martedì 17 febbraio 2026

Morte in grigio chiaro




Titolo: Morte in grigio chiaro
Autrice: Clara Prandi
Editore: Incipit23
Genere: giallo






Trama

Carlotta Ferrari vive in una vita color grigio chiaro: un marito distante, una villa elegante e fredda, giornate che si assomigliano. Tutto ordinato, sobrio, prevedibile. Finché l’estate a Tropea non le regala un improvviso lampo di colore: Tonino, pescivendolo calabrese dal fascino ruvido e dal cuore caldo, la trascina in un vortice di passione e desiderio.
Ma quando Carlotta torna nella provincia di Lecco, la sua vita prende una piega imprevista. Tonino, infatti, ha deciso di seguirla fino a lì, con un piano tanto ambizioso quanto pericoloso: rubare due quadri di enorme valore al marito di lei, Silvano Mariotti. Un piano perfetto, fino a quando l’uomo non viene trovato morto nella sua villa. 
A indagare sull’omicidio è il maresciallo Vincenzo Pepe, anche lui originario di Tropea, che si ritroverà invischiato tra amanti, domestiche ficcanaso, stalle e formaggi di capra.
Tra il tono ironico di una commedia e la tensione di un giallo, Morte in grigio chiaro racconta l’incontro tra due mondi, dove nulla è davvero bianco o nero. Perché, alla fine, anche la morte ha mille sfumature di grigio.



Recensione

Morte in grigio chiaro è il classico giallo poliziesco, uno di quei libri perfetti quando si ha voglia di staccare da letture più impegnative e lasciarsi trasportare da un’indagine ben costruita. Ogni tanto tornare al genere è un piacere per me, soprattutto quando la storia riesce a intrattenere con equilibrio e arguzia.

La vicenda si apre con Carlotta, che inizialmente sembra essere la protagonista. In vacanza si invaghisce di Tonino, un uomo affascinante ma tutt’altro che irreprensibile. C’è però un dettaglio non da poco: Carlotta è sposata. La situazione è già complicata di per sé e al ritorno a casa si aggroviglia ancora di più. Tonino, infatti, ha intenzione di sfruttare la sua relazione con Carlotta per derubare il marito di lei, collezionista di molte opere d'arte. Ma un omicidio interviene a sconvolgere ulteriormente gli equilibri. Chi ha commesso il delitto? E soprattutto quali segreti si nascondono dietro le  relazioni tra i vari personaggi?
A questo punto entra in scena il vero protagonista del romanzo: il maresciallo Vincenzo Pepe. Uomo integerrimo, metodico e determinato, guida le indagini con costanza e lucidità. Non è il classico investigatore tormentato, ma una figura solida, concreta, con un’ironia sottile che affiora nei suoi pensieri e che spesso è un piccolo regalo riservato a noi lettorɜ. Le sue battute salaci e argute alleggeriscono la narrazione senza mai scadere nell’eccesso, rendendolo un personaggio credibile e anche molto umano. Ho apprezzato particolarmente il suo modo di procedere: segue schemi precisi, non lascia nulla in sospeso e non si accontenta di risposte parziali, vuole la verità a tutti i costi.
Non vi svelerò di più sui vari personaggi che entrano in gioco, sappiate solo che alcuni mi hanno davvero fatto sorridere e ho compreso le motivazioni di altri, tutti sono comunque ben costruiti ed entrano in scena al momento giusto, come una pièce teatrale perfetta e sincronizzata.

Il ritmo non è serrato come in un thriller ad alta tensione, ma non ci sono nemmeno tempi morti o divagazioni inutili. Tutto è ben calibrato, il delitto stesso non irrompe immediatamente sulla scena, lasciando credere che il libro seguirà una certa piega, per poi cambiare direzione. Difatti si arriva gradualmente al cuore della vicenda, seguendo un filo logico che accompagna lə lettorə passo dopo passo. La scrittura è fluida e scorrevole, capace di mantenere viva la curiosità con uno stile chiaro e diretto, così le pagine scorrono con naturalezza e, pur non trattandosi di un romanzo lungo, riesce a costruire una trama solida e ben articolata.
Un altro punto di forza è la costruzione del colpevole: credibile, motivato, ben inserito nel contesto narrativo. Non avevo intuito subito chi potesse essere, e per me questo è sempre un elemento fondamentale in un buon giallo, la rivelazione finale è coerente con gli indizi disseminati lungo il percorso e regala quella soddisfazione tipica del genere.

In definitiva, è un libro che consiglio a chi ama i gialli classici, è fresco, ben scritto, non annoia e intrattiene con la giusta dose di ironia, intrigo e indagine, la curiosità che riesce a creare tiene incollatə alle pagine fino all’ultima riga.

Ringrazio moltissimo la casa editrice e l'autrice per la copia digitale e la collaborazione ❤️

Voto ⭐⭐⭐⭐,5/5

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