua anima incerta, in una pace solo momentanea. Fino a quando l'amicizia speciale che instaura col potente arcangelo Michele scombina inesorabilmente l'ordine di ogni cosa: le dolci carezze, la complicità esclusiva e la devozione impura che nutrono l'uno per l'altro scateneranno le ire di un Dio geloso e vendicativo.

Lucifero, punito nella carne e nello spirito, comprende allora una verità fondamentale: se è riuscito a creare qualcosa di nuovo – il peccato – significa che esiste del divino anche in lui. E che il potere può essere sovvertito. Anche a costo della sua condanna. 

Recensione

Lucifero- Angels Before Man di Rafael Nicolas è un'opera che sfida le convenzioni e si addentra in territori di blasfemia, ma in un senso sorprendentemente positivo. La scrittura di Nicolas è audace, cruda e senza mezzi termini e costringe il lettore a confrontarsi con temi difficili e provocatori. La rappresentazione di Lucifero non è solo quella di un ribelle, ma di una creatura tragicamente incompleta, plasmata senza uno scopo se non quello di essere ammirata. Vediamo ogni momento della sua vita, dalla nascita alla scoperta del mondo e alla crescita del suo carattere, sempre più in contrasto con quello di Dio. Questo non significa che Lucifero avesse un animo ribelle da subito, anzi, ciò che gli succede è frutto delle sue riflessioni, ma anche di influenze da parte di altri angeli che lo spronavano sempre a essere qualcosa di più, qualcosa di altro. Quando poi Lucifero diventa questo qualcosa in più non viene più visto di buon occhio e le cose arrivano al punto di rottura. Le sue domande sull'esistenzialismo, la struttura, la funzione e gli aspetti più nascosti del paradiso fanno riflettere il lettore in un modo che probabilmente il catechismo non ha mai insegnato. Io ho vissuto tutta la lettura con un continuo e costante senso di angoscia. La perfezione assoluta, un'esistenza vissuta senza scopo se non quello di vivere e basta...mi hanno puzzato fin da subito, era tutto troppo perfetto per non nascondere qualcosa di più oscuro. Questo aspetto della sua esistenza ha colpito profondamente la mia sensibilità, nonostante non mi consideri una persona credente e nonostante mi aspettassi la fregatura da un momento all'altro, fa male vedere come Lucifero cambia pian piano per colpa di cio che gli viene fatto e soprattutto fa male vedere la sua innocenza spezzarsi via via che prende consapevolezza.
La narrazione è densa e intensa, e la durezza di alcune scene è innegabile. Il lettore viene catapultato in un mondo in cui la bellezza e la sofferenza si intrecciano, creando un'atmosfera di dolore palpabile. Lucifero, in questo racconto, non è solo un simbolo di ribellione, ma una vittima di un trauma profondo e lacerante. Le sue esperienze risuonano come un eco di quelle di chi è statə maltrattatə e non credutə, lasciatə a combattere con il peso dello stigma sociale.
Il finale del libro è particolarmente toccante; la mente di Lucifero rivela i segni di un trauma significativo, una sofferenza che non ha mai avuto la possibilità di esprimersi, sono scene forti e ho dovuto interrompere la lettura un paio di volte. Lucifero si presenta come la tipica vittima di abusi, costretta a portare il fardello di un'esistenza spezzata, in cui la ricerca di amore e accettazione si trasforma in ulteriore dolore. Per questo l'aspetto romantico della storia, invece di alleviare la sua condizione, diventa un ulteriore strato di rottura mentale, un abbandono che amplifica la sua solitudine. Decisamente non il romantasy che ci è stato pubblicizzato, anzi, Lucifero non è per niente un libro per tuttə. La sua crudezza, le scene forti e i contenuti disturbanti possono urtare la sensibilità di alcunə lettorə, tuttavia, è proprio questo che rende l'opera memorabile e riflessiva. In un’epoca in cui non sempre ci si sforza di comprendere il dolore degli altri, il racconto di Nicolas offre una lente attraverso la quale possiamo esplorare le complessità della sofferenza, della bellezza e della redenzione, invitandoci a riflettere su come trattiamo le "vittime" nella nostra società. Un libro che, nonostante il suo contenuto difficile, merita di essere letto e discusso.